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UFC FN Amburgo: Analisi e previsioni

La UFC torna in Europa e lo fa con una card davvero super.
Tanti atleti tedeschi nell’evento di Amburgo ed anche due vere e proprie leggende delle MMA brasiliane nel main event e nel co main event che andremo ad analizzare:

Mauricio Rua(24-10) vs Anthony Smith(29-13):

Rua è un ex campione del mondo che viene da ben tre vittorie di fila ed il fatto che i bookmaker non lo diano come favorito, ci ha fatto rimanere davvero di stucco.
Shogun non è più un fighter di primo pelo e sicuramente sembra aver perso lo smalto dei tempi migliori ma davvero stiamo parlando di un fighter dominante come pochi che ha imposto la sua legacy per tanti anni nelle MMA.
Molto forte fisicamente, molto aggressivo, eccellente ju jitsu e decisamente solido, Rua è un fighter a tutto tondo e, nonostante Smith abbia perso solo uno dei suoi ultimi quattro incontri, non ci sembra il prototipo di atleta in grado di impensierire Shogun.
Smith ha sicuramente una castagna importante e dovrà far affidamento su quella ma nonostante ciò, diamo Rua vincitore prima del limite.

Glover Teixeira(27-6) vs Corey Anderson(10-4):

Altro match nei medio massimi e altra leggenda delle MMA, Glover Texeira.
Il fighter brasiliano avrebbe dovuto affrontare Latifi che però, causa infortunio, ha dovuto dare forfait.
Al suo posto Corey Anderson, fighter dotato di un grande hype ad inizio carriera, hype che in parte non sta mantenendo alto.
Anderson è un ottimo wrestler ma ha evidenziato in più occasioni di non avere un mento così solido e quindi sicuramente non sarà facile per lui resistere alle bordate di un fighter esperto come Glover.
Texeira ha dichiarato nelle interviste antecedenti il match di voler portare in gabbia qualcosa di nuovo per stupire il proprio avversario ma, a prescindere da questo, siam convinte che già il ‘vecchio’ Glover sarebbe in grado di portare a casa il match.
Texeira vincente prima del limite la nostra previsione.

Dominick Cruz: Cormier ha vinto tatticamente il match contro Miocic

L’ex campione del mondo Dominick Cruz ha analizzato il match fra Daniel Cormier e Stipe Miocic, tributando a DC grande intelligenza tattica(via UFC.om):

“Guardate l’inizio del combattimento. Cormier già cercava metteva in atto la sua strategia. Questa è una delle sue cose che ha usato per tutta la sua carriera, ed era convinto che avrebbe funzionato molto bene contro Stipe e si può vedere che DC ha un dono naturale che gli consente di sentire le cose senza pensarci troppo. Stipe si è allontanato dalla gabbia e ha iniziato a prendere a pugni Cormier con delle combinazioni prima che lui lo afferrasse.
DC ha afferrato Stipe, lo ha uncinato in modo tale però da lasciarsi spazio per sferrare un uppercut. Quindi sarà stata una strana sensazione per Stipe. La maggior parte delle persone non dà lega nel modo in cui lega DC, la maggior parte delle volte c’è una sorta di scazzottata in quella fase.”

Storie di MMA: Quando Ortega non sapeva chi fosse Robert Downey JR, ma riconobbe Iron Man

Il fighter dei pesi piuma Brian Ortega, oltre ad essere una delle stelle nascenti della UFC è anche un ragazzo impegnato nel sociale. Ortega è nato e cresciuto a Los Angeles nella zona di San Pedro e la sua infanzia è stata spesso tormentata tra bullismo e risse e gang nei ghetti delle periferie di Los Angeles. La vita di Ortega è piena di aneddoti, e a poco a poco ne racconteremo alcuni significativi.

Provenendo da zone non molto tranquille Ortega si è battuto molto nel sociale, infatti ha sempre ritenuto il BJJ la ragione principale che lo ha allontanato da una vita pericolosa e adesso che è un famoso fighter in UFC si sta battendo affinchè la sua associazione aiuti sempre più ragazzi. L’associazione ‘The Brian Ortega Foundation’ infatti è nata per offrire la possibilità ai ragazzi meno fortunati di potersi allenare in un ambiente sano ed imparare il brazilian jiu jitsu. Proprio in seguito alla sua vittoria su Frankie Edgar, Ortega ha colto l’occasione per parlare della sua associazione, lanciando un appello accorato per sensibilizzare il pubblico ad aiutare i ragazzi.

A rispondere all’appello di T-City ci ha pensato Robert Downey Jr. L’attore famoso per aver interpretato Iron Man e Sherlock Holmes ha infatti concesso una donazione per pagare una borsa di studio di un anno per uno degli allievi di Ortega e dei Gracie. Proprio in questa occasione Brian ha avuto la possibilità di parlare con Robert Downey tramite una videochiamata, ma, come rivelato dallo stesso Ortega, il fighter inizialmente non sapeva chi fosse Robert Downey Jr.

“Ok, adesso posso dirlo. Non seguo molto sport e tv, ma non avevo idea di chi fosse RDJ. Quando mi hanno detto RDJ ti chiamerà su FaceTime. Allora mi sono messo al telefono e quando ha chiamato ho pensato: Porca Puttana questo è Iron Man! E cercando di essere indifferente ho cominciato, dicendo: ‘Hey amico come va?’. Poi ho guardato il coach e gli ho fatto segno che dovevo uscire ed andare in macchina col cellulare perchè ero al telefono con Tony Stark”

Poi le impressioni sull’attore:

“L’ho trovato davvero una persona molto umile, molto alla mano. Poi sentivo che riusciva a capire i miei sentimenti per questi ragazzi perchè anche lui come me e loro non ha avuto momenti facili nella vita, è stato in prigione, ecc. Gli ho detto che ero stato in prigione a Carson e lui mi fa: ‘Incredibile, ci sono stato anche io prima del crollo delle Twin Towers!’ e abbiamo cominciato a legare attraverso le nostre esperienze. La cosa bella è stata condividere questi momenti con una persona di quel livello che mi parlava in modo così familiare e adesso ci sentiamo spesso via messaggio. Una bella persona davvero.”

Bellator 203: analisi e pronostici dei match

Finalmente ci siamo. Domani, nella cornice del Foro Italico, sarà tempo di Bellator 203, o se preferite Bellator Roma. Dopo Torino al Pala-Isozaki e Firenze per due volte al Pala-Mandela, finalmente per la promotion internazionale di MMA è tempo di far tappa nella culla della civiltà gladiatoria, laddove proprio Bellator e la sua stessa etimologia trovano una collocazione ideale. Nella splendida cornice del Foro Italico, molto suggestiva e già collaudata ogni anno negli ormai famosi Internazionali d’Italia, andrà in scena una card che promette essere una delle più interessanti, se non la più interessante degli ultimi anni nelle MMA su suolo italiano. Vi presentiamo i match che potremo vedere dal vivo a partire dalle ore 21 (alle 18 l’inizio della card di KB):

Michele Martignoni vs. Simone D’Anna
Prodotti “nostrani”, entrambi romani, Martignoni (4-0) della Hung Mun e “Tiger” D’Anna (4-1) della American Top Team di Sakara si affrontano in un match valido per la categoria 65,7 kg. Favorito D’Anna che può contare su una più imponente struttura fisica e maggiore esperienza internazionale rispetto all’avversario.

Maxim Radu vs. Simone La Preziosa
Qui ci si gioca l’ingresso nel circuito di Bellator. Puntiamo forte su Radu (8-1), che ci ha impressionato già a Pescara (l’abbiamo visto al Fight Clubbing International Championship) e tenterà di far valere la sua enorme grinta ed aggressività. Match valido per la categoria 70,5 kg.

Will Fleury vs. Alen Amedovski
È una sfida fra due imbattuti, con Amedovski (5-0) favorito d’obbligo su Fleury (4-0) in virtù del notevole score di cinque vittorie di fila per TKO tutte entro la fine del secondo round: un vero treno.

Vaso Bakocevic vs. Andrei Koreshkov
Il russo Koreshkov (20-2), “the Spartan”, è stato campione di categoria nei pesi welter, prima di cedere lo scettro a Douglas Lima. Il veterano montenegrino Bakocevic (33-17-1) potrebbe dargli filo da torcere, ma il pronostico sembra tendere dalla parte del primo.

Daniel Weichel vs. Patricio Freire
È il piatto forte della serata, con in palio il titolo dei pesi piuma. Patricio “Pitbull” (26-4), campione in carica, dopo la tetralogia con Daniel Straus affronta per la seconda volta il tedesco Weichel (39-9), submission specialist. La prima volta l’incontro si chiuse al secondo round per KO in favore di Pitbull, che è il logico favorito. Ma potrebbe essere più dura di quanto non si pensi.

Jamie Sloane vs. Alessio Sakara
Il Legionario Alessio Sakara (19-12) torna a casa dopo 15 anni. Rientra nella categoria 93 kg con un match che lo vedrà opposto a Jamie Sloane (8-4), picchiatore britannico che dovrebbe garantire un match di striking puro spettacolare e senza esclusione di colpi. Favorito Sakara, ma in questa categoria il colpo del KO è sempre in agguato.

Non possiamo infine non menzionare, nonostante non si tratti di MMA, l’incontro di Kickboxing che vedrà opposti il nostro Giorgio Petrosyan al campione bielorusso di discendenza azera Chingiz Allazov. Sfida che concretizza un’accesa rivalità e stabilirà una volta per tutte la supremazia nella categoria pesi leggeri.

UFC 226: Lesnar entra nell’ottagono e scatena il caos

In seguito alla vittoria del titolo ai danni di Stipe Miocic, Daniel Cormier ha parlato con Joe Rogan nell’intervista post-match con tanto di call-out per Brock Lesnar:

“Sono stato un heavyweight per molto tempo. Non ho mai capito cosa sarei potuto diventare, ma oggi ho avuto la risposta. Sono il campione di due divisioni!”

“Joe, ho 39 anni e sono stato secondo tante volte, ma oggi ho finalmente compiuto la mia missione, dal piangere in questo stesso ottagono un anno fa, fino a diventare il campione dei pesi massimi oggi. Joe questa è la più grande esperienza che abbia mai provato.”

Poi, prendendo il microfono di Rogan:

“C’è una persona, che conosco da molto tempo, è un wrestler, è un all american ed è stato campione dei pesi massimi in UFC. Non ho mai pensato che lo avrei affrontato, ma…Brock Lesnar porta il culo qui dentro!”

Lesnar è entrato in stile WWE all’interno dell’ottagono, spingendo DC e offendendo sia Ngannou che Miocic per essere un disastro nei pesi massimi.

Poi DC gli ha detto:

“Mi spingi adesso, ma andrai a dormire più tardi quando ci affronteremo”

UFC 226: Miocic vs Cormier Highilights

Il match più atteso dell’anno fino ad ora, una superfight attesissima che ha visto anche l’underdog superare il favorito. Daniel Cormier supera Stipe Miocic per ko al primo round e vince il titolo dei pesi massimi e diventa il campione in due differenti categorie di peso.

Il match è stato da subito apertissimo con i due fighter che non si sono risparmiati per studiare l’altro. DC ha subito iniziato a portare pressione, cercando il clinch per scambiare colpi e provare portare a terra Stipe nel momento migliori. Miocic è riuscito ad entrare un paio di volte con le sue combinazioni concluse con il gancio destro. DC dal canto suo è riuscito a scambiare ed entrare con le sue combinazioni, tentando in alcuni casi di tenere a distanza il suo avversario con gli hich kicks.

Durante uno dei clinch DC è riuscito ad entrare con un gancio destro e finire il suo avversario con il ground and pound, diventando il secondo fighter nella storia insieme a Randy Couture a vincere il titolo dei pesi massimo leggeri e pesi massimi in UFC.

UFC 226: Analisi e previsioni dei match principali

Una delle card più belle degli ultimi anni UFC e purtroppo non potremo vederla come di consueto su FOX sport.
Studiando modi alternativi per goderci il super evento di questa notte, come di consueto analizziamo il main event ed il co main event di UFC 226:

Stipe Miocic (18-2) vs Daniel Cormier (20-1):

Forse la più grande superfight in UFC fino ad ora, sia per la caratura dei due fighter, entrambi campioni nella rispettiva categoria di peso, che per il bagaglio tecnico. La sfida vede il ritorno di DC nella categoria che lo ha reso grande in Strikeforce dove ha vinto il titolo dei pesi massimi. Bisogna valutare sicuramente le doti fisiche che in partenza danno un vantaggio notevole a Miocic soprattutto per il suo allungo. Miocic ha un ottimo pugilato e buone basi di wrestling e con il suo striking può impensierire Cormier anche per la sua capacità di portare pressione sull’avversario. Allo stesso tempo DC incarna lo spirito della AKA, la palestra dove si allena. Fighter di pressione anche DC, sottovalutato nello striking dove riesce comunque ad essere efficace e rapido, nonostante la stazza. Il wrestling e grappling di DC è superiore dal punto di vista tecnico a quello del suo avversario, ma la stazza di Miocic potrebbe creare grossi problemi. Tutto in questa fight porta a pensare che si svilupperà più sul wrestling che sullo striking, sopratutto per l’inclinazione di DC a condurre in quell’ambito la direzione dei match contro striker superiori e questo è anche uno dei motivi per cui ha subito un solo ko in carriera. Andare a scambiare con Miocic sarebbe troppo pericoloso perchè è dotato di knock out power. Come ha detto anche Khabib, il segreto per DC sarà riuscire a portare alla distanza Miocic e stancarlo con la sua continua pressione nel grappling.
Pur ritenendo Cormier tecnicamente più completo e con più armi a disposizione puntiamo su Stipe per il vantaggio fisico, l’allungo e il knock out power. Miocic vincitore per decisione.

Francis Ngannou (11-2) vs Derrick Lewis (19-5):

Il co main event inizialmente doveva essere Ortega vs Holloway ma visto l’ infortunio di quest’ultimo, sarà Lewis vs Ngannou.
Due colossi con probabilmente la miglior castagna da KO di tutta la categoria pesi massimi.
Verrebbe da dire ‘vince chi colpisce per primo l’avversario’ ma Lewis nelle dichiarazioni pre match ha fatto intendere di voler sfruttare qualità che possano mettere in difficoltà Ngannou, come il grappling o il controllo a parete.
L’unico però ad aver resistito alle batoste di ‘The Predator’ è stato il campione del mondo Stipe Miocic. Stipe è un fighter molto dinamico, dinamismo che forse manca a Lewis che quindi dovrà studiare bene una strategia per resistere alle primissime fasi del match fasi nelle quali Francis è abituato a scaricare tutti i suoi colpi migliori.
Se il match dovesse allungarsi il cardio potrebbe fare la differenza (a favore di Derrick?) ma in ogni caso, attenzione alla castagna di Lewis e attenzione anche al controllo che può esercitare il fighter americano nel caso in cui il combattimento si sposti a terra.
Visto il brillante mondiale calcistico della Francia, crediamo nella buona stella e nelle buone mani del francese Ngannou quindi lo diamo vincente per KO al promo round.

Storie di MMA: Carfagna, Di Chirico in ciabatte all’esordio di Pedersoli in UFC

La settimana scorsa abbiamo avuto il privilegio di poter intervistare Riccardo Carfagna che ha condiviso con noi pensieri ed opinioni sulla situazione attuale delle MMA, la preparazione tecnica dei suoi atleti, le iniziative intraprese con il Gloria Fight Center e curiosità sui suoi atleti preferiti. Ovviamente non abbiamo potuto esimerci dal chiedere a Riccardo un contributo per la nostra rubrica del venerdi e abbiamo avuto la fortuna di avere la sua testimonianza su un retroscena relativo proprio ad un recente evento UFC.

Il teatro è UFC Fight Night 130 a Liverpool alla Echo Arena. In questo evento, tenutosi il 27 Maggio, ha fatto il suo esordio, nella categoria dei pesi Welter UFC, Carlo Pedersoli Jr. Il match contro l’inglese Brad Scott ha segnato anche la prima vittoria del ‘nostro’ Carlo in UFC. Un dettaglio che a molti è passato inosservato è stato l’abbigliamento di Carfagna e Di Chirico, che erano nell’angolo di Pedersoli. Entrambi infatti indossavano delle ciabatte!

“Una storia che posso raccontare è quello che è successo durante l’esordio in UFC di Carlo Pedersoli jr e che grazie a qualche ripresa Sky è stato già motivo di ilarità sui social….il famoso angolo in “ciabatte“ nell’ ottagono più famoso del Mondo.

Più che una scelta di stile è stata una dimenticanza mia e di Alessio Di Chirico (cosa che molti non hanno notato!) delle scarpe sponsorizzate.

Pensavamo di poter avere in regalo altre scarpe Reebook oltre a quelle che ti forniscono nel kit e già avevamo fatto la bocca a questa possibilità, invece arrivati nel camerino apposito ci hanno fornito delle ciabatte da restituire tassativamente! “

Ma non tutti sanno che:

“1)Le ciabatte non vennero mai più restituite!
2) Tutti hanno notato e preso un giro me perché ero a piedi nudi con le ciabatte ma nessuno si è accorto della finezza di Alessio con calzino nero ed appunto ciabatta all’angolo!”

Noi ringraziamo ancora Riccardo Carfagna per la gentile concessione, e indirettamente la UFC che, concedendo solo due paia di ciabatte invece delle scarpe del main sponsor, ha fatto sì che potesse verificarsi questa situazione comica.

Cormier cade al suolo goffamente durante la press conference

A volte i match saltano per il mancato raggiungimento del peso, a volte per un infortunio pochi giorni prima dell’evento altre volte ancora per un mancato accordo con la promotion ma, Cormier vs Miocic stava rischiando di saltare per una caduta!
Ovviamente stiamo scherzando ma sul finire della press conference di ieri, Daniel Cormier nell’alzarsi dalla sedia è inciampato in un filo ed è caduto goffamente dietro un tavolo.
La scena è stata piuttosto comica anche se la reazione del suo sfidante Miocic è stata impassibile nonostante DC ci abbia messo un pò per rialzarsi.
In ogni caso Cormier si è rialzato e nonostante è sembrato un pò malconcio, per abbattere il campione del mondo dei massimi leggeri ci vuole sicuramente ben altro di una semplice caduta.
Miocic vs Cormier non è in pericolo, per fortuna!

Khabib fa la sua previsione su Miocic vs Cormier

Il campione dei pesi leggeri UFC, Khabib Nurmagomedov, è compagno di allenamenti e amico fraterno di Daniel Cormier alla AKA Gym di San Jose. Ci sono diversi video su YouTube che mostrano diverse gag tra i due e per il daghestano DC è sempre stato un modello da seguire insieme a Cain Velasquez. Proprio a lui hanno chiesto un parere sull’imminente superfight tra il campione dei pesi massimo leggeri e Stipe Miocic, campione dei pesi massimi.

Qui di seguito le sue parole:

“Penso che se la metteranno sul piano del wrestling penso che Cormier possa batterlo in quell’ambito. Penso che Cormier può farlo stancare. Però Stipe ha veramente un ottimo wrestling, ottima boxe, può portarti a terra, è grosso e forte. Non so. Sarà 50 e 50. Il mio cuore e la mia testa sono con DC. Ho parlato molto con DC di questa fight e penso che la chiave primaria sarà farlo stancare, spingere, andare sempre a pressarlo, provare a portarlo a terra, scambiarci e continuare a spingere. A mio parere deve farlo stancare anche perchè Stipe è veramente grosso, molto più di DC. Deve veramente farlo stancare.”

Holloway out, le reazioni dei fighter

Dopo la pessima notizia del forfait di Holloway a UFC 226, data da ESPN poche ore fa, per un ricovero in ospedale causato dai sintomi di una commozione cerebrale, ancora non è chiaro se UFC troverà un sostituto in short notice per metterlo di fronte a Ortega.
Il management di Holloway ha rilasciato la seguente dichiarazione a MMAJunkie in merito alla decisione di rinunciare all’attesissimo match per il titolo piuma del prossimo weekend.

Breaking: Max Holloway out da UFC 226. Ecco la dichiarazione del suo management, in esclusiva per ESPN. Ulteriori news in arrivo. (Ariel Helwani)

Il team di Max e il personale di UFC hanno notato che Max non era in condizioni normali dalla scorsa settimana. La cosa è apparsa lampante a molti guardando le sue interviste e apparizioni pubbliche negli ultimi giorni“.
Stava mostrando sintomi di commozione cerebrale prima ancora di iniziare il taglio di peso ed è stato ricoverato al pronto soccorso lunedì, dove è stato ammesso durante la notte. Le analisi iniziali sembravano a posto ed era stato rilasciato martedì pomeriggio, ma i sintomi hanno continuato a persistere“.
Max ha insistito con il teama per continuare la preparazione al combattimento. Ha mostrato miglioramenti nel corso del giorno successivo, pur mostrando ancora sintomi evidenti. Dopo gli open-workout, è svenuto ed è stato molto difficoltoso risvegliarlo. Quando è avvenuto, aveva la visuale a scatti e parlava in maniera biascicata“.
Ora è di nuovo al pronto soccorso per ulteriori accertamenti“.

Dopo questo scioccante report, molti fighter si sono mobilitati per augurare al campione una pronta guarigione.

@BlessedMMA Dio ti benedica fratello recupera presto! (Rory MacDonald)

Notizie terribili! Guarisci presto campione (BJ Penn)

Auguro tutto il meglio ad @BlessedMMA per un recupero veloce e completo. I grandi match arrivano ma abbiamo solo un corpo. La salute e la sicurezza sono la cosa più importante. (Kenny Florian)

Come persona che conosce bene i pericoli di questo sport, i miei pensieri e i miei auguri vanno a @BlessedMMA e la sua famiglia. Spero che questo problema si risolva velocemente e che lo vedremo fare quello che sa fare molto presto. (Michael Bisping)

Questa merda è vera. Il ragazzo ha una famiglia. Sintomi del genere non sono da prendere alla leggera. Riposati @BlessedMMA tutti già conoscono il tuo valore, non devi dimostrare nulla. # UFC226 (Damien Brown)

La mia ipotesi è @FrankieEdgar per sostituire @BlessedMMA (Dan Hooker)

Blaydes: “Vorrei affrontare il campione dei massimi a Las Vegas”

Intervista esclusiva di Curtis Blaydes a BJPenn.com, ve ne proponiamo alcuni passaggi significativi:

Prima di tutto, puoi ricapitolare la vittoria su Alistair Overeem? Come è andata la preparazione nel camp, come ti sentivi una volta nella gabbia e come si è sentito dopo il combattimento dopo aver vinto?

La preparazione del camp per me è sempre la stessa, non mi piace allontanarmi dalla routine per nessuno degli avversari. Entrando in gabbia ero abbastanza fiducioso in me stesso… Ero sicuro di poter ottenere il takedown e fiducioso di avere il cardio migliore. Sapevo che se avessi rispettato il gameplan avrei vinto“.

Ora che tutto è passato, è chiaro che stai cercando una title-shot. Quando ti piacerebbe avere questa opportunità contro il vincitore di Stipe Miocic contro Daniel Cormier?

So che di solito dopo che si combatte per il titolo, i campioni di solito si danno una pausa. Non ho alcun problema per quello. Speravo di poter ottenere la card di Capodanno a Las Vegas, che è sempre una grande card e non penso ci sia niente di meglio di un incontro  per il titolo dei pesi massimi come headliner per un evento del genere“.

Dana White ha detto che dovevi combattere nel debutto dell’UFC a Mosca, in Russia, contro Alexander Volkov. Dal tuo punto di vista, che cosa è successo al matchup previsto e perché pensi che potrebbe non essere la strada giusta per la tua carriera in questo momento?

Beh, il matchup proposto contro Volkov era previsto per il 15 settembre e ho avuto alcuni problemi con questo perché 1) sono classificato più in alto di lui, quindi non devo andare a casa sua e combattere contro di lui. L’ho già fatto con Mark Hunt. Ho accettato quell’incontro perché Mark Hunt è una leggenda. Alexander Volkov non è una leggenda. 2) Mi sono fatto male al ginocchio quando Alistair mi ha agganciato il tallone alla fine del primo round e mi sto ancora riprendendo“.

UFC 226 è caratterizzato da una super-fight tra Stipe Miocic e Daniel Cormier. Tra Miocic e Cormier, chi preferiresti affrontare?

Non ho una preferenza. Sono diversi matchup ma entrambi offrono una sfida difficile. Ho un vantaggio di altezza rispetto a DC, ma lui ha affrontato gente più alta per tutta la sua carriera, quindi non penso che sia un grosso problema per lui. Riguardo Stipe, l’unico vantaggio che ho su di lui è che sono più pesante ed atletico di lui. Ma entrambi hanno mani pesanti, una buon wrestling e un buon cardio. Sono veterani. Non posso davvero dire che un matchup sia più facile dell’altro“.

L’unica sconfitta nella tua carriera è arrivata contro Francis Ngannou, in un incontro che è stato interrotto dal medico. Hai detto di recente che ti piacerebbe la rivincita. Come te la senti a riguardo, e cosa pensi dell’incontro tra Ngannou e Stipe?

Per rispondere alla prima parte della tua domanda, credo che lo avrei battuto in modo dominante. Probabilmente era il match più facile tra i primi 5 del ranking perché [Ngannou] è il più monodimensionale. Tutti gli altri hanno un gioco abbastanza completo. Non ha assolutamente nessun wrestling e non credo che riuscirà mai a diventare un wrestler decente tale da impedirmi il takedown. Le mie mani sono migliorate molto da quando abbiamo combattuto. Non ha un buon gioco di gambe e certamente non ha il miglior cardio, cosa che è stata sfruttata da Miocic. Tutto quello che doveva fare era portarlo giù e accumulare punti. Posso fare esattamente quello che ha fatto Stipe, soltanto meglio. Sono più grosso, più pesante e un wrestler più esplosivo di quanto lo sia Stipe“.

Storie di MMA: Quando Pat Barry diede una lezione a Melvin Guillard

Pat Barry e Rose Namajunas oltre ad essere una coppia sono anche training partners. I due si allenano spesso in diverse palestre, cercando sempre di misurarsi con situazioni e metodi diversi per migliorare lo stile di Rose. Ospite del podcast You’re Welcome di Chael Sonnen l’ex fighter ha raccontato della volta in cui ha dovuto mettere i guanti per far rigare dritto Melvin Guillard durante un allenamento. La Namajunas si allena presso la Grudge Training Center in Colorado, dove Pat Barry è di casa. Barry ha sempre professato di avere totale fiducia in Rose anche durante gli hard sparring con avversarie più grandi di lei durante gli allenamenti:

“Una volta eravamo alla Jackson (Albuquerque) e io stavo chiacchierando con Jon Jones e Frank Mir, mostrandogli alcuni calci, mentre Rose si allenava. Ad un certo punto guarda Rose che si allena contro Holly Holm. Non era ancora il periodo in cui aveva preso a calci in bocca Ronda, ma aveva da poco messo ko una tipa prima di entrare in UFC. Era in palestra e stava bene, tanto che si allenava con un tipo e questo aveva dovuto abbandonare lo sparring perchè le stava prendendo. Non potevano continuare il round e allora Rose si è misurata con lei. Quando la vedo dico a Frank e Jon: ‘Questa dovete vederla! Rose contro Holly!’ e Frank si gira verso di me e mi fa: ‘Non credo sia una cosa buona’ ed io gli dico: ‘No, no, è perfetto. Adesso la attaccherà con tutto il suo potenziale. Devi vederla’. Io ho veramente tantissima fiducia in Rose.”

Poi, tornando sul fatto accaduto alla Grudge con Guillard:

“Mi ricordo che Melvin una sera arrivò tardi in palestra e cominciò a sfidare tutti i ragazzi, faceva il duro. Soprattutto perchè sfidava dei ragazzi di basso livello e li prendeva in giro. A quel punto Rose che era a terra, si è alzata, senza neanche usare le mani e gli fa: ‘Come ti permetti di arrivare tardi e sfidare ragazzi come Danny (il più debole dei ragazzi in palestra). Me la vedo io con te’. E Rose ha cominciato a fargli il culo! Lo prende a calci alle costole, e lo prende a pugni da tutte le parti. Melvin comincia ad innervosirsi e ci va giù veramente duro, comincia a fare troppo sul serio. Io gli dico: ‘Melvin sono seduto qui… Melvin sto guardando tutto… Melvin ti sto guardando!’. Poi le tira un destro, un destro alla Melvin che va a segno, ma non dico nulla. Poi un low kick veramente forte, ci aveva messo tutta la sua forza e questo non va bene perchè sta cercando di romperle il culo. A quel punto il round è finito e sono andato a prendere i guanti. Lui dice: ‘Ok abbiamo ancora un round’, si gira mi vede con i guantini e fa: ‘OOOOhhh Nooooo! Cazzo! È per quello che ho appena fatto?’. Conosco Melvin da quando aveva sedici anni e gli dico:’Esatto!’. Poi si è preso la sua lezione da uomo, mentre io continuavo a dirgli che non doveva farlo e alla fine amici come prima. Ci sono volte in cui in palestra devi fare anche questo”.

Insomma un Pat Barry vero cavaliere per la sua Rose.

Di Chirico ‘invita’ i commentatori americani a pronunciare bene il suo nome

Si sa che la pronuncia dei nomi stranieri spesso è una brutta gatta da pelare e, proprio quello del nostro beniamino Alessio Di Chirico causa grossissimi problemi ai commentatori delle televisioni americane.
Il buon Manzo pubblica un divertentissimo video via instagram su come pronunciare correttamente il suo nome.

Intervista a Riccardo Carfagna del Gloria Fight Center

Grazie all’immensa disponibilità dell’interessato (che ringraziamo vivamente) siamo riusciti ad intervistare Riccardo Carfagna, co-fondatore del Gloria Fight Center, l’ormai famosa scuola italiana che ha lanciato Alessio Di Chirico e Carlo Pedersoli Jr. Di seguito riportiamo la trascrizione delle domande:

Ciao Riccardo e grazie dell’intervista. Partiamo dall’inizio: come vi siete conosciuti con Lorenzo e com’è maturata la decisione di far partire questa avventura?
Innanzitutto grazie infinite per lo spazio dedicatomi. Ho conosciuto Lorenzo quando ero co-owner della Hungmun [palestra romana, ndr] quasi dieci anni fa e già ora posso dire che è stato un incontro molto importante per la mia vita; in realtà Gloria è stata, più che un’idea, una necessità; ma la decisione di partire con un progetto e tutto ciò che ne consegue è stata principalmente mia e di Alessio Di Chirico mio socio e fondatore del Gloria!

Ormai siete una vera e propria realtà nel panorama delle MMA europee ed avere due fighter in UFC (Di Chirico e Pedersoli) più un terzo vicino all’approdo (Cerilli) fa di voi un punto di riferimento per tutto il movimento italiano. Dove volete arrivare? Si può davvero fare più di così?
Ti ringrazio, in pochissimo tempo in effetti abbiamo costruito tanto, ma non ci vogliamo fermare per ora… C’è gente che pagherebbe per fermarsi a questo punto ma noi puntiamo a diventare il team più forte in Europa; oltre Mauro vorremmo far entrare anche Micol (Di Segni) e Valeriu (Mircea) e, cosa di cui mi occupo personalmente, far crescere giovani talenti per avere ricambio continuo in questo senso. Senza dimenticare il fatto che al 50% siamo una palestra di amatori quindi agli obiettivi agonistici/professionali abbiniamo la voglia ed il bisogno di insegnare ed allenare più gente possibile a livello puramente amatoriale.

Nelle numerose interviste rilasciate dai vostri atleti abbiamo notato una costante: l’utilizzo da parte loro sempre del “noi” anziché dell’”io”. In parole povere: non ho mai sentito dire da Carlo o da Alessio frasi del tipo “io ho vinto perché…”, “io per il futuro guardo a…” ma bensì, “noi abbiamo vinto” oppure “noi guardiamo”. Siete una vera e propria famiglia e dall’esterno sembrate uniti in maniera fortissima. Questa unione è arrivata in maniera naturale o è una base portante della formazione dei vostri atleti?
Siamo fortemente uniti, è verissimo! sinceramente questa unione è venuta da sè: per alcuni c’è voluto tempo, per altri c’è stato feeling immediato e ad oggi siamo un team solido! A me personalmente non piace inculcare il concetto di “famiglia” o “clan” a tutti i costi come succede in altri team, anche perché per consolidare certi rapporti anche lavorativi a volte non bastano anni…! Grazie alla sincerità siamo riusciti a cementare un bel gruppo che cresce sempre più, anche se un punto di forza della coesione penso sia anche il numero limitato di partecipanti.

Tu e Lorenzo Borgomeo siete i gestori materiali della palestra Gloria. Tante volte si parla di camp all’estero per gli atleti, che devono servire a completare il bagaglio tecnico e la preparazione di un atleta: per voi allenatori vale lo stesso discorso? Cioè vi muovete in giro per il mondo per apprendere nuovi metodi, nuove tecniche? Visitate altre palestre?
Ovviamente per un allenatore è meno indispensabile e più difficile per tanti motivi muoversi per i camp; la necessità dipende dal tipo di esperienze che hai vissuto professionalmente: essendo uno dei pochi fortunati a poter interagire ai massimi livelli delle mma (UFC, Cage Warrior, etc) mi aggiorno anche solo seguendo i nostri atleti nei Training camp o negli eventi stessi. In più cerco di trascorrere le vacanze in posti dove potermi aggiornare/allenare per monitorare nuove realtà, pur rimanendo sempre e soprattutto vacanze! Sono ancora integro fisicamente e continuo ad allenarmi come un atleta professionista e questo (anche se i miei collaboratori mi invitano sempre a smettere!) mi permette di autoevolvermi, aggiornarmi e provare su me stesso metodi, tecniche e strategie da applicare.

Seguendovi dai social vediamo che i vostri progetti di espansione del fight center sono in continuo divenire. Ci racconteresti quello che avete in mente nell’immediato ed in divenire?
Abbiamo appena stretto una collaborazione con un centro enorme a Roma, lo Heaven fight arena, che ci permetterà di avere due sedi e più spazio per lo sparring anche se il nostro intento non è allargarci a dismisura ma elevare ulteriormente la qualità complessiva.

Ci spieghi cos’è il metodo Borg? E’ applicabile a qualunque tipo di atleta anche a livello amatoriale? E può essere applicato anche ad atleti di sport diversi dalle MMA?
Il Borg Training System è un sistema di allenamento creato esclusivamente per amatori, applicabile anche a casa velocemente così da essere accessibile a tutti. Vengono ripresi alcuni movimenti e/o metodi delle MMA praticabili da chiunque, per maggiori info penso dobbiate rivolgervi a Lorenzo [ride, ndr].

La AKA Gym di San Josè annovera un numero impressionante di atleti dal tasso tecnico elevatissimo: Khabib, Cormier, Cain Velasquez, Luke Rockhold e Josh Thomson. Quali sono stati i fattori, a tuo avviso, che hanno contribuito a rendere così speciale la preparazione fisica e tecnica dei suoi componenti?
Mi piace la AKA che conta davvero, dal punto di vista tecnico, tanti atleti mostruosi (va detto che molti di loro si spostano continuamente tra vari camp), ma sinceramente non ho molti dati per poter giudicare la componente che rende quel team ottimale. Sicuramente l’avere sparring di altissimo livello “porta in alto” tutta la squadra, posso dire che per quanto ci riguarda preferiamo però i piccoli team dove l’atleta può essere curato nei minimi dettagli rispetto ai grandi dove se non sei il numero uno sei trascurato.

Dopo aver visto Colby Covington prevalere su Dos Anjos e Demian Maia, l’impressione è che ultimamente negli incontri chiave tenda a prevalere il fighter con un background nel wrestling superiore. Faccio riferimento anche a Rory MacDonald che contro Douglas Lima ha fatto prevalere la lotta sullo striking dell’avversario. Anche il coach di GSP, John Danaher, parla spesso delle abilità dei wrestler nel controllare la pressione ed il ritmo del match. Tu cosa ne pensi?
Sicuramente i wrestler sono molto avvantaggiati, sia perché padroneggiano una delle discipline fondamentali nel nostro sport, sia perché hanno un attitudine mentale, una forza fisica e doti atletiche fuori dal comune. Secondo me però questo è il momento degli striker; personalmente mi piace molto lo striking ma amo plasmare più un grappler, proprio perché non ci si deve preoccupare del “grosso” e delle basi quindi ci si può lavorare ad ampio raggio e rifinire in maniera ottimale tutte le sue skills.

Se dovessi fare un nome soltanto, qual è stato il fighter che ti ha impressionato di più nel 2017-2018?
Domanda abbastanza difficile, ci sono tanti talenti a parte i miei “pallini” di sempre… Anche se ha ancora tutto da dimostrare mi piace O’Malley, un altro fenomeno è sicuramente Kevin Lee!

Recentemente fighter come Cowboy Cerrone, Robbie Lawler, Jon Jones e anche Ben Askren, prima del ritiro, hanno dichiarato di aver abbandonato l’hard sparring per preservarsi il più possibile da commozioni cerebrali. Per molti, come Kevin Lee, questo va a discapito della preparazione di un match. Tu come gestisci questo tipo di situazione in allenamento e durante il camp?
Secondo me queste dichiarazioni vanno contestualizzate, onde evitare i grandi equivoci che stanno prendendo piede: Lawler, Cerrone e gli altri elencati sono fighter con carriere da più di 40 match professionistici ed almeno 20/25 anni di pratica ad altissimo livello! Quindi PER LORO sono d’accordo assolutamente, penso ormai debbano tenere il colpo d’occhio e curare la preparazione atletica con la strategia e non hanno bisogno di spingere al massimo nello sparring a tutti i costi. Per tutti gli altri (quindi il 95% dei professionisti/agonisti) secondo me è necessario spingere al massimo durante gli sparring, ovviamente sempre ed adeguatamente coperti da tutte le migliori protezioni!

Noi di UFC Pound abbiamo una rubrica chiamata Storie di MMA. Ci piace raccontare aneddoti su vari fighter, spesso prendendo spunto dai loro racconti durante i podcast o nelle interviste. A questa rubrica hanno contribuito anche Alessio Di Chirico e Sakara. Ci farebbe molto piacere poter avere un tuo contributo con una storia legata a qualche evento UFC o retroscena di qualche training camp affrontato prima di un match con Alessio o Carlo.
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Sappiamo che vi piacerebbe conoscere la risposta di Riccardo all’ultima domanda, ma non la pubblicheremo qui! Vi diamo appuntamento a venerdì prossimo con “Storie di MMA”!

Sean O’Malley, lo “zucchero” poco dolce di UFC

Se foste degli appassionati di musica e qualcuno vi parlasse di “Sugar Sean”, probabilmente la vostra testa andrebbe subito al Delta del Mississippi e potreste pensare ad un musicista blues, uno di quelli che suona la chitarra nelle piantagioni di zucchero, col cappello a là Robert Johnson o l’armonica a bocca di John Lee Hooker. Non potreste essere più lontani dal personaggio: perchè se invece siete appassionati di MMA e seguite la UFC, certamente avrete sentito parlare di “Sugar” Sean O’Malley. Questo ragazzo ventiquattrenne dal cognome vagamente irlandese, che visto da lontano scambiereste per un tranquillo liceale della vostra scuola, col Mississippi non c’entra proprio nulla e anzi, geograficamente parlando arriva dall’esatto antipodo. Sean è originario di Helena, capitale del Montana: una delle capitali di stato più piccole degli USA, fondata da un gruppo di minatori (i “Quattro Georgiani”) durante l’epopea della corsa all’oro americana, verso la fine del 1800.
Il fatto poi che il suo cognome ricordi l’Irlanda vi darà un altro non trascurabile indizio, in quanto Sean, che combatte nei pesi gallo, viene paragonato per tecnica, carisma, presenza scenica, nientemeno che a Conor McGregor, il più famoso lottatore di MMA del globo. A neanche 24 anni O’Malley può vantare un record professionistico di 10-0 e da pochi mesi ha debuttato nella UFC dopo aver partecipato alle “Dana White Contender Series”, lo show che sta prendendo gradualmente il posto del primo e fortunato “The Ultimate Fighter”.

Dopo aver steso Alfred Khashakyan con un potentissimo destro, sotto lo sguardo entusiasta del boss di UFC, “Sugar” ha battuto per decisione Terrion Ware alla fine del 2017, durante l’evento che decretò l’elezione della prima campionessa mondiale UFC flyweight, e poi nella sua ultima apparizione in ordine cronologico ha battuto a Las Vegas Andre Soukhamthath, sempre per decisione unanime. Durante quest’incontro ha subito un infortunio ad un piede, che lo ha costretto a terminare il match zoppicando e, una volta proclamato vincitore, a concedere una storica intervista a Joe Rogan mentre era adagiato a terra.

Prima di arrivare al 2017, l’anno della sua esplosione, il talentino del Montana ha però seguito un percorso evolutivo molto interessante e che lo ha visto, partendo dalla boxe praticata da adolescente dopo l’insolita decisione di abbandonare la scuola (“Sentivo che stavo perdendo tempo, e non mi andava di continuare a perdere tempo“), passare alla kickboxing, disciplina che gli ha fornito le pregevoli qualità di striking che può vantare oggi. O’Malley ha un repertorio pressochè completo di colpi, di piede e di pugno, che sa mescolare sapientemente e che alterna in corso d’opera in base al suo intuito, che raramente sbaglia. E’ alto 180 cm, che per un peso gallo è davvero inusuale, ha un fisico che sembra letteralmente Tiramolla e per questo combatte come fosse snodato, roteando arti e busto in tutte le direzioni possibili. Sempre con grande coordinazione, è capace di colpirti su un lato del torso con un calcio mentre, quasi contemporaneamente, ti centra dal lato opposto in volto con un altro calcio.

E’ così che mandò a terra David Nuzzo, prima di partecipare alle Contender Series. Per il resto, “Sugar” è un personaggio sui generis: fan e libero predicatore del Vangelo di “Maria” (lo abbiamo visto tranquillamente salutare il pubblico televisivo con uno spinello a Glendale mentre era seduto in compagnia di una imbarazzata Mackenzie Dern, imitando così il suo idolo Nate Diaz); era vegano ma ha smesso; gli piacciono i videogame e si allena in Arizona (che è sì noiosa ma magari non più del Montana) al MMA Lab, sotto la sapiente guida di coach John Crouch. Dove può arrivare O’Malley? Difficile dirlo: dopo aver vinto i primi incontri, per entrare nella top 15 in una categoria così ricca di talento dovrà decisamente alzare il tiro, battendo un avversario di rango in una vetrina importante. Cosa che potrebbe accadere già a Las Vegas in ottobre. Di sicuro siamo di fronte ad uno dei talenti più promettenti emersi negli ultimi anni, pur avendolo fino a questo momento visto all’opera quasi esclusivamente in piedi e ancora poco nel ground game.

Edwards omaggia Cerrone. Il Cowboy ama il suo ‘lavoro’

Donald Cerrone lo scorso week end ha perso un match molto equilibrato e combattuto contro il fighter inglese Leon Edwards(arrivato così a 6 vittorie di fila).
Cerrone nel post match ha dichiarato che il suo stato di salute non era ottimale alla vigilia dell’incontro e, aveva seriamente pensato ad annullare il tutto ma, show must go on e il Cowboy non delude mai i suoi fan.
Nei giorni antecedenti il match i due fighter non si erano risparmiati e Edwards ne aveva dette di tutti i colori su Cerrone però, come spesso accade, dopo l’incontro si azzera tutto e di nuovo amici come prima.
Anche il fighter inglese ci tiene a rimarcare questo concetto via social:

“Il rispetto è guadagnato non dovuto.”

Mentre Cerrone ancora una volta palesa il suo amore per le MMA:

“Amo il mio lavoro! Vincere o perdere non importa, combatto con tutto il mio cuore e vivo una vita degna di essere vissuta.”

“I love my Job!” Win or lose I fight with all my Heart and “Live a life worth Living “

Un post condiviso da Donald Cerrone (@cowboycerrone) in data:

Anche queste piccole cose rendono le MMA lo sport che noi tutti amiamo.

Ngannou esulta per la vittoria della Nigeria ai mondiali

Il calcio e le MMA a volte si intrecciano e, non c’è da meravigliarsi che durante i mondiali alcuni fighter scelgano di sostenere una squadra o un’altra.
Francis Ngannou, ieri ha postato un messaggio di elogi verso la Nigeria che ha superato l’Islanda per due reti a zero.
Ngannou, nonostante non sia nigeriano ha voluto manifestare il suo affetto per mamma Africa e ha rimarcato che vedrà e sosterrà la nazionale bianco verde insieme al suo amico e fighter UFC Kamaru Usman.
Ecco il messaggio con tanto di foto postato dal peso massimo UFC:

“Grande prestazione per la Nigeria oggi contro l’Islanda grazie alla meravigliosa doppietta di Musa.
Ora sono con Usman e stiamo pregando per la prossima partita contro l’Argentina.”

Chissà cosa penserà a tal proposito un altro fighter UFC, Santiago Ponzinibbio, essendo argentino DOC.
Rivalità dentro e fuori la gabbia è il caso di dire.

Storie di MMA: GSP e la commozione cerebrale prima di UFC 111

Lo striking coach di GSP, Firas Zahabi, è stato ospite al Joe Rogan Experience in settimana e tra i vari spunti interessantissimi sugli allenamenti dei suoi assistiti, anatomia e filosofia, ha rivelato un aneddoto relativo a George Saint-Pierre prima di UFC 111. Il canadese avrebbe dovuto affrontare Dan Hardy per difendere la cintura dei pesi welter UFC e Zahabi ha raccontato di non risparmiare assolutamente GSP durante le sessioni di sparring, durante il training camp:

“Di solito se sono in seduta di allenamento e vedo George che distrugge gli avversari devo fare in modo che diventi più dura, ma non al punto di farlo infortunare, oppure di venir fuori da un allenamento così distrutto da non poter affrontare bene il training camp. Ricordo che George quando è venuto da te durante il tuo show ha detto che cerco di ucciderlo durante gli allenamenti. Ha ragione! Ma lo faccio solo periodicamente.”

“Quando vedo i ragazzi in allenamento che non provano a colpirlo in faccia durante lo sparring, perchè comunque è una megastar,e allora nessuno cerca di fargli il double leg o di fargli del male. C’è una sorta di rispetto perchè è come se venissero a casa sua. Allora dico ai ragazzi, riunendoli, gli faccio un discorso: ‘Ragazzi al primo che vince contro di lui darà 5000 dollari come ricompensa. Se lo mettete ko vi darò 5000 dollari. Se lo mettete schiena a terra o riuscite a portarlo giù fermerò l’allenamento e vi elogerò per 20 minuti’, ed io non sono uno che fa complimenti. George allora va in ansia e si carica. Questo ovviamente lo faccio periodicamente. Se c’è un titolo in palio e vinci sempre durante l’allenamento non sei competitivo.”

Alla domanda se qualcuno sia mai riuscito a metterlo ko poi ha raccontato l’aneddoto sul training camp per UFC 111:

“Non lo hanno mai messo ko, ma durante un allenamento lo hanno colpito per bene. La storia è divertente e il bello è che non c’erano soldi in palio. Durante un allenamento un pro fighter lo ha combinato davvero male, tanto è vero che volevo fermare l’allenamento. Due settimane prima di affrontare Dan Hardy. Io ero sicuro che avesse una commozione cerebrale e gli dissi che avrei fermato l’allenamento. Mancava ancora un round e lui mi disse:’Coach, fammi finire il round. Sto bene’. Io in quel momento ho pensato che fermarlo effettivamente avrebbe distrutto la sua sicurezza. Allora gli ho detto che andava bene fare il prossimo round. Poi sono andato dal tizio che lo affrontava e gli ho detto: ‘Non toccarlo nemmeno con un guanto! Prendile e basta!’. George ha fatto il round successivo senza sapere, ovviamente, che l’altro non doveva assolutamente toccarlo e lo ha letteralmente massacrato. Io sono stato davvero grato che l’altro avesse accettato di prenderle! Il bello è che George poi è venuto da me e mi ha detto:’Sto benissimo, hai visto?! Il quarto round male, ma il quinto alla grande! Sono quello del quinto round!’ ed io gli dicevo: ‘Si, si, sei stato grande!’. Poi dopo un po’ mi fa:’ La cosa buona è che oggi è venerdi e domani quindi posso riposarmi visto che è sabato’ ed io gli dico:’George, sabato è oggi’. La UFC era lì a filmare ed ho dovuto dirgli che quel filmato doveva sparire, non poteva uscire da quella stanza. Le due settimane successive ha fatto solo wrestling pechè non volevamo nemmeno correre il rischio. Ero sicuro che avesse una commozione. Grazie a Dio poi è andato tutto bene”

Chris Pratt descrive la sua presenza a Bellator 200 come un sogno

L’attore Chris Pratt, noto per il suo ruolo da protagonista nei Guardiani della Galassia e Jurassic World, ospite al ‘The Tonight Show’ di Jimmy Fallon, ha parlato della sua esperienza come ospite a Bellator 200 definendola come un sogno ad occhi aperti.

“Ero a Londra a Bellator MMA, simile alla UFC, ero seduto vicino a 50 Cent e pensavo: ‘La mia vita è fantastica’, c’era la sua musica e lui era accanto a me. Io ero accanto a lui e gli dicevo (con grande entusiasmo): ‘Stanno suonando la tua musica’ e lui: ‘Si, lo so’ (molto sciolto). Mi stavo veramente divertendo quando ad un certo punto, questo figther, Michael Venom Page, fa uscire fuori il Guanto dell’Infinito e lo indossa da vincitore, guarda dritto verso di me e mi indica. 50 Cent è accanto a me, c’è la sua musica, questo tizio ha il Guanto dell’Infinito. Una specie di dejavu, la tua vita che si incontra con il tuo destino e ho seriamente pensato che potessi svegliarmi. Una parte di me ha pensato: ‘Merda, questo è un sogno! Adesso mi sveglierò e mi troverò a dormire in una tenda’ ”

In seguito l’attore e il fighter hanno posato insieme per una foto condivisa dall’interprete di Star Lord sul suo profilo Instagram.