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ESCLUSIVO: Intervista con Carlo Pedersoli jr.

Sabato pomeriggio siamo stati ospiti di una palestra in via Montedonzelli a Napoli, la New Green Form. Abbiamo avuto il piacere di presenziare ad uno stage condotto da Carlo Pedersoli Jr, grande promessa delle MMA italiane, che affronterà a Verona Giovanni Melillo in occasione dell’evento Magnum FC 4 nella categoria pesi Welter. L’intervento di Carlo sul tatami si è articolato in due tranche: nella prima ora si è concentrato sulle fasi di striking, mentre nella seconda ha condotto una dimostrazione sul grappling, completa di alcune proiezioni e culminata con una sottomissione.
Alla fine siamo riusciti a scambiare alcune battute con il  fighter italiano ai bordi del tatami, ecco quello che ne è venuto fuori:

Carlo, partiamo dall’incontro con Melillo: è opinione diffusa, presso alcuni addetti ai lavori, che tu non abbia fino a questo momento affrontato fighter abbastanza forti da costituire una valida misura delle tue potenzialità. Questo incontro può segnare una svolta per la tua carriera e, se sì, può essere un trampolino di lancio verso la UFC?
Non credo che il match con Melillo sia decisivo in quel senso: se dovessi arrivare in UFC non sarebbe per una eventuale vittoria in quell’incontro ma credo siano altri fattori ad incidere. Per quanto riguarda gli avversari affrontati, credo siano assurde certe affermazioni: al mio quarto match da pro ho affrontato in Giappone un avversario che aveva 20 incontri da pro all’attivo e già 40 in totale. Ho affrontato i migliori atelti italiani della mia categoria, come Romeo, Rubino e il ceco Matus Juracek che ha vinto il titolo mondiale nei dilettanti e ha vinto tre incontri di fila dopo aver perso con me. Forse a parte l’ultimo match, sostenuto contro un esordiente, credo non ci sia nulla da ridire in tal senso“.

Affronterai Melillo adottando un gameplan in particolare oppure cercherai di imporre il tuo gioco?
Io voglio sempre imporre il mio modo di combattere, sarà così anche in quella occasione. È inutile negare che studierò anche il mio avversario, ma il mio stile non cambierà in base a lui“.

Torniamo al tuo quarto match da professionista, che hai chiuso con l’unica sconfitta della tua carriera contro Yuki Okano. Era un match a due round e secondo noi il verdetto è stato molto discutibile, influenzato dal fattore campo. Hai qualche rimpianto?
Grazie per questa analisi, che peraltro coincide con la mia. Purtroppo quel match resterà sempre un rimpianto: avevo chiesto a Magnum di convocare Okano per la rivincita a Roma su tre round per riscattare una sconfitta che secondo me non è mai avvenuta. Ero un po’ inesperto e non ho gestito bene il match considerando il fattore casa avverso. Mi piacerebbe affrontare di nuovo Okano ma credo che non sia più possibile, dato che ha ormai superato i 30 anni

A proposito del Giappone, vediamo sui social che sei molto legato alla cultura di quel Paese. Come mai ti affascina così tanto?
“Sì, sono molto legato al Giappone perchè sono affascinato dalla cultura e dallo stile di quel Paese e ho scelto di dare un’impronta forte in tal senso ad una parte del mio personaggio“.

Chi è il tuo fighter di riferimento attuale, è ce n’è uno nella tua categoria di peso con cui ti piacerebbe incrociare i guanti?
Cerco molto di prendere le mosse da Anderson Silva,  amo il suo stile. Come avversario della mia categoria mi piacerebbe combattere con Rory MacDonald“.

A proposito della classe di peso, qual è il tuo peso attuale e te la sentiresti anche in futuro di poter tagliare fino ai leggeri?
Attualmente peso 82 kg [l’incontro con Melillo è fissato a 77, ndr]; non credo che potrei arrivare a tagliare fino ai 70, potrei provarci ma non credo che sia una cosa fattibile per me“.

Com’è il tuo rapporto con Alessio Di Chirico?
Direi ottimo. Ci alleniamo insieme tutti i giorni calpestando lo stesso tatami, quindi siamo ottimi amici“.

Grazie Carlo per la tua disponibilità, in bocca al lupo per l’incontro! 
Grazie a voi ragazzi. Crepi il lupo!

L’unico avversario per Khabib secondo Schaub

In seguito alla vittoria contro Edson Barboza, Khabib Nurmagomedov è tornato sotto i riflettori dopo esser stato fuori per quasi un anno a causa dei problemi legati al taglio peso per il match contro Tony Ferguson. Le sue straripanti performance a livello di wrestling e grappling hanno generato il quesito, tra gli addetti ai lavori, se ci sia un fighter in grado di resistere, limitare o addirittura superare il wrestling del daghestano. Brendan Schaub durante il podcast ‘The Fighter and the Kid’ ha detto al suo amico Bryan Callen che secondo lui c’è addirittura un fighter che può superare Khabib, rispondendo alla domanda su chi manderebbe a combattere contro ‘The Eagle’:

“Uno e un solo avversario manderei contro di lui: Ben Askren. Ben Askren contro Khabib sarebbe la mia sfida preferita numero 1. Perchè Ben Askren è il più grande wrestler che ci sia in America e batterebbe chiunque al Mondo. Per lui non essere paragonato al livello di GSP, Matt Hunges, Khabib e Conor è davvero un’ingiustizia. Ha così tanto talento che è un peccato. Ha avuto degli scontri con Dana, anche perchè a Dana non piace il suo stile, che io invece reputo fantastico. Lo ha sempre tenuto fuori dalla UFC. Si è appena ritirato dopo esser stato campione dei pesi Welter nella promotion ONE. Si è ritirato a novembre del 2017 dopo aver strapazzato Aoki. Per capire Ben Askren bisogna vederlo. Campione nazionale di wrestling, All American, un grappler eccezionale. Uno come Ben Askren può nullificare Khabib. Secondo me potrebbe batterlo, ma non lo vedremo mai.”

Con Askren parliamo di un fighter imbattuto in Bellator e ONE, ovviamente campione nei pesi welter in entrambe le promotion, con un record di 18-0 e un grandissimo palmares. Molto amico di Tyron Woodley con il quale si allena regolarmente e definito da Chael Sonnen: “Un grappler superiore a Maia e Jacarè”. 

Michael Chandler, compagno di allenamenti di Askren e Woodley, durante un podcast di Sonnen, alla domanda su chi fosse il migliore tra i due ha dichiarato:

“In verità non sono mai stato in una sparring session con loro, ma a livello di wrestling Ben è davvero testa e spalle superiore a Woodley. Può neutralizzarti come preferisce. Per Ben non conta che giorno sia o quanto tu sia in forma, neutralizzerà il 90% dei tuoi punti di forza e abilità sempre. Ti posso garantire che ti farebbe odiare la tua stessa vita. Meno male che non dovrò mai decidere perchè non vorrei mai vederli contro” .

Prossimamente Ben Askren sarà ospite d Joe Rogan e avremo nuove storie da raccontarvi.

 

 

Storie di MMA: Khabib l’incontro con DC e l’ammirazione per Cain Velasquez

L’amicizia che lega Khabib Nurmagomedov e Daniel Cormier è nata quando il fighter daghestano è entrato a far parte dell’American Kickboxing Academy di San Josè, avendo la possibilità di allenarsi, oltre che con il campione dei pesi massimo leggeri UFC, con Cain Velasquez e Luke Rockhold. Durante il podcast Talk & Talker, condotto proprio da Daniel Cormier e Nick Swinmurn, Khabib è stato intervistato, raccontando il primo incontro, avvenuto tra i due, alla AKA con simpatici restroscena.

DC: ” Allora Nick, abbiamo conosciuto Khabib Nurmagomedov da King Mo, che è già la cosa più assurda del Mondo. Perchè lui (Khabib) ha appena detto che parli troppo velocemente in inglese, e tutti quelli che invece parlano con Mohammed Lawal dicono parla l’inglese in maniera velocissima. Mi ricordo che (Mohammed) mi diceva:’Ho questo piccolo Russo, Dan! Mi alleno con lui Dan!’ ”

Khabib: “Mi ricordo ancora quando sono entrato nello spogliatoio la prima volta. Avevo una maglietta con la scritta Russian Wrestling Team, e lui (DC) disse: ‘Chi è questo tizio con del wrestling russo?’. Io non capivo bene l’inglese e non lo parlavo bene, ma capii che si riferiva a me, allora gli dissi:’Io sono ragazzo, fratello di uno che ti ha battuto’. E lui giustamente mi rispose: ‘Chi? Io sono imbattuto!’ e io gli dissi che era nel wrestling che era stato battuto. Una volta infatti era venuto in Dagestan e aveva lottato contro mio fratello, che lo fece impazzire! Ad un certo punto (DC) gli diede un uppercut, te lo ricordi DC?! Tu sei pazzo, mentre facevi wrestling lo prendesti a pugni! Ed io ero un ragazzino, andai da DC e gli dissi che mio fratello lo aveva battuto! Ti ricordi? Ti tolsero due punti”

DC: “Me lo ricordo bene perchè imbrogliavate!”

Khabib:“Ahahahahah! Si, gli mostrai il video con il cellulare! Avevo qualcosa come, 16 o forse 15 anni, e quando vidi questo tizio americano bassotto che veniva in Dagestan e prendeva a pugni mio fratello pensai:’Questo è davvero un pazzo!’. Dopo quasi 10 anni, io divento lottatore UFC e ci incontriamo in palestra. Da fighter professionisti”

DC:“Khabib volevo chiederti se per te, come punto di riferimento, di ispirazione, Cain Velasquez è stato il modello di fighter da imitare. Mi ricordo una volta mi mostrasti una T-Shirt della Reebook di Cain e mi dicesti che per te Cain è sempre stato il numero uno. Entrando alla AKA, vedendo Cain allenarsi, è stato ancora il tuo modello?”

Khabib: “Si, lui è stato una grande fonte di motivazione, perchè già prima di venire in America io conoscevo solo Cain Velasquez, prima di tutto, poi vedendolo allenarsi ho capito come è arrivato così in alto, con la pressione che mette, il suo pugilato, il suo ground and pound, e nei training camp ho sempre osservato attentamente cosa facesse Cain. Se ricordi, quando facevate sparring, venivo sempre davanti alla gabbia a vedere il vostro sparring, tutti e cinque il round. Lui, un heavyweight, affronta te, un altro, Luke Rockhold, ancora un altro e ancora te. A quel punto ho pensato:’Voglio diventare Cain Velasquez’. Questo non solo per le fight, ma soprattutto come si allena. So che sei geloso! ahahahah! Scherzo. Ti voglio bene e anche tu sei una grande ispirazione per me.”

DC:“No, guarda. Sono d’accordo con te. Cain è sempre stato una fonte di ispirazione per tutti ed è sempre stato il numero uno. Sono felice che tu, un ragazzo russo sconosciuto, che non parlava una parola d’inglese, adesso tu sia uno dei migliori fighter pound for pound e sono orgoglioso di poterti chiamare mio compagno di squadra.”

Storie di MMA: La volta in cui Khabib litigò con Dana durante un incontro

Khabib Nurmagomedov affronterà Edson Barboza a UFC 219. Il suo ultimo incontro risale a UFC 205 quando sottomise Michael Johnson con una kimura lock. Proprio in occasione di tale evento si verificò un fatto alquanto singolare. Durante il suo match Khabib continuava incessantemente a gridare contro Dana White, chiedendogli a gran voce una sfida titolata contro Conor McGregor.
Khabib continuava a dire a Dana White:“Attento perchè schiaccerò il tuo ragazzo”, con chiaro riferimento a McGregor. Durante l’incontro Khabib non si è limitato a parlare con Dana White, ma anche con Johnson durante il ground and pound, continuando a dirgli: “Devi arrenderti ok? Devo combattere per il titolo. Lo sai. Me lo merito. Ok?” e nel frattempo continuava a colpire il suo avversario.

Anche Dana White nella conferenza post evento ne ha parlato, dicendo: “Khabib continuava a dirmi che voleva la cintura e continuava a gridare. Io gli ripetevo di finire prima il suo incontro. In 30 secondi doveva tornare a combattere e continuava a gridami contro. Incredibile”

Ovviamente il commento di Bisping in proposito è stato: “Khabib è fantastico. Continuava a fare pounding su Michael Johnson e nel frattempo diceva [con accento russo stile Ivan Drago]: ‘Spezzo il tuo ragazzo, nessun problema’. Lo adoro. Aveva letteralmente il tizio sotto di lui e poteva tranquillamente bersi una birra e fumare una sigaretta.”

Insomma Khabib aveva dato l’impressione di una superiorità impressionante nel grappling tanto da potersi permettere la distrazione di parlare con Dana White e comunque finire Johnson. Probabilmente non ne avrà il tempo con Barboza, ma vedremo comunque un gran match

Gabi Garcia dopo aver mancato il peso chiede scusa in lacrime

Dopo quanto successo alla cerimonia del peso al RIZIN Gabi Garcia ha voluto scusarsi con la sua avversaria e con tutto il pubblico giapponese facendolo in maniera a dir poco “sentita”:

“Parlerò in fretta, solo per chiedere scusa per il mio comportamento. È la prima volta che succede nella mia vita, ma ho avuto problemi tre settimane prima del combattimento e pensavo di recuperare al mio primo allenamento qui. Il mio naso perdeva sangue e la pressione sanguigna era molto alta  quindi si ho avuto problemi a perdere peso.
Rispetto la mia avversaria, è una leggenda qui. Devo scusarmi con tutti i miei fan in Giappone, vi amo e scusatemi, (Nobuyuki) Sakakibara-san, Takada, scusa (Kandori) e ti sfido per il prossimo anno. Spero tu accetterai di combattere contro di me l’anno prossimo, mi dispiace così tanto Giappone, vi amo ragazzi e tornerò più forte che mai. “

Gabi Garcia manca il peso di ben 27 libbre e la sua avversaria va su tutte le furie

E’ risaputo che le cerimonie del peso del RIZIN World Grand Prix sono sempre state pazzesche e proprio poche ore si sono sfiorate ben due risse, la prima fra Ian McCall e Manel Kape e l’altra fra Gabi Garcia e Shinobu Kandoriha.
Proprio Garcia ,incredibilmente ,ha mancato il peso di ben 27 libbre, facendo registrare 236,94 libbre, ben al di sopra del limite di 209 libbre da contratto. Nel frattempo, la sua avversaria, la 53enne pro wrestler Shinobu Kandori , ha fatto registrato sulla bilancia solo 162,25 libbre. Ovviamente Kandori non è stata felice per il peso di Garcia.
Inutile dire che il match è a rischio e secondo voci, il capo Rizin Nobuyuki Sakakibara ha discusso della possibilità di cancellare questo incontro.
Ecco il video di quanto è accaduto.

Thompson : Non combatteró contro Till, voglio RDS

Stephen Thompson dopo la sua ultima vittoria contro Masvidal non ne vuol sapere di combattere contro fighter troppo indietro nei ranking:

“Dopo il mio ultimo match con Woodley, ho finito per infortunarmi ad un ginocchio, così sono stato fuori per quasi sei mesi. Poi mi sono infortunato ai pollici nella mia ultima battaglia. Sto cercando di non rimanere fuori troppo a lungo. So che se aspettassi di combattere per il titolo potrebbe passare quasi un anno a seconda del recupero di Tyron. Quindi non vorrei aspettare così a lungo, se possibile. So che Dos Anjos vuole aspettare Tyron ma io sono ancora al primo posto nel ranking e ora lu il è il n. 2, quindi penso che sarebbe una lotta fantastica a noi due. So che ci sono persone là fuori che dicono di non voler vedere Thompson-Woodley 3. Ovviamente l’ultimo combattimento con Tyron non è stato troppo eccitante, ma quello precedente mi sembrava abbastanza intenso e molto eccitante dato che abbiamo ottenuto il Fight of the Night. Sto solo cercando di non aspettare troppo a lungo. Il mio obiettivo è RDA e spero che si farà. Qualcuno nella top-5 sarebbe legittimo, ma voglio aggrapparmi a quella posizione numero uno.
So che Darren Till mi ha chiamato in causa ma ricordo di essere arrivato in questa divisione di pesi welter e sono passato attraverso la fila per arrivare dove sono. Hai avuto Darren Till ha battuto Donald Cerrone, che nelle sue ultime due lotte prima di lui è stato messo fuori combattimento da Masvidal e Robbie Lawler. Batte un ragazzo e ora è pronto a combattere il primo però? Non ha senso per me. Sono tornato e ho combattuto il ragazzo n ° 4, vogliono che torni indietro ancora e combatta contro il n. 7 o n. 8, non so neanche quale sia il suo posto in questo momento. Soprattutto a Londra, nella sua città natale penso proprio. Voglio RDS, questo è il piano.”

Storie di MMA: Sam Sheridan racconta Lawler vs Diaz

Robbie Lawler vs Nick Diaz è stato un incontro andato in scena a UFC 47 nel 2004 a Las Vegas. Probabilmente è considerato uno dei più granodi upset della storia della UFC per come è si è sviluppato il match, per la condizione di Lawler in quel periodo e per la vittoria di un Nick Diaz che fino ad allora non era considerato uno striker. Oltre a Joe Rogan, ormai la sua descrizione di quell’incontro è diventata uno spot promozionale di Nick Diaz, ci sono state diverse narrazioni dell’incontro, ma una delle più significative resta quella di Sam Sheridan. Sheridan è conosciuto per essere un autore, che in diversi libri ha parlato della MMA e altri sport da combattimento ed in quel periodo si allenava nella palestra di Pat Miletich, che ospitava alcuni dei migliori welter in circolazione come Matt Hunghes e Robbie Lawler per l’appunto. Il pezzo è un estratto dal suo libro ‘Cuore Guerriero’ e dà uno spaccato davvero interessante su come fosse la UFC 13 anni fa e come sia cambiata da allora.

“[…] Per fortuna c’era ancora Robbie Lawler, un candidato al titolo dei pesi welter, uno dei prodigi di Pat, un ventiduenne esplosivo dal pugno micidiale, dato per favorito 5 a 2 contro Nick Diaz. Robbie era un beniamino dei tifosi dell’UFC, perchè tirava quel genere di cannonate – autentici pugni da KO – che rendono eccitanti i combattimenti. […] Circa quaranta minuti prima dell’incontro, arrivò un nero anziano con una giacca con i colori dell’evento e bendò le mani di Robbie con la disinvoltura di un professionista. […] Chiesi agli ispettori se erano lì per un motivo specifico e mi raccontarono una storia accaduta un anno prima, quando un atleta era stato beccato con i pugni appesantiti da una tale quantità di bende, che in pratica li trasformavano in mazze. Il nero appose la firma sulle fasciature fatte a Robbie, sorrise e proseguì il suo giro negli spogliatoi. […] La musica era assordante, un diverso brano heavy metal per ogni combattente. Per primo uscì Nick Diaz, un ragazzo snello, con i capelli scuri e il pizzetto, che ornavano un volto aristocratico dai tratti ispanici. Non sembrava nervoso. La musica cambiò per segnalare l’arrivo di Robbie e il ruggito della folla ci disse che era il favorito. […] Quello che vogliono è vedere Robbie mettere KO il ragazzo, con la ferocia che è il suo marchio di fabbrica. Robbie inizia arretrando, cercando un varco, e lascia che Nick lo incalzi, cercando il colpo decisivo – per certi versi, sembra esitante, adesso. Finora è stato così sicuro di sè, ma d’un tratto si direbbe che il dubbio si sia fatto in strada in lui. Si era incrinato una costola due settimane prima, lottando contro Matt, e da allora si era allenato tanto con la macchina per il cardiofitness. Aveva detto a tutti che quella costola non gli dava fastidio, ma la prima cosa che penso, vedendolo arretrare, è che soffra. Il primo round ha un andamento normale, tutti e due si muovono bene e colpiscono. Tutti sono sorpresi dal modo in cui Nick boxa e combatte in piedi. Finora, era noto più che altro come specialista in sottomissioni, più a suo agio a terra. Insegue Robbie sicuro di se e comincia anche a provocarlo verbalmente, sfottendolo. Robbie sembra furibondo e pare che ciascuno riesca a fare male all’altro. La seconda ripresa è iniziata solo da pochi secondi quando ciò che sembra inconcepibile si verifica: Robbie parte con uno swing, ma manca il bersaglio, e Nick, approfittando del leggero vantaggio sull’allungo, spara un gancio non forte ma preciso, che coglie Robbie proprio dietro l’orecchio e per lui è finita. Va giù come un manzo al mattatoio, il corpo rigido, i piedi ormai inutili. […] Mi alzai, disturbando di nuovo i veri giornalisti e mi feci strada fino allo spogliatoio di Robbie. Era triste e disperato. Urlò ‘Cazzo!’ per un po’ di volte, ma si stava già calmando quando Matt (Hunghes), vincitore di sei titoli UFC, gli disse in tono pacato: “Stammi a sentire, le sconfitte capitano a tutti. Pat è stato sconfitto, Jeremy è stato sconfitto, e io mi sono fatto battere dallo stesso tizio per due volte, di cui una in 17 secondi”. Robbie pareva dargli retta. La parola fine la mise Pat: “Lasciamo perdere. Ormai è acqua passata”. […] Pat e io eravamo sullo stesso volo e sul taxi per l’aeroporto, fra lo stridio dei tergicristalli, mi confidò: “Ogni volta che vengo qui è come invecchiare di un anno. Detesto dovermi sorbire tutto questo  per poi trovarmi con uno dei miei ragazzi messo KO”. Gli chiesi come intendeva procedere nell’allenamento di Robbie. Sorrise. “Deve tenere la guardia più alta. Ha imparato che non è invincibile, cosa che capita a qualsiasi lottatore, in un momento o nell’altro della carriera. Incontri qualcuno che non riesci a battere ed è un brutto colpo. Oggi è toccato a Robbie ma capita a tutti. Deve proprio tenere la guardia più alta”. Semplice in fondo”

Bellator Heavyweight World Grand Prix: Official Promo

Tutto pronto per il torneo dei pesi massimi di Bellator che consegnerà la cintura di categoria al vincitore. Le danze si apriranno il 20 di gennaio con Chael Sonnen vs Rampage Jackson. Il 16 di febbraio Matt Mitrione proverà a riscattarsi contro Roy Nelson, dopo aver perso contro di lui nel 2012. Ad aprile sarà la volta di Frank Mir, al suo debutto in Bellator, contr Fedor Emelianenko. Per concludere a maggio ci sarà il match tra Ryan Bader e Muhammad “King Mo” Lawal. Esordio nella categoria dei pesi massimi sia per Chael Sonnen che Ryan Bader.

Altra vittoria schiacciante per Carlo Pedersoli Jr.

Sicuramente non avrà affrontato il più temibile degli avversari ma Carlo Pedersoli Jr ieri ha portato a casa un altro successo entusiasmante.
Con questo siamo 9-1 (l’unica sconfitta ai punti molto molto discutibile) e non è tanto il record che ci stupisce ma la semplicità con la quale ha ottenuto ogni singola vittoria.
Qualcuno sì , potrebbe contestare il livello di alcuni dei suoi avversari ma basta guardare come si muove il fighter romano per capire tutto il suo potenziale e dove davvero può arrivare.
Ottimo striking (agilità pazzesca) e un lavoro a terra di primissimo livello fanno pensare che questo giovane ragazzo possa davvero essere uno dei prossimi papabili italiani ad approdare in UFC.
Vi proponiamo il video della sua schiacciante vittoria di ieri ottenuta in terra rumena e, come sempre accade quando combatte Carlo, visti i pochi danni subiti non meravigliatevi se fra un mese lo ritroverete ancora combattere dentro una gabbia.

My arm triangle submission at RXF vs MagnumFc 3 #CPJr #SkyIsTheLimit #Semento

Un post condiviso da Carlo Pedersoli Jr 流れ (@sementocpjr) in data:

Penini batte Magro e diventa campione Venator

Sabato sera oltre al classico evento UFC è andato in scena Venator Kingdom 2 con una card non proprio esaltante ma con un main event fra due dei prospetti più interessanti delle MMA italiane.
Vi proponiamo la sintesi del main event trascritta dagli amici di “4once.it” sempre presenti e bravi nell’analizzare quanto accade in terra nostrana.

Per un evento Venator, le aspettative sono sempre alte. Gli eventi organizzati da questa promotion hanno saputo guadagnarsi la nomea di essere garanzia di serietà, emozioni forti e colpi di scena.

Tempo di main event con l’attesa sfida tra Pietro Penini e Cristian Magro. Nemmeno il tempo di far riscaldare le rispettive tifoserie che Penini ingrana la quinta e in 25 secondi chiude l’incontro. Un vero peccato per Magro, che ha avuto contro il Destino dalla prima volta che è stato annunciato l’incontro. Bravissimo Penini a raggiungere il massimo dei risultati con il minimo sforzo in gabbia. Lunga vita al re della divisione dei pesi medi Venator.

Penini mantiene ancora una volta il suo record immacolato e non si può di certo dire che non abbia affrontato avversari di primissimo livello. Che si stia avvicinando una chance in UFC per il campione di Venator?

Storie di MMA: Cowboy e le sue follie con i mezzi di trasporto

Donald Cowboy Cerrone è un personaggio sopra le righe e ormai abbiamo imparato a conoscerlo. Oltre ad avere la passione per le arti marziali e patito di rodeo, pesca, moto, barche e non ultimo l’uso di mezzi di trasporto enormi. Nella sua ultima apparizione al The Fighter and The Kid ha condiviso con Brian Callen e Brendan Schaub ha raccontato alcune storie su questo argomento:

“Mi chiamano per girare il film The Equalizer 2 con Denzel Washington e allora vado ad Los Angeles agli Studios. Ovviamente non mi trasferirò mai a Los Angeles, nemmeno morto. LA non è assolutamente il posto adatto per parcheggiare un camper di 80 piedi. Qualcosa sicuramente non andava con il mio camper perchè continuava a fare segnali del tipo ‘Biiip Biiiip Biiipp’ ed io non ci stavo capendo niente. Ovviamente adesso penso che stessi per fondere il motore dato che avevo fatto tutto il viaggio al di sopra della velocità consentita. Comunque dico agli studios che parcheggerò lì e non sarei andato in giro nemmeno per il cazzo con quel mostro. Il regista mi dice che non ci sono problemi e che mi hanno già riservato un posto. Ora, l’entrata degli studios e molto piccola ed io mi sono portato un po’ di roba, giusto lo stretto necessario nel mio nuovo camper. Il mio nuovo camper che naturalmente ho schiantaaaaato all’entrata! Ci avrò messo circa 3 ore per fare manovra! Mi hanno detto che non potevo più stare lì e dovevo dargli i dati dell’assicurazione. Io vado matto per questi mezzi paurosi. Una volta ho rovesciato il mio raptor sulla neve. Come ho fatto? Avevo sistemato tutto per bene, camouflage, con tutti i comfort e gli optional, vedo che nevica e allora dico: ‘Cazzo devo provarlo!’. Sono andato nel retro del ranch ed ho cominciato a sgommare, ero in controllo fino a quando non l’ho perso e ho fatto roteare il mezzo un paio di volte. Io sono uscito illeso perchè praticamente l’airbag era ovunque, sembrava fossi in una palla di gomma. Se cerchi su Google troverai la foto di sicuro. Boooyahhhhhh!”

In tutto ciò l’incidente avveniva a due settimane da UFC Fight Night 83, evento in cui Cerrone esordì nei Welter contro Cowboy Oliveira vincendo.

Le prime dichiarazioni di Alessio Sakara a seguito della sconfitta patita per mano di Rafael Carvalho

Il nostro Alessio Sakara ,nel match valevole per il titolo pesi medi Bellator, ieri è stato sconfitto da Rafael Carvalho grazie ad una super prestazione di quest’ultimo.
Il Legionario come sempre nelle dichiarazioni post fight si è dimostrato molto umile e si è detto deciso a superare la sconfitta e a guardare avanti:

“Quella di ieri non é stata sicuramemte la serata che io desideravo e che voi immaginavate.
Merito al campione perché é stato più bravo.
Purtroppo dal momento in cui sono caduto all’arrivo negli spogliatoi ho avuto un black out, tutto il mio staff era preoccupato per la mia salute perché ero disorientato e non ricordavo più nulla. Ho fatto una tac di controllo e grazie a Dio tutto ok.. Sto bene!
Oggi non ho vinto ma sicuramente continuerò a fare quello che amo, di certo non mollerò di un centimetro come ho sempre fatto nella mia vita e se non sarò io a portare una cintura in Italia, ci saranno sicuramente altri italiani che avranno la possibilità di regalarci questo sogno.
Ringrazio tutti perché già il fatto che eravate in tanti a fare il tifo fa capire che il movimento italiano delle MMA e degli sport da contatto sta crescendo. Mi avete dato tanto affetto e me ne date ancora con i messaggi che mi state mandando, prima o poi vi ripagherò…per adesso mi mangio un gelato, magari più di uno, per ricaricarmi un pò.. Grazie di tutto l’affetto vi abbraccio forte a tutti.”

Bellator 190 e UFC Fresno: i risultati

Bellator 190

Main card (Spike TV at 8 p.m. ET)
Rafael Carvalho batte Alessio Sakara per KO at 0:40 del Round 1
Brandon Girtz batte Luka Jelcic per KO at 1:57 del Round 1
Alejandra Lara submits Lena Ovchynnikova per rear-naked choke at 4:09 del Round 3
Carlos Miranda batte Mihail Nica per decisione unanime (30-26, 30-27, 30-27)

UFC Fresno

Main Card (Fox Sports 1)
Piuma Brian Ortega batte Cub Swanson Sottomissione (guillotine choke) 2 3:22
Piuma Gabriel Benítez batte Jason Knight decisione (unanime) (30-26, 30-26, 29-27) 3 5:00 [a]
Gallo Marlon Moraes batte Aljamain Sterling KO (ginocchiata) 1 1:07
Leggeri Scott Holtzman batte Darrell Horcher decisione (unanime) (30-27, 30-27, 30-27) 3 5:00
Medi Eryk Anders batte Markus Perez decisione (unanime) (30-26, 30-25, 29-28) 3 5:00
Gallo Benito Lopez batte Albert Morales decisione (unanime) (30-27, 29-28, 29-28) 3 5:00
Preliminary Card (Fox Sports 1)
Donne Mosca Alexis Davis batte Liz Carmouche decisione (non unanime) (29-28, 28-29, 29-28) 3 5:00
Gallo Andre Soukhamthath batte Luke Sanders TKO (punches) 2 1:06
Gallo Alex Perez batte Carls John de Tomas Sottomissione (anaconda choke) 2 1:54
Gallo Frankie Saenz batte Merab Dvalishvili decisione (non unanime) (29-28, 28-29, 29-28) 3 5:00
Preliminary Card (UFC Fight Pass)
Gallo Alejandro Pérez batte Iuri Alcântara decisione (unanime) (30-27, 29-28, 29-28) 3 5:00
Leggeri Davi Ramos batte Chris Gruetzemacher Sottomissione (rear-naked choke) 3 0:50
Medi Trevin Giles batte Antônio Braga Neto KO (punches) 3 2:27

Dove vedere la diretta di Sakara vs Carvalho

Oggi, sabato 9 dicembre alle ore 20.00, il nostro connazionale Alessio Sakara combatterà contro il brasiliano Carvalho in un match valevole per il titolo pesi medi Bellator.
Sakara dopo anni tornerà a combattere in una categoria non sua e speriamo vivamente che il taglio del peso non inficerà sulla prestazione del legionario.
Alessio ad oggi ha un record immacolato da quando combatte in Bellator (entrambi gli incontri vinti sul suolo amico) e nell’ultimo match disputato un anno fa proprio a Firenze, demolì il suo avversario (Joey Beltran) mettendolo fuori gioco alla prima ripresa dopo appena un minuto e venti secondi.
Noi ci crediamo e speriamo che il Legionario compia questa ennesima grande impresa.
Qui di sotto il link dove registrandovi potrete comprare il match di Sakara.

http://itvstream.net/bellator/

Storie di MMA: Bisping e i “piccoletti” nei pesi gallo

In una storia che abbiamo pubblicato recentemente si parlava del rapporto tra Michael Bisping e Urijah Faber quando si sono conosciuti. L’ex campione dei pesi medi ha spesso interagito anche con altri colleghi di categoria peso del californiano come ad esempio Dominick Cruz e Cody Garbrandt.

Con Cruz è stato spesso co-conduttore a UFC on Fox e i siparietti inscenati dai due con la collaborazione di Kenny Florian sono esilaranti. Un aneddoto molto divertente riguarda un’uscita dei due che hanno quasi sfiorato la rissa in un bar:

Kenny Florian:”Combattere contro Cruz è come prendere una zanzara con le bacchette cinesi!”

Bisping:”Chi cazzo è quel tizio?! Comunque vi racconto un piccolo aneddoto tra me e Dominick. Una sera eravamo andati in un bar dopo Fox Sports. Sai Dominick a volte è talmente fastidioso che ti entra in testa e stavamo avendo un piccolo alterco, ad un certo punto mi fa: -Bisping so che vuoi darmi un pugno, dammelo cazzo! Ti garantisco che nel frattempo che provi a darmene uno te ne avrò dati dieci e ti passerà la voglia di colpirmi-, a quel punto gli ho detto: -Calmati piccola merdina! Siamo in un bar-. Però ci crede proprio, è estremamente confidente e lo adoro”.

Non mancano neanche i video nel dietro le quinte dove Bisping prende in giro Cruz, leggendo un tweet

“Dominick Cruz vi mette ko tutti!? Ascolta Dominick Cruz non metterebbe ko mio figlio di 14 anni. Lo calpesterei come un nanetto, lo prenderei in aria e poi lo calpesterei di nuovo. Me lo mangerei a colazione, me lo metterei in un panino con sale, pepe e un po’ di salsa e ne farei un boccone!”

Stupenda poi resta una riposta ad un tweet di Garbrandt che affermava che il vero main event di UFC 217 fosse la sfida tra lui e Dillashaw:

“Allora, l’ho detto già al media day dell’altro giorno. Non ho mai pagato per vedere combattere due tizi che pesano quanto le mie cazzo di gambe. Mio figlio Callum di 14 anni potrebbe battere sia Cody che TJ pisciandogli addosso ed io prendo a schiaffoni mio figlio nel sonno! Cody dovrebbe smettere di staccarsi le cazzo di sopracciglia e pensare un po’ di più al mondo reale perchè la merdina non sarà mai il main event. Vuoi provare a metterlo ko? Buon per te, ma non sarai mai il cazzo di main event!”

Il figlio Callum deve essere un buon wrestler presumiamo!

Un anno di Ufcpound: lettera aperta della redazione

Oggi è trascorso un anno esatto da quando, con l’acquisizione del dominio e l’inizio dello sviluppo web, è cominciata la fase operativa del progetto Ufcpound. Il 16 marzo del 2017, nel primo pomeriggio avrebbe messo piede online la nostra pagina web. Sono stati dodici mesi ricchi di soddisfazioni, di riconoscimenti: abbiamo lavorato tanto, realizzato molte idee, e tante altre ne abbiamo da sviluppare.
Abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti per la nostra serietà e per il nostro tentativo di fare sempre informazione corretta, mai al di fuori delle fonti; avremo senz’altro commesso qualche errore ma è stato figlio, possiamo garantirlo, della buona fede e di un po’ di inesperienza.
I risultati, come abbiamo visto con la pagina Facebook e con il seguito di alcune delle nostre rubriche, ci hanno premiato; abbiamo cercato di dare un tocco di originalità all’informazione (Storie di MMA, le pagelle post-evento) senza tralasciare la frequenza e la velocità delle notizie e cercando di coprire tutti gli aspetti possibili del mondo UFC e delle MMA in generale: gli allenamenti, la vita social degli atleti, i commenti tecnici, gli aspetti economici, quelli storici sia in Italia che all’estero.
Ma la cosa che ci ha fatto più piacere è aver incontrato, nel mondo dell’informazione MMA, delle persone estremamente competenti: persone che condividono la nostra passione e con cui è possibile scambiarsi opinioni, approcciare in maniera collaborativa per far crescere questa comunità che, come molti di noi sanno, ha delle potenzialità inespresse, ma che ci sono e che vanno portate fuori assolutamente.
Noi continueremo a migliorarci, e continueremo per crescere e per far crescere l’interesse che ruota attorno a questo sport.

Grazie di cuore a tutti voi

Lo Staff

UFC e New York, storia di un successo: l’Europa che fa?

New York, New York. Come cantava Frank Sinatra, la città americana che “non dorme mai” è l’ombelico del mondo, cuore pulsante di un’attività frenetica ed incessante in tutti i campi dell’interesse umano. E così anche per le Mixed Martial Arts, se si vuole comprendere a fondo la fenomenologia economica che sottende uno degli sport più in crescita degli ultimi anni, le riflessioni base non possono che partire da lì.
E dire che, fino a qualche anno fa, proprio a New York le MMA erano illegali: già, lo Stato della “Grande Mela” è stato l’ultimo della Confederazione ad aver legalizzato la disciplina. Per arrivare a questo risultato la Zuffa LLC, proprietaria di UFC fino a pochissimo tempo fa, aveva finanziato degli studi di settore per convincere le autorità politiche newyorchesi che l’ingresso di UFC sarebbe stato un affare per tutti, in termini di indotto. Si partì nel 2011, quando la legalizzazione era ancora lontana dall’essere attuata, con uno studio sugli effetti benefici del “fiscal impact”: l’indotto stimato, tra eventi UFC e non, era di 23 milioni di dollari. A cui andava aggiunto, ovviamente, la creazione di nuovi posti di lavoro ed i benefici economici derivanti per la sola città di New York, stimati in più di 11 milioni.
Non contenta la Zuffa (che cercava di rilanciare in quegli anni un movimento acquisito sull’orlo della bancarotta) commissionò un’ulteriore indagine presso i consumatori newyorchesi, dalla quale vennero fuori risultati addirittura sorprendenti: il 50% degli intervistati guardava spesso o occasionalmente eventi di MMA. La posizione? Quinto posto assoluto, dietro NFL, Football americano di college, Baseball e NBA. Prima del calcio, prima dell’hockey e del basket collegiale, che negli USA va fortissimo. Prima del Wrestling e del pugilato. Uno sproposito.

Dallo stesso studio venne stimato che i benefici fiscali per la sola città di New York avrebbero superato i 4 milioni di dollari, una piccola parte dei 68 milioni totali che stimava il beneficio per New York della legalizzazione delle MMA, tra eventi UFC e non, palestre aperte e, appunto, gettito fiscale. Gli americani, quelli che il vocabolo “business” l’hanno reso famoso, quell’occasione non se la fecero sfuggire: legalizzarono le MMA e da quel momento il mondo di UFC è arrivato nel paradiso incontrastato dello show made in USA, il Madison. Ad oggi non è un caso che proprio al Madison si siano disputati due eventi che hanno segnato e probabilmente segneranno la storia delle MMA negli anni a venire: UFC 205 e UFC 217. In mezzo, solo un anno.
A distanza di questo brevissimo periodo, UFC ha gonfiato il petto e mostrato i risultati, che parlano solo per UFC 205 di un prodotto totale per la città di New York di 37 milioni di dollari, 1.5 milioni di benefici fiscali, 18 milioni di salario e 300 nuovi posti di lavoro nell’area metropolitana, il tutto per un solo evento.
Se ci spostiamo su UFC 217, è senz’altro presto per trarre delle conclusioni, ma i numeri vengono anticipati da impressioni senz’altro positive: la Pay-per-view ha totalizzato quasi 900mila unità vendute solo nel Nord America.


L’Europa DEVE guardare all’esempio di New York, per due motivi: 1) le MMA hanno dimostrato di essere una validissima opportunità di business; 2) le potenzialità di crescita, trattandosi di un mercato che vero, è frammentato, ma anche pressochè vergine nel Vecchio Continente, sono anche più alte che negli USA. UFC ha dichiarato quest’anno di credere molto nel mercato europeo, e c’è da credergli se è vero che mediamente 2-3 eventi si svolgono da noi, ma si punta a raggiungere i 9 eventi all’anno. Ci sono nazioni come l’Inghilterra, la Polonia, l’Olanda, che trainate da atleti di alto livello e da una discreta tradizione sono un po’ più avanti rispetto ad altre, come l’Italia dove la diffusione è limitata ed in alcuni casi addirittura osteggiata dalle maggiori testate nazionali, o la Francia in cui le MMA sono ancora illegali nonostante la presenza di qualche atleta di alto livello. Tuttavia riteniamo che l’Europa non possa trascurare, sull’impronta dei numeri fatti a New York, un’opportunità di sviluppo che coinvolgerebbe non solo gli addetti ai lavori o la UFC in sè, ma che potrebbe generare anche un indotto e nuovi posti di lavoro per molte persone.

Cro Cop non lascia, anzi raddoppia prima dell’addio

Mirko Cro Cop ha definito il suo incontro d’addio. Eppure, aspettatevi di vedere ancora molto da una delle leggende di questo sport, a partire dal prossimo dicembre. Cro Cop ha rivelato ad Ariel Helwani durante l’edizione di lunedì The MMA Hour che affronterà il vincitore dell’edizione di RIZIN dei pesi massimi nel meeting annuale alla fine del 2018. Ma prima ancora, Cro Cop tornerà a combattere contro Tsuyoshi Kohsaka al Rizin’s show il 30 dicembre prossimo a Saitama, in Giappone.
Il piano, come programmato, coinvolgerà Cro Cop che combatterà contro Kohsaka, per poi combattere nuovamente in aprile o luglio in una card di Rizin. Poi affronterà il vincitore del torneo di Rizin nel dicembre 2018 per coronare la sua illustre carriera. Cro Cop, 43 anni, ha confermato che vuole combattere altre due volte prima del suo ultimo incontro per mantenersi in forma con la speranza di fare una bella performance al suo party d’addio.

Prima o poi la fine deve arrivare“, ha detto Cro Cop. “Penso che questa volta sarà così. È sempre più difficile per me essere motivato per l’allenamento“.
Cro Cop (35-11-2, 1 No Contest) ha detto che originariamente avrebbe dovuto affrontare Fedor Emelianenko nel suo ultimo incontro. I due hanno combattuto per il titolo dei pesi massimi PRIDE nel 2005, con Emelianenko che vinse per decisione unanime. Ma Emelianenko ha perso al primo round contro Matt Mitrione al Bellator di New York a giugno scorso e questo ha mandato all’aria i piani, ha detto Cro Cop.
Sarebbe stato un incontro perfetto“, ha detto Cro Cop. “Fedor è una vera leggenda di questo sport. Uno dei più grandi, forse il più grande fighter MMA di sempre. Non importa. Ha perso contro Mitrione. Non importa. Sarà sempre uno dei più grandi – per me, il più grande fighter MMA di tutti i tempi“.
Cro Cop ha detto che era “così triste” vedere Emelianenko, 41 anni, giacere a terra dopo lo scontro con Mitrione. Ha detto che una leggenda come Emelianenko “merita di lasciare lo sport con una vittoria“. ‘L’ultimo Imperatore’ parteciperà al torneo dei pesi massimi di Bellator il prossimo anno.
Potremmo non vedere mai più Cro Cop contro Emelianenko dato che la carriera del croato sta volgendo al termine. Non si sa ancora nulla su chi potrebbe essere il suo avversario in aprile o luglio del prossimo anno.
Cro Cop, il cui vero cognome è Filipovic, ha detto che un intervento chirurgico al ginocchio lo ha martoriato all’inizio di quest’anno, impedendogli di allenarsi regolarmente per alcuni mesi. Ora è tornato in palestra, lavorando duramente per prepararsi ad affrontare Kohsaka. Cro Cop, campione del Pride World Open-Weight Grand Prix 2006, ha dichiarato di aver lavorato con sparring partner più grandi, veloci e giovani nella sua palestra in Croazia.
Mi stanno prendendo a calci in culo“, ha detto Cro Cop. “Almeno, stanno cercando di prendermi a calci in culo. Questo è ciò che mi fortifica“.

Le sconfitte di Woodley nelle MMA

Tyron Woodley è il campione dei pesi Welter ed al momento il UFC sembra davvero che non ci sia un rivale in grado di batterlo nella sua division, soprattutto con GSP bloccato nella categoria pesi medi e quasi obbligato a dover difendere il titolo contro Whittaker. In carriera Woodley ha addirittura subito soltanto tre sconfitte da fighter che in UFC non militano più. La più recente contro The Red King, Rory MacDonald, nel 2014 a UFC 174. In quella occasione Woodley è stato surclassato da un fighter molto più completo di lui è la discrepanza di livello tra i due è stata abissale. MacDonald è ancora considerato uno dei migliori Welter al Mondo, ma milita tra le fila di Bellator. Ancor meno recente la sconfitta contro Jake Shields per decisione, come con Rory, ma molto controverso il giudizio visto l’estremo equilibrio del match. La prima, ed unica, sconfitta per ko è arrivata contro Nate Marquardt durante il Match per il titolo Strikeforce nel 2012. Chi sarà il prossimo fighter in grado di poter battere Woodley?