UFC 217: le pagelle

UFC 217: La castagna della Rose. Oppure UFC 217: Il ritorno del re. O ancora, UFC 217: la sagra delle sorprese. Insomma, comunque vogliate metterla, l’evento di stanotte è stato una vera pietra miliare per le Mixed Martial Arts. Sarà l’aria del Madison che profuma sempre di leggenda, o l’estrema concentrazione di qualità in tutti gli incontri che abbiamo visto, tutto in una sola notte. Basta, andiamo a dare i numeri:

Jorge Masvidal 5,5: Combatte bene, ma è poco convincente. In fin dei conti in nessuno dei tre round dà l’impressione di poter prendere d’infilata Wonderboy col take down che non ti aspetti. E siccome forse era quello l’unico modo per vincere, alla fine gli restano le lodi per aver fatto un ottimo incontro. Solo quelle però. Nero a metà

Stephen Thompson 7+: La sua vittoria non è mai stata in discussione, e infatti il verdetto dei giudici gli assegna un lusinghiero 30-27 30-27 30-26, frutto di un incontro in cui si è difeso benissimo dai tentativi di takedown, ha mostrato grande pulizia e precisione nello striking oltre che grande varietà di combo, sia di pugno che di calcio. Riprende il cammino dopo il pareggio e la sconfitta contro Woodley, adesso sarà da definire il suo ruolo nella categoria alla luce di un possibile rientro di GSP. Karate kid

Joanna Jedrzejczjk 4: Si deve essere, in linea generale, sempre indulgenti nel giudicare le sconfitte. Questo però è un caso a parte, perchè la nostra ha trascorso l’intera settimana a provocare l’avversaria e a pensare cosa dovesse fare dopo aver impattato il record di Ronda Rousey. Insomma, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Adesso le tocca leccarsi le ferite, ma siamo sicuri che una come lei tornerà: del resto se avesse vinto anche quest’incontro, di fatto non avrebbe avuto più avversarie. Palla al centro

Rose Namajunas 9,5: Sapete perchè le MMA sono uno sport meraviglioso? Perchè si tratta di una disciplina in piena evoluzione, e con essa si evolvono in maniera folgorante anche i suoi interpreti. Stiamo parlando forse della stessa fighter che ha perso con Carla Esparza all’inaugurazione del titolo? A giudicare dal look rasato e dal modo in cui umilia Joanna sul suo stesso terreno, sembra proprio di no. Il voto lo merita anche per come ha gestito tutta la settimana pre-fight: ha lavorato duro, ha affrontato in maniera glaciale le provocazioni e… ha fatto parlare l’Ottagono. Eccome. G.I. Jane

Il gancio sinistro di Thug Rose, che le vale il bonus impressione artistica in una serata in cui GSP ha fatto vedere DI TUTTO

Cody Garbrandt 6-: L’impressione generale è che sia stato colto di sopresa. Il primo round lo fa suo, e nel complesso sembra avere molta più potenza ed efficacia nello striking rispetto al suo dirimpettaio. Poi becca qual calcio strano, quasi lento, dal suo ex-compagno, e da quel momento l’inerzia del match passa a TJ. Chiude a terra, preso in castagna da un gancio destro di colui che “ormai non rappresenta più un pericolo perchè lo conosco”. Avrà modo di rifarsi anche lui, per giovane età e tecnica superiore: intanto fa i conti col sapore della sconfitta. Touchè

TJ Dillashaw 9: Dopo il primo round, nonostante il match fosse in pieno equilibrio, più di una persona avrà avuto l’impressione che l’inerzia del match fosse saldamente in mano a Garbrandt. Come succede in tutti questi incontri così equilibrati (vedi Jones-Cormier 2) basta un piccolo episodio, un attimo di distrazione, un particolare per mandare tutto all’aria. E’ stato bravo ad attendere il suo momento, e adesso, con la mission accomplished, può puntare a tagliare ancora peso e andarsi a prendere Mighty Mouse nella Flyweight. Come finirà? 007: Il mondo non basta

Michael Bisping 7,5: Onore delle armi a questo grandissimo combattente, che a dispetto delle tante primavere e di una tecnica inferiore a quella di GSP, si difende per ben due volte in modo agevole dai takedown e, quando con l’ultimo tentativo il canadese si guadagna la vittoria, preferisce svenire nella rear-naked-choke piuttosto che arrendersi. A molti potrà stare antipatico, ma se questa main card (e questo main event) resterà nella storia lo si deve anche a lui. Non si ritirerà dopo la sconfitta, e questa è davvero una bella notizia. British Bulldog

George StPierre 9,5: La lacrimuccia è scesa, nell’incontro più bello e spettacolare di una main card impressionante nel complesso. Ma facciamo parlare i numeri: in tre round ha messo a segno tre takedown, due “superman punch” ed una serie imprecisata di gomitate al povero Bisping, che ha combattuto come un leone; il tutto con un “buco” (letteralmente) aperto vicino all’attaccatura dei capelli che gli ha trasformato il volto in una maschera di sangue. Torna da re, torna da dove aveva concluso, e al termine dell’incontro fa intendere che forse lascerà la corona vacante per tornare a giocarsela nei welter, il suo reame da sempre. C’è un epitaffio, sulla lapide di un famoso cantautore romano, su cui campeggia il motto della sua vita: “Non escludo il ritorno”. Ecco, appunto. Califfo

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