ESCLUSIVO: Intervista con Carlo Pedersoli jr.

Sabato pomeriggio siamo stati ospiti di una palestra in via Montedonzelli a Napoli, la New Green Form. Abbiamo avuto il piacere di presenziare ad uno stage condotto da Carlo Pedersoli Jr, grande promessa delle MMA italiane, che affronterà a Verona Giovanni Melillo in occasione dell’evento Magnum FC 4 nella categoria pesi Welter. L’intervento di Carlo sul tatami si è articolato in due tranche: nella prima ora si è concentrato sulle fasi di striking, mentre nella seconda ha condotto una dimostrazione sul grappling, completa di alcune proiezioni e culminata con una sottomissione.
Alla fine siamo riusciti a scambiare alcune battute con il  fighter italiano ai bordi del tatami, ecco quello che ne è venuto fuori:

Carlo, partiamo dall’incontro con Melillo: è opinione diffusa, presso alcuni addetti ai lavori, che tu non abbia fino a questo momento affrontato fighter abbastanza forti da costituire una valida misura delle tue potenzialità. Questo incontro può segnare una svolta per la tua carriera e, se sì, può essere un trampolino di lancio verso la UFC?
Non credo che il match con Melillo sia decisivo in quel senso: se dovessi arrivare in UFC non sarebbe per una eventuale vittoria in quell’incontro ma credo siano altri fattori ad incidere. Per quanto riguarda gli avversari affrontati, credo siano assurde certe affermazioni: al mio quarto match da pro ho affrontato in Giappone un avversario che aveva 20 incontri da pro all’attivo e già 40 in totale. Ho affrontato i migliori atelti italiani della mia categoria, come Romeo, Rubino e il ceco Matus Juracek che ha vinto il titolo mondiale nei dilettanti e ha vinto tre incontri di fila dopo aver perso con me. Forse a parte l’ultimo match, sostenuto contro un esordiente, credo non ci sia nulla da ridire in tal senso“.

Affronterai Melillo adottando un gameplan in particolare oppure cercherai di imporre il tuo gioco?
Io voglio sempre imporre il mio modo di combattere, sarà così anche in quella occasione. È inutile negare che studierò anche il mio avversario, ma il mio stile non cambierà in base a lui“.

Torniamo al tuo quarto match da professionista, che hai chiuso con l’unica sconfitta della tua carriera contro Yuki Okano. Era un match a due round e secondo noi il verdetto è stato molto discutibile, influenzato dal fattore campo. Hai qualche rimpianto?
Grazie per questa analisi, che peraltro coincide con la mia. Purtroppo quel match resterà sempre un rimpianto: avevo chiesto a Magnum di convocare Okano per la rivincita a Roma su tre round per riscattare una sconfitta che secondo me non è mai avvenuta. Ero un po’ inesperto e non ho gestito bene il match considerando il fattore casa avverso. Mi piacerebbe affrontare di nuovo Okano ma credo che non sia più possibile, dato che ha ormai superato i 30 anni

A proposito del Giappone, vediamo sui social che sei molto legato alla cultura di quel Paese. Come mai ti affascina così tanto?
“Sì, sono molto legato al Giappone perchè sono affascinato dalla cultura e dallo stile di quel Paese e ho scelto di dare un’impronta forte in tal senso ad una parte del mio personaggio“.

Chi è il tuo fighter di riferimento attuale, è ce n’è uno nella tua categoria di peso con cui ti piacerebbe incrociare i guanti?
Cerco molto di prendere le mosse da Anderson Silva,  amo il suo stile. Come avversario della mia categoria mi piacerebbe combattere con Rory MacDonald“.

A proposito della classe di peso, qual è il tuo peso attuale e te la sentiresti anche in futuro di poter tagliare fino ai leggeri?
Attualmente peso 82 kg [l’incontro con Melillo è fissato a 77, ndr]; non credo che potrei arrivare a tagliare fino ai 70, potrei provarci ma non credo che sia una cosa fattibile per me“.

Com’è il tuo rapporto con Alessio Di Chirico?
Direi ottimo. Ci alleniamo insieme tutti i giorni calpestando lo stesso tatami, quindi siamo ottimi amici“.

Grazie Carlo per la tua disponibilità, in bocca al lupo per l’incontro! 
Grazie a voi ragazzi. Crepi il lupo!

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