UFC 223: le pagelle

UFC 223 ha messo a dura prova la resilienza della banda Dana White. E le coronarie dei fan, e le penne dei media. La promotion alla fine si salva, anche grazie all’enorme numero di incontri di qualità presenti già dall’inizio, persino nei preliminari. Del resto, come si poteva prevedere tutto quello che è successo? Ma bando alle ciance, sotto coi numeri:

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Ditemi voi, ditemi se ad un certo punto non era sembrata una “Mission Impossible”

Renato Moicano 7,5: Alla sesta apparizione in UFC, il brasileiro vendica subito l’unica sconfitta in carriera patita da quel diavolaccio di Brian Ortega. E’ un fighter stilisticamente perfetto, bellissimo da vedere nelle movenze e negli attacchi, portati con calci in gran quantità. Ha avuto la meglio su un avversario non facile, per lui il bonus premio della critica. Cigno

Kyle Bochniak 7: Appartiene a quella generazione di fighter che annovera Dieguito Sanchez, Justin Gaethje e molti altri, sempre divertentissima da vedere e che garantisce spettacolo in qualsiasi evento. Aveva di fronte un avversario temibile, ma lo affronta senza paura facendo una bellissima figura. E arriva alla distanza, non dimentichiamolo. Furetto


Bochniak is on fire!

Joanna Jedrzejczyk 8: Fa esattamente il suo dovere, l’incontro che ci saremmo aspettati di vedere dopo il disastro del primo upset. Colpisce, ad una velocità pazzesca, con maggiore accuracy rispetto all’avversaria soprattutto negli ultimi tre round, utilizzando, a differenza della Namajunas, i calci in maniera intelligente e precisa. Non dimentichiamo inoltre che sfoggia anche una notevole capacità di incassare le bordate di Thug Rose, che arrivano in maniera copiosa per tutta la durata dell’incontro. Vorremmo vedere una trilogia, anche non subito, perchè il verdetto è parso alquanto opinabile. Si guadagna però senz’altro il rispetto perduto dopo il primo incontro. Die hard

Rose Namajunas 8,5: Esce vittoriosa da un’autentica battaglia, uno degli incontri più memorabili mai disputati nelle MMA al femminile (bonus sangue e arena automatico). Conferma di avere un gancio sinistro micidiale, con cui affonda spesso e volentieri in counter-striking nei primi de round. Dal terzo in poi i calci di Joanna cominciano a minarne vistosamente il footwork e prosegue con una certa staticità, ma con la stessa potenza. Almeno il verdetto dei giudici dichiara che è riuscita a fare meglio di Joanna affrontandola sul suo stesso terreno, perchè il suo unico takedown è arrivato a meno di 30 secondi dalla sirena finale: forse era parte della strategia. Qualche dubbio, ma la campionessa è ancora lei. Carro armato

Al Iaquinta 6,5: Onore delle armi, e molto altro, al guerriero italoamericano. Accettatelo voi un incontro con uno degli uomini più letali del pianeta con due giorni di anticipo e sui cinque round, quando eravate preparati sui tre. Un po’ lo facilita anche Khabib che forse non vuole infierire, non lo sapremo mai. Però esce bene dai takedown e non disdegna la castagna con il destro quando serve, andando a bersaglio con precisione non eccellente ma in maniera efficace. Arriva alla fine, e la cosa non era affatto scontata. Broccolino gangsta


E voi, fareste una trattativa per comprare una casa con Al Iaquinta?

Khabib Nurmagomedov 8+: Nei primi due round sfianca Iaquinta con i takedown, facendo il solito lavoro prezioso a parete e a terra. Dal terzo in poi, forse sentendosi sicuro, sfida Al sul suo stesso terreno e va a bersaglio con una serie infinita di jab, facilitato dalla poca mobilità del fighter newyorchese. Campione meritatissimo, ha voglia a ridire Ferguson: anche qui, provate voi ad andare contro un avversario inferiore ma scomodissimo, dopo aver cambiato potenziale avversario quattro volte nel giro di tre giorni, tutti con caratteristiche differenti. Inoltre conferma, a nostro parere, la capacità impressionante di assorbire colpi potenti, i calci di Barboza e adesso le bordate di Iaquinta. 26-0, con McGregor in gattabuia e il Cucuy infortunato, chi lo ferma più? Vola un’aquila nel cielo

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