Monthly Archives: Giugno 2018

Michael Chiesa: Per colpa di McGregor ho perso la chance di lottare per il titolo

Michael Chiesa torna a parlare dell’attacco al bus messo in atto da Conor McGregor.
Chiesa uscì malconcio da quella aggressione e fu impossibilitato a salire nell’ottagono ed affrontare Anthony Pettis(match reimpostato per il 7 luglio) ma, a quanto pare la bravata di McGregor gli costó molto più di quel semplice incontro( via @bokamotoESPN):

Ho perso una chiara chance per il titolo e ne ho le prove.
Dopo l’infort di Ferguson sicuramente avrebbero dato a me la possibilità di affrontare Khabib perché ero io il più alto classificato nella divisione e non Iaquinta. Sarei stato io ad entrare in gabbia per combattere Khabib ma per colpa di McGregor mi sono fottuto quell’ opportunità.”

Il coach di Khabib pensa che GSP o Ferguson siano avversari più stimolanti di McGregor per il suo assistito

Il coach di Khabib Nurmagomedov, Mendes si è soffermato a parlare delle possibilità di vedere il suo assistito combattere contro Conor McGregor entro la fine dell’anno (via submissio radio):

“John Kavanagh ha detto che scommetterebbe tutto quello che ha sul buon esito della trattativa del match McGregor vs Khabib entro la fine dell’anno. Beh io non ci scommetterei tutto.
Evidentemente lui sa qualcosa che io non so ma per il momento nulla è scontato. Khabib si sta allenando molto intensamente e potrebbe essere anche pronto subito, o ad ottobre ma, se questo match si farà, novembre o dicembre sono date più realistiche.
L’incontro in ogni caso non si farebbe a NYC; Las Vegas è la città più probabile ed è difficile pensare ad una meta diversa.
Detto ciò, a mio parere Khabib non ha bisogno di combattere McGregor per dimostrare di essere il vero campione dei pesi leggeri. Sarebbe sicuramente più stimolante un match contro Ferguson o contro GSP, insomma fighter che possono realmente cementificare la sua leggenda.
Poi dipenderà molto da se McGregor vorrà combattere, perchè se vorrà Khabib sarà pronto visto che sarebbe il match che tutti vorrebbero vedere ma, se così non dovesse essere, Nurmagomedov affronterà qualcun altro senza nessun problema.”

UFC 226: Ufficiale Mike Perry vs Paul Felder

La UFC ufficializza nella preliminary card di UFC 226 il match tra Mike Perry e Paul Felder. I due fighter avevano perso entrambi i loro sfidanti nei rispettivi match.

Paul Felder avrebbe dovuto affrontare James Vick il 14 luglio a UFC FN Boise. Vick però è subentrato ad Al Iaquinta nella card del 25 agosto per affrontare Justin Gaethje. Per la seconda volta Paul Felder perde uno sfidante che subentra in un altra fight, era già successo proprio con Al Iaquinta che a UFC 225 aveva sostituito Max Holloway nella sfida per il titolo dei pesi leggeri UFC contro Khabib Nurmagomedov.

Mike Perry invece avrebbe dovuto affrontare a UFC 226 Yancy Medeiros che però giovedi ha subito un infortunio alle costole.

L’accordo verbale è avvenuto via Twitter tra i due fighter.

Storie di MMA: Quando Pat Barry diede una lezione a Melvin Guillard

Pat Barry e Rose Namajunas oltre ad essere una coppia sono anche training partners. I due si allenano spesso in diverse palestre, cercando sempre di misurarsi con situazioni e metodi diversi per migliorare lo stile di Rose. Ospite del podcast You’re Welcome di Chael Sonnen l’ex fighter ha raccontato della volta in cui ha dovuto mettere i guanti per far rigare dritto Melvin Guillard durante un allenamento. La Namajunas si allena presso la Grudge Training Center in Colorado, dove Pat Barry è di casa. Barry ha sempre professato di avere totale fiducia in Rose anche durante gli hard sparring con avversarie più grandi di lei durante gli allenamenti:

“Una volta eravamo alla Jackson (Albuquerque) e io stavo chiacchierando con Jon Jones e Frank Mir, mostrandogli alcuni calci, mentre Rose si allenava. Ad un certo punto guarda Rose che si allena contro Holly Holm. Non era ancora il periodo in cui aveva preso a calci in bocca Ronda, ma aveva da poco messo ko una tipa prima di entrare in UFC. Era in palestra e stava bene, tanto che si allenava con un tipo e questo aveva dovuto abbandonare lo sparring perchè le stava prendendo. Non potevano continuare il round e allora Rose si è misurata con lei. Quando la vedo dico a Frank e Jon: ‘Questa dovete vederla! Rose contro Holly!’ e Frank si gira verso di me e mi fa: ‘Non credo sia una cosa buona’ ed io gli dico: ‘No, no, è perfetto. Adesso la attaccherà con tutto il suo potenziale. Devi vederla’. Io ho veramente tantissima fiducia in Rose.”

Poi, tornando sul fatto accaduto alla Grudge con Guillard:

“Mi ricordo che Melvin una sera arrivò tardi in palestra e cominciò a sfidare tutti i ragazzi, faceva il duro. Soprattutto perchè sfidava dei ragazzi di basso livello e li prendeva in giro. A quel punto Rose che era a terra, si è alzata, senza neanche usare le mani e gli fa: ‘Come ti permetti di arrivare tardi e sfidare ragazzi come Danny (il più debole dei ragazzi in palestra). Me la vedo io con te’. E Rose ha cominciato a fargli il culo! Lo prende a calci alle costole, e lo prende a pugni da tutte le parti. Melvin comincia ad innervosirsi e ci va giù veramente duro, comincia a fare troppo sul serio. Io gli dico: ‘Melvin sono seduto qui… Melvin sto guardando tutto… Melvin ti sto guardando!’. Poi le tira un destro, un destro alla Melvin che va a segno, ma non dico nulla. Poi un low kick veramente forte, ci aveva messo tutta la sua forza e questo non va bene perchè sta cercando di romperle il culo. A quel punto il round è finito e sono andato a prendere i guanti. Lui dice: ‘Ok abbiamo ancora un round’, si gira mi vede con i guantini e fa: ‘OOOOhhh Nooooo! Cazzo! È per quello che ho appena fatto?’. Conosco Melvin da quando aveva sedici anni e gli dico:’Esatto!’. Poi si è preso la sua lezione da uomo, mentre io continuavo a dirgli che non doveva farlo e alla fine amici come prima. Ci sono volte in cui in palestra devi fare anche questo”.

Insomma un Pat Barry vero cavaliere per la sua Rose.

Tito Ortiz : Per 500 mila dollari sarei disposto ad affrontare Liddell

Tito Ortiz vs Chuck Liddell è un match che nei nostalgici delle MMA susciterà tanti ricordi ma che ad oggi, nonostante le venerande età dei due fighter, non è un incontro impensabile da mettere su.
Ortiz (via MMA Fighting) si è soffermato sulla cifra che vorrebbe percepire per disputare il suddetto combattimento:

“Ho parlato con alcuni match maker come Sean Shelby, e anche altri promoter; tutti mi hanno detto, ‘tu e Liddell avete la possibilità di fare dei numeri davvero grandi perché la gente non sa cosa aspettarsi da un match fra di voi’. Allora, qual è il numero magico per convincermi? Sono oltre 500.000. Sapete che io e Liddell abbiamo raggiunto quel milione l’ultima volta che abbiamo combattuto? Abbiamo fatto oltre 1,4 milioni di acquisti pay-per-view. Se ci accordiamo per una cifra vicina alla metà, accetterei di combattere. “

Miocic: Cormier non ha mai affrontato un fighter forte come me

Stipe Miocic nutre grande stima per il suo prossimo avversario Daniel Cormier ma, allo stesso tempo pensa che DC non abbia mai affrontato un fighter forte come lui(via MMAWeekly):

“Sono solo affari. Desidero il meglio per DC, ma sfortunatamente deve combattere contro di me. Sono affari. Come ho detto, è per questo che ho firmato il contratto.
Non sono qui per fare amicizia, sono qui per combattere.
Penso che DC sia un combattente straordinario. Pesante, ha combattuto i migliori fighter del mondo. Ha battuto i migliori fighter del mondo. Ha fatto match incredibili, i migliori, quindi so che porterà con se tutta la sua esperienza il 7 luglio.
Ma come ho già detto, non ha mai combattuto nessuno come me. Non ha mai visto niente di simile a me ancora. Lo scoprirà. “

Kavanagh: Vorrei vedere la fine della trilogia McGregor vs Diaz

L’allenatore di McGregor, John Kavanagh ha parlato del suo assistito e della sua preferenza sul suo prossimo avversario (via MMANYTT):

“Quello contro Nate Diaz è stao il mio combattimento preferito di McGregor. Se potessi scegliere un avversario per il suo prossimo match sarebbe sicuramente Nate per finire la trilogia. Mi rendo conto che però non sarebbe l’incontro che i fan preferirebbero vedere.
I fan vorrebbero il combattimento contro Khabib ma io continuo a preferire quello con Nate.
L’abilità di Conor è quella di spegnere la coscienza delle persone ma Nate ha una testa alla Homer Simpson, lui continuava ad andare avanti.
Ho visto Conor combattere un sacco di fighter e li ha distrutti tutti, è divertente vedergli alzare una cintura, ma ciò non è stato eccitatante come i match contro Diaz.
Dopo aver perso la prima battaglia con Nate, Conor ebbe un atteggiamento incredibile nel backstage, e poi la mattina dopo non rispose al telefono fino a quando Lorenzo e Dana lo chiamarono per dirgli che Nate sarebbe stato di nuovo il suo prossimo avversario. “

Cormier: “Gustafsson non si merita il titolo ad interim”

Tempi di magra per la divisione dei pesi massimi leggeri: con il campione Cormier pronto alla sfida per la corona dei pesi massimi, la parte alta del roster resta nel limbo in attesa degli eventi. Ad esempio si può guardare al contender di punta, lo svedese due volte sfidante al titolo Alexander Gustafsson.

L’ultima volta che Gustafsson ha provato l’assalto al titolo, ha perso una battaglia abbastanza incerta con l’attuale campione, Daniel Cormier. Adesso, in sella ad una nuova striscia vincente, Gustafsson ha fatto partire la campagna per un terzo tentativo di conquistare il titolo, che lui spera sia quello definitivo.

Ma con Cormier bloccato dalla sfida con Stipe Miocic per il campionato dei pesi massimi la settimana prossima a UFC 226, il 7 luglio, possiamo aspettarci che le cose non si muoveranno di certo a breve. Senz’altro tale situazione potrebbe creare le premesse per un titolo ad interim in cui “The Mauler” entrerebbe di diritto. Ma a quanto sembra il campione indiscusso della divisione non è di questa idea, come dichiarato durante la Media Conference Call di UFC 226:

mI PREOCCUPEREBBE PERCHÉ ALEXANDER GUSTAFSSON NON MERITA DI COMBATTERE PER UN TITOLO AD INTERIM. HO DIFESO LA CINTURA SOLO ALL’INIZIO DELL’ANNO E POI MI SONO DEDICATO A QUALCOSA DI MOLTO PIÙ GRANDE. PERCIO’, LUI CHE HA COMBATTUTO L’ULTIMA VOLTA A MAGGIO 2017 CONTRO GLOVER TEiXEiRA E PRIMA AVEVA BATTUTO JAN BLACHOWICZ DI CERTO NON SI MERITA UN TITOLO AD INTERIM… CI HA GIA’ PROVATO DUE VOLTE IN DUE ANNI. PENSO CHE TUTTE QUESTE CAVOLATE SUL TITOLO AD INTERIM INIZINO PERCHÉ [I MEDIA] SONO INTERESSATI AI TITOLI AD INTERIM. QUALCUNO METTE IN GIRO QUESTE VOCI. NON METTERE CERTE SCIOCCHEZZE IN GIRO“.

Cormier e Gustafsson hanno avuto alcuni screzi sui social media e persino di persona a UFC Tonight quando l’incontro con Miocic si era concretizzato. Ad ogni modo, l’opzione più plausibile per un incontro dei pesi massimi leggeri poteva essere per Gustafsson l’ex Strikeforce e campione dei pesi medi UFC, Luke Rockhold. Come sappiamo però, subito dopo le prime illazioni, Rockhold ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico allo stinco, vanificando questa possibilità e lasciando lo svedese in attesa.

Romero risponde alle accuse di Whittaker via Twitter

In seguito al loro match per UFC 225, il campione dei pesi mesi Robert Whittaker aveva sollevato più di un sospetto sulle regole USADA e sulla reidratazione di Romero, facendo capire velatamente che secondo lui il fighter cubano non fosse del tutto pulito.

La risposta di Romero è arrivata via Twitter, dove il fighter ha postato una lettera ricevuta dalla USADA che dichiarava che sui test fatti il l’atleta risultava pulito da sostanze dopanti. Romero ha cancellato il suo nome ironicamente, scrivendo Rob in riferimento a Whittaker.

“La Usada ha fatto un errore e mi ha mandato questa #iluhju #seeyousoonboi #magic”

Rashad Evans ringrazia su Instagram chi lo ha supportato

Deciding to retire was the toughest decision of my life because everything in me told me I need to keep fighting. I've fought my whole life in some form since I could remember so saying goodbye to my long time companion is hard. Fighting to me has never been about the actual fight itself. It was that in between space that exists in the fight where the "I" completely dissolves & I transform into something else. In that space the fear, doubt, negativity & life worries could never follow me. Shedding these worldly feelings to just be in the space of pure expression is something I will miss very much. Riding the emotional rollercoaster that a big fight brings is the most amazing feeling in the world and going through those experiences have made me grow into a strong man that I'm thankful for. I want to thank all my fans out there who have supported me during this journey. You fans have inspired me so much throughout the years. Many times when I couldn't find the motivation to push myself I thought about you guys. Thank you from the bottom of my heart for pushing me in every way to be the person I am today. Even the "haters" deserve a thank you because you guys provided a deep well a motivation to draw from. Thank you to the UFC for giving me the platform to live my dream. Thank you to Dana White who is one of the most caring ppl I know, even though he hides it very well with his tough exterior. Thank you to Lorenzo Fertitta who bought me my first nice suits & who always made sure he let me know he valued me as person rather than just a fighter. Thank you to all my coaches throughout the years. Thank you to Mike Vanarsdale and Joaquin Rodriguez who were two of my favorite coaches they brought out the best competitor in me. Thank you to Mike Winkeljohn who had the ability to know exactly what standup technique was gonna end the fight. Winks was like a psychic sometimes with his pre fight prophecies. Lol. Thank you Henri Hooft, Greg Jackson, Chris Lutrell, Mario Sperry, Greg Jones, Kami Barzani, Ricardo Almeida, Renzo Gracie, Rolles Gracie, Jon Chaimberg, Rodney Brewer, Tony Villani, Andrew Spruill, Roan "Jucao" Carneiro & my man Mark Henry. Excited for what’s next!

Un post condiviso da Suga Rashad Evans (@sugarashadevans) in data:

Dopo 15 anni di attività e un titolo dei pesi massimo leggeri, l’ex campione Rashad Evans ha annunciato il suo addio in seguito alla sconfitta per ko subita contro Anthony Smith a UFC 225. Evans tramite il suo profilo Instagram ha voluto ringraziare con un bellissimo messaggio tutti colore che lo hanno accompagnato durante la sua carriera nelle MMA

“Decidere di ritirarmi è stata la decisione più dura della mia vita perché tutto quello che ho in me stesso dice che devo continuare a combattere. Ho combattuto tutta la mia vita in diversi modi da quel che ricordi, quindi dire addio al mio compagno di lunga data è difficile. Combattere per me non ha mai riguardato la fight in sè. Ha rappresentato quello spazio sospeso che esiste nella lotta dove l’io si dissolve completamente e io mi trasformo in qualcos’altro. In quello spazio la paura, il dubbio, la negatività e le preoccupazioni della vita non potrebbero mai seguirmi. Perdere molti di questi sentimenti terreni per essere nello spazio di pura espressione è qualcosa che mi mancherà molto. Cavalcare le montagne russe emotive che porta una grande battaglia è la sensazione più incredibile del mondo e passare attraverso quelle esperienze mi ha fatto diventare un uomo forte e di questo sono grato. Voglio ringraziare tutti i miei fan che mi hanno sostenuto durante questo viaggio. I fan mi hanno ispirato così tanto nel corso degli anni. Molte volte, quando non riuscivo a trovare la motivazione per andare avanti, pensavo a voi ragazzi. Grazie dal profondo del mio cuore per avermi spinto in ogni modo ad essere la persona che sono oggi. Anche i “nemici” meritano un ringraziamento perché voi ragazzi avete fornito una motivazione molto profonda da cui attingere. Grazie alla UFC per avermi dato la piattaforma per vivere il mio sogno. Grazie a Dana White, che è uno delle persone più premurose che conosca, anche se lo nasconde molto bene con il suo aspetto duro. Grazie a Lorenzo Fertitta che mi ha comprato i miei primi abiti belli e che ha sempre fatto in modo di farmi sapere che mi considerava una persona piuttosto che un semplice combattente. Grazie a tutti i miei allenatori nel corso degli anni. Grazie a Mike Vanarsdale e Joaquin Rodriguez, che erano due dei miei allenatori preferiti, hanno tirato fuori il miglior combattente che è in me. Grazie a Mike Winkeljohn che ha avuto la capacità di sapere esattamente quale tecnica standup avrebbe concluso il combattimento. Winks è stato come un sensitivo a volte con le sue profezie pre-combattimento. Lol. Grazie Henri Hooft, Greg Jackson, Chris Lutrell, Mario Sperry, Greg Jones, Kami Barzani, Ricardo Almeida, Renzo Gracie, Rolles Gracie, Jon Chaimberg, Rodney Brewer, Tony Villani, Andrew Spruill, Roan “Jucao” Carneiro e il mio uomo Marco Henry. Emozionato per il futuro!”

Di Chirico ‘invita’ i commentatori americani a pronunciare bene il suo nome

Si sa che la pronuncia dei nomi stranieri spesso è una brutta gatta da pelare e, proprio quello del nostro beniamino Alessio Di Chirico causa grossissimi problemi ai commentatori delle televisioni americane.
Il buon Manzo pubblica un divertentissimo video via instagram su come pronunciare correttamente il suo nome.

Tyson Pedro dopo la sconfitta contro OSP vuol tornare più forte di prima

Tyson Pedro, nonostante la sconfitta patita per mano di OSP, è tuttora considerato uno dei migliori prospetti nella categoria massimi leggeri e solo la grande esperienza di St Preux lo ha privato di una vittoria che sembrava molto vicina durante le prime fasi del match.
Pedro, in un messaggio via instagram, ringrazia il suo team e tutte le persone che gli son state vicine e si dice più maturo e già pronto al rientro:

“Volevo solo dire quanto sono grato per tutti i messaggi di supporto che mi avete mandato, grazie al mio team e alla mia famiglia. Congratulazioni a Saint Preux per aver mostrato perché è uno dei migliori. Sono deluso dal risultato, ovviamente. Potevo fare di meglio? Sicuro. Abbiamo eseguito il nostro piano di gioco e tutto ciò su cui abbiamo lavorato, ma siamo stati battuti. Questo è il nostro sport. Infine, grazie a tutte le persone che mi han detto cosa avrei dovuto fare per batterlo. Ho annotato tutto e ora, grazie alla vostra saggezza, sono un combattente molto migliore.
Ho ancora molto da fare ma ho anche molto altro da dare.”

Just wanted to say quickly how grateful I am for all the kind messages of support and for my team and family. Congratulations to @003_osp Showcasing why he is one of the best. Am I disappointed with the outcome, obviously. Could I have done better? Sure. We executed our game plan and everything we worked on, just got caught. That’s the fight game. Finally, Thankyou for all the people telling me what I should have done to beat him. I’ve jotted it all down and now with your wisdom I’m a much better fighter. 🤦🏽‍♂️😂 I’ve got plenty more to go but I’ve also got plenty more to give. #straightbacktoit #pedrocartel 📸- @harrystleger

Un post condiviso da Tyson Pedro (@tyson_pedro) in data:

Paulo Costa : Nessuno può battermi nei pesi medi

L’imbattuto Paulo Costa (11-0 MMA, 3-0 UFC) è convinto che nessun striker possa competere con lui nella divisione pesi medi.
Il fighter brasiliano ha vinto tutti i suoi match prima del limite e crede di poter KO qualsiasi medio.
Tuttavia, Costa per il camp di preparazione in vista del match contro Hall si è fatto aiutare anche dalla medaglia d’oro olimpica Henry Cejudo, per migliorare il suo wrestling (via MMA India):

“Sono completamente concentrato sul mio prossimo combattimento, non sto pensando a cosa verrà dopo. Tutto ciò a cui penso è mettere KO velocemente Hall. Credo di poter battere praticamente chiunque nella divisione.
Luke Rockhold sarebbe un ottimo avversario per il futuro, ma sta salendo di classe di peso. Non penso che ci sia un solo striker in grado di fermarmi.
Io e Hall siamo molto simili, ma penso di essere più potente ed esplosivo di lui. Lui è un po’ più paziente, ma a parte questo, siamo entrambi aggressivi.
Devo crescere anche nel wrestling perchè è fondamentale nella lotta, ecco perché mi sto allenando con Eric Albarracin e Henry Cejudo in questo camp, il che è incredibile. Ogni combattente che vuole essere un campione deve sapere come lottare, colpire e combattere nelle fasi a terra.”

Ortega: Il match fra me ed Holloway sarà il più grande di sempre nei pesi piuma

Brian Ortega affronterà Max Holloway ad UFC 226 per cercare di conquistare il suo primo titolo UFC.
Il match sarà un vero e proprio scontro fra titani visto che Holloway non perde da 12 incontri mentre Ortega non ha ancora mai perso.
Brian sa a cosa sta andando incontro e non vede l’ora di entrare in gabbia per dare spettacolo (via Fox sport):

“Il match contro Holloway sarà l’incontro più sensazionale nei pesi piuma dai tempi di Aldo vs McGregor. Praticamente io e Max abbiamo battuto gli stessi fighter, tranne Frankie Edgar che io ho battuto di recente e Jose Aldo Junior, che lui ha già battuto due volte. Questi atleti ‘anziani’ hanno creato i pesi piuma, mentre io e Holloway siamo due giovani fighter al top della carriera, pronti a sfidarsi.
Sono qui per questo tipo di sfide. Lui è il campione e io sono lo sfidante numero 1. Siamo due ragazzi affamati di vittorie, uno pronto a difendere il titolo e l’altro pronto a toglierglielo. Il 7 luglio vedrete i fuochi d’artificio.”

James Vick sostituirà Iaquinta nel match contro Gaethje

Dopo l’infausta notizia di mercoledì sera che ha decretato l’assenza, per UFC Lincoln il prossimo 25 agosto, di Al Iaquinta dall’incontro con l’ex campione WSOF Justin Gaethje, sembra che la ricerca del rimpiazzo non sia durata poi così tanto.
Non conosciamo ancora il motivo del forfait di “Raging Al”, ma possiamo dire che al suo posto ci sarà James Vick, dopo che le effimere piste legate a Kevin Lee e David Teymur si erano subito esaurite.

Quel punching bag di Gaethje non vuole certe rogne!!

“Texas” Vick sta chiedendo a gran voce un grande incontro e adesso può ottenerlo. Inizialmente doveva combattere con Paul Felder a UFC Boise il 14 di luglio, adesso si preparerà per il suo primo main-event in UFC. Sfortunatamente per Felder, questo sarà il suo secondo incontro consecutivo che salta.
Vick attualmente è in sella ad una serie positiva di quattro incontri, con un curriculum che vanta una sola sconfitta patita contro Beneil Dariush nel 2016. Gaethje invece, nonostante le due sconfitte, è uno dei fighter più amati dai fan e partecipa sistematicamente ad incontri cancidabili a “Fight of the night”. Sarebbe senz’altro un incontro spettacolare quindi, a prescindere da chi “The Highlight” si trova di fronte.

Johny Hendricks si ritira dalle MMA

L’ex campione dei pesi welter Johny Hendricks ha annunciato ieri, attraverso MMA Junkie, il ritiro dalle MMA a titolo definitivo. Dopo una grande carriera in UFC e incontri passati alla storia tra cui spiccano ovviamente le due sfide contro Robbie Lawler e il controverso match contro George Saint-Pierre, Hendricks ha trovato sempre più difficoltà a raggiungere il peso anche nella categoria dei pesi medi. Il suo ultimo incontro risale al novembre scorso quando, a UFC 217, Hendricks ha perso per ko contro Paulo Costa. Queste le parole di Hendricks:

“Smetto qui. Mi ritiro. Esco dal Mondo delle MMA”, ha detto Hendricks a MMAjunkie Radio. “Ci ho pensato per molto tempo e ho intenzione di tornare alle mie radici. Ho intenzione di iniziare ad allenare presso la All Saints (Scuola episcopale a Fort Worth, Texas). Ho allenato un po’ il liceo l’anno scorso, ma ho intenzione di passare alla scuola All Saints a tempo pieno.”

“Una delle cose più belle è essere stato a casa negli ultimi sette mesi, passare il tempo con i bambini, senza preoccuparmi di quello che dovevo fare”, ha detto Hendricks. “Ho guardato mia moglie e ho detto: ‘Vogliamo davvero farlo? So che sono io quello che deve farlo, ma vogliamo farlo? Vogliamo passare attraverso l’iter che ero solito fare, andare via per lunghi periodi di tempo, mettere la mia famiglia in secondo piano?’ ”

“Ho preso questa decisione due settimane fa, ma ho pregato per questo e volevo assicurarmi che fosse la decisione giusta”

Intervista a Riccardo Carfagna del Gloria Fight Center

Grazie all’immensa disponibilità dell’interessato (che ringraziamo vivamente) siamo riusciti ad intervistare Riccardo Carfagna, co-fondatore del Gloria Fight Center, l’ormai famosa scuola italiana che ha lanciato Alessio Di Chirico e Carlo Pedersoli Jr. Di seguito riportiamo la trascrizione delle domande:

Ciao Riccardo e grazie dell’intervista. Partiamo dall’inizio: come vi siete conosciuti con Lorenzo e com’è maturata la decisione di far partire questa avventura?
Innanzitutto grazie infinite per lo spazio dedicatomi. Ho conosciuto Lorenzo quando ero co-owner della Hungmun [palestra romana, ndr] quasi dieci anni fa e già ora posso dire che è stato un incontro molto importante per la mia vita; in realtà Gloria è stata, più che un’idea, una necessità; ma la decisione di partire con un progetto e tutto ciò che ne consegue è stata principalmente mia e di Alessio Di Chirico mio socio e fondatore del Gloria!

Ormai siete una vera e propria realtà nel panorama delle MMA europee ed avere due fighter in UFC (Di Chirico e Pedersoli) più un terzo vicino all’approdo (Cerilli) fa di voi un punto di riferimento per tutto il movimento italiano. Dove volete arrivare? Si può davvero fare più di così?
Ti ringrazio, in pochissimo tempo in effetti abbiamo costruito tanto, ma non ci vogliamo fermare per ora… C’è gente che pagherebbe per fermarsi a questo punto ma noi puntiamo a diventare il team più forte in Europa; oltre Mauro vorremmo far entrare anche Micol (Di Segni) e Valeriu (Mircea) e, cosa di cui mi occupo personalmente, far crescere giovani talenti per avere ricambio continuo in questo senso. Senza dimenticare il fatto che al 50% siamo una palestra di amatori quindi agli obiettivi agonistici/professionali abbiniamo la voglia ed il bisogno di insegnare ed allenare più gente possibile a livello puramente amatoriale.

Nelle numerose interviste rilasciate dai vostri atleti abbiamo notato una costante: l’utilizzo da parte loro sempre del “noi” anziché dell’”io”. In parole povere: non ho mai sentito dire da Carlo o da Alessio frasi del tipo “io ho vinto perché…”, “io per il futuro guardo a…” ma bensì, “noi abbiamo vinto” oppure “noi guardiamo”. Siete una vera e propria famiglia e dall’esterno sembrate uniti in maniera fortissima. Questa unione è arrivata in maniera naturale o è una base portante della formazione dei vostri atleti?
Siamo fortemente uniti, è verissimo! sinceramente questa unione è venuta da sè: per alcuni c’è voluto tempo, per altri c’è stato feeling immediato e ad oggi siamo un team solido! A me personalmente non piace inculcare il concetto di “famiglia” o “clan” a tutti i costi come succede in altri team, anche perché per consolidare certi rapporti anche lavorativi a volte non bastano anni…! Grazie alla sincerità siamo riusciti a cementare un bel gruppo che cresce sempre più, anche se un punto di forza della coesione penso sia anche il numero limitato di partecipanti.

Tu e Lorenzo Borgomeo siete i gestori materiali della palestra Gloria. Tante volte si parla di camp all’estero per gli atleti, che devono servire a completare il bagaglio tecnico e la preparazione di un atleta: per voi allenatori vale lo stesso discorso? Cioè vi muovete in giro per il mondo per apprendere nuovi metodi, nuove tecniche? Visitate altre palestre?
Ovviamente per un allenatore è meno indispensabile e più difficile per tanti motivi muoversi per i camp; la necessità dipende dal tipo di esperienze che hai vissuto professionalmente: essendo uno dei pochi fortunati a poter interagire ai massimi livelli delle mma (UFC, Cage Warrior, etc) mi aggiorno anche solo seguendo i nostri atleti nei Training camp o negli eventi stessi. In più cerco di trascorrere le vacanze in posti dove potermi aggiornare/allenare per monitorare nuove realtà, pur rimanendo sempre e soprattutto vacanze! Sono ancora integro fisicamente e continuo ad allenarmi come un atleta professionista e questo (anche se i miei collaboratori mi invitano sempre a smettere!) mi permette di autoevolvermi, aggiornarmi e provare su me stesso metodi, tecniche e strategie da applicare.

Seguendovi dai social vediamo che i vostri progetti di espansione del fight center sono in continuo divenire. Ci racconteresti quello che avete in mente nell’immediato ed in divenire?
Abbiamo appena stretto una collaborazione con un centro enorme a Roma, lo Heaven fight arena, che ci permetterà di avere due sedi e più spazio per lo sparring anche se il nostro intento non è allargarci a dismisura ma elevare ulteriormente la qualità complessiva.

Ci spieghi cos’è il metodo Borg? E’ applicabile a qualunque tipo di atleta anche a livello amatoriale? E può essere applicato anche ad atleti di sport diversi dalle MMA?
Il Borg Training System è un sistema di allenamento creato esclusivamente per amatori, applicabile anche a casa velocemente così da essere accessibile a tutti. Vengono ripresi alcuni movimenti e/o metodi delle MMA praticabili da chiunque, per maggiori info penso dobbiate rivolgervi a Lorenzo [ride, ndr].

La AKA Gym di San Josè annovera un numero impressionante di atleti dal tasso tecnico elevatissimo: Khabib, Cormier, Cain Velasquez, Luke Rockhold e Josh Thomson. Quali sono stati i fattori, a tuo avviso, che hanno contribuito a rendere così speciale la preparazione fisica e tecnica dei suoi componenti?
Mi piace la AKA che conta davvero, dal punto di vista tecnico, tanti atleti mostruosi (va detto che molti di loro si spostano continuamente tra vari camp), ma sinceramente non ho molti dati per poter giudicare la componente che rende quel team ottimale. Sicuramente l’avere sparring di altissimo livello “porta in alto” tutta la squadra, posso dire che per quanto ci riguarda preferiamo però i piccoli team dove l’atleta può essere curato nei minimi dettagli rispetto ai grandi dove se non sei il numero uno sei trascurato.

Dopo aver visto Colby Covington prevalere su Dos Anjos e Demian Maia, l’impressione è che ultimamente negli incontri chiave tenda a prevalere il fighter con un background nel wrestling superiore. Faccio riferimento anche a Rory MacDonald che contro Douglas Lima ha fatto prevalere la lotta sullo striking dell’avversario. Anche il coach di GSP, John Danaher, parla spesso delle abilità dei wrestler nel controllare la pressione ed il ritmo del match. Tu cosa ne pensi?
Sicuramente i wrestler sono molto avvantaggiati, sia perché padroneggiano una delle discipline fondamentali nel nostro sport, sia perché hanno un attitudine mentale, una forza fisica e doti atletiche fuori dal comune. Secondo me però questo è il momento degli striker; personalmente mi piace molto lo striking ma amo plasmare più un grappler, proprio perché non ci si deve preoccupare del “grosso” e delle basi quindi ci si può lavorare ad ampio raggio e rifinire in maniera ottimale tutte le sue skills.

Se dovessi fare un nome soltanto, qual è stato il fighter che ti ha impressionato di più nel 2017-2018?
Domanda abbastanza difficile, ci sono tanti talenti a parte i miei “pallini” di sempre… Anche se ha ancora tutto da dimostrare mi piace O’Malley, un altro fenomeno è sicuramente Kevin Lee!

Recentemente fighter come Cowboy Cerrone, Robbie Lawler, Jon Jones e anche Ben Askren, prima del ritiro, hanno dichiarato di aver abbandonato l’hard sparring per preservarsi il più possibile da commozioni cerebrali. Per molti, come Kevin Lee, questo va a discapito della preparazione di un match. Tu come gestisci questo tipo di situazione in allenamento e durante il camp?
Secondo me queste dichiarazioni vanno contestualizzate, onde evitare i grandi equivoci che stanno prendendo piede: Lawler, Cerrone e gli altri elencati sono fighter con carriere da più di 40 match professionistici ed almeno 20/25 anni di pratica ad altissimo livello! Quindi PER LORO sono d’accordo assolutamente, penso ormai debbano tenere il colpo d’occhio e curare la preparazione atletica con la strategia e non hanno bisogno di spingere al massimo nello sparring a tutti i costi. Per tutti gli altri (quindi il 95% dei professionisti/agonisti) secondo me è necessario spingere al massimo durante gli sparring, ovviamente sempre ed adeguatamente coperti da tutte le migliori protezioni!

Noi di UFC Pound abbiamo una rubrica chiamata Storie di MMA. Ci piace raccontare aneddoti su vari fighter, spesso prendendo spunto dai loro racconti durante i podcast o nelle interviste. A questa rubrica hanno contribuito anche Alessio Di Chirico e Sakara. Ci farebbe molto piacere poter avere un tuo contributo con una storia legata a qualche evento UFC o retroscena di qualche training camp affrontato prima di un match con Alessio o Carlo.
………

Sappiamo che vi piacerebbe conoscere la risposta di Riccardo all’ultima domanda, ma non la pubblicheremo qui! Vi diamo appuntamento a venerdì prossimo con “Storie di MMA”!

Ancora guai per Nick Diaz

Dopo l’arresto per violenza domestica, Nick Diaz rimane fuori galera su cauzione.

Il pubblico ministero ha chiesto però un aumento della cauzione da $ 18.000 a $ 100.000 per i due capi di accusa ma il giudice della Corte di giustizia di Las Vegas, Amy Chelini, ha rigettato la richiesta.

Diaz martedì non era in tribunale, ma era rappresentato dall’avvocato Ross Goodman, mentre la prossima udienza preliminare è prevista per il 10 luglio.

Novità anche riguardanti la vittima, fidanzata ‘occasionale’ di Diaz, la quale ha dichiarato alla polizia che Nick l’ha afferrata per la testa, l’ha gettata a terra e l’ha strangolata dopo una discussione in una residenza di Las Vegas il 24 maggio.
La vittima ha inizialmente detto alla polizia che Diaz l’avrebbe spinta su un bordo della piscina, ma poi ha cambiato la sua versione sostenendo che Diaz avrebbe provato a gettarla nella piscina, ma lei sarebbe riuscita ad aggrapparsi a lui prima di cadere e sbattere su un bordo.
La ragazza è stata portata in un ospedale con un’anca probabilmente rotta, lividi su entrambe le gambe, collo apparentemente rosso e dolore alla testa.
La polizia ha descritto la sua condizione così, “visibilmente con molto dolore e impossibilitata a camminare”.

Rodriguez: I media hanno detto tante bugie sul mio conto

Nonostante le rinunce(con annessi tagli) ed i ripensamenti, Yair Rodriguez combatterà Zabit Magomedsharipov il prossimo 8 settembre. Rodriguez durante un’intervista ad UFC Unfiltered, ha parlato di questo match e delle voci che circolavano riguardo un suo presunto rifiuto:

“Mi sento bene per questa lotta. Penso che sarà un match impressionante. Le persone devono solo vedere questo, le persone devono solo aspettarsi che sarà un incontro fantastico.
Siamo entrambi giovani, siamo entrambi di talento. Sicuramente sarà una fottuta guerra là fuori.
Capisco quello che pensa la gente di me, ma rendetevi conto che i media possono manipolare quello che vogliono. Sono i social media. Chiunque può pensare ciò che vuole ma bisogna capire che non è la realtà dei fatti.”

Bellator sigla un contratto per i diritti televisivi con DAZN

Gandi news in arrivo dal fronte diritti TV.
Mentre il futuro delle trasmissioni UFC in Italia è ancora avvolto da una coltre nebbia, Bellator ed i suoi proprietari Viacom annunceranno a breve un accordo di distribuzione pluriennale con il servizio di streaming digitale DAZN (si pronuncia “Dezon”, per chi non lo conoscesse) – di proprietà del Gruppo Perform – per un costo totale di circa 100 milioni di dollari.

L’accordo globale a nove cifre prevederà la trasmissione di 22 combattimenti Bellator l’anno, in streaming dal vivo e on-demand. Gli eventi saranno disponibili in tutti i paesi in cui è disponibile DAZN, che sono Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Canada e, da questa estate, Stati Uniti e Italia.

L’accordo inizierà con la trasmissione di un evento epico, sabato 29 settembre al SAP Center di San Jose. La card comprenderà l’attesissima lotta per il titolo dei pesi medi fra Gegard Mousasi (44-6-2) e Rory MacDonald (20-4), il quale salirà una classe di peso per ambire al titolo di campione e 185 libbre. Nella stessa card anche il quarto capitolo della leggendaria rivalità tra Quinton “Rampage” Jackson (37-13) e Wanderlei Silva (35-13).

Insomma in attesa di scoprire il futuro televisivo della UFC, almeno avremo la certezza di poterci gustare qualche bell’evento di Bellator.