Monthly Archives: Gennaio 2019

Roach: “L’ultimo di GSP contro l’irlandese dalla bocca larga”

Lo striking coach di GSP, Freddie Roach, è intervenuto al Below the Belt di Brendan Schaub, parlando della situazione attuale di GSP e dei possibili scenari futuri per l’ex campione dei welter e medi, su chi potrebbe essere il suo prossimo avversario:

“Ne penso uno di più. Solo uno “, ha detto Roach al podcast di Below the Belt. “Il ragazzo irlandese. Ha una grande bocca. Riusciremo a fare il peso. Georges sta facendo una nuova dieta; sta andando molto bene. Volevamo dimostrare che potevamo salire nella divisione di peso superiore, e l’abbiamo fatto. Poi Dana si è arrabbiato per aver lasciato quel titolo. Vogliamo arrivare al peso inferiore ed essere tre volte campione del mondo, conquistare tre divisioni di peso. “

Owen Roddy conferma: McGregor probabilmente affronterà Cerrone

Che McGregor voglia affrontare Cerrone non è di certo un mistero e dopo che il Cowboy ha raccolto la sfida, il match sembra prossimo all’organizzazione.
Lo storico coach di Conor, Owen Roddy ha così parlato del possibile incontro fra i due(via scrapdigest):

“Il match contro Cerrone sarebbe un gran match. È la lotta preferita dai fan. Cerrone quando entra in gabbia sembra dondolare e Conor vorrà sicuramente farlo fuori. Le interviste pre match non penso saranno dure ma divertenti. Entrambi i ragazzi andranno avanti e indietro e questo sarà entusiasmante per i fan. Penso che sarebbe una lotta molto eccitante.
Holloway ha provato a provocare Conor. Ho visto i post di lui l’altro giorno nella Jameson [Distillery](dove sbeffeggiava il whisky di Conor) ma non lo so. Penso sia più avanti il match con Cerrone perché McGregor e Cerrone si sono entrambi provocati direttamente. Conor ha detto che l’avrebbe fatto e poi Cerrone anche ha detto che l’avrebbe fatto.
Non posso confermarlo al 100 per 100 ovviamente, ma penso che i fan lo adorerebbero. È una grande lotta che la gente vuole vedere.”

Till vs Masvidal a Londra: primo staredown

I contender dei pesi welter Darren Till e Jorge Masvidal si stanno dedicando al lavoro di promozione del match ceh li vedrà di fronte nel main event di UFC London il prossimo 16 marzo. Mercoledì pomeriggio i due sono saliti sul palco a Londra per una breve conferenza stampa, che è culminata, come da tradizione, con un face-off. Qui in basso il video del momento del confronto:

Darren Till arriverà al main event di UFC London dopo essere stato assente dalle scene dallo scorso settembre, quando è stato battuto dal campione dei pesi welter UFC Tyron Woodley nella sua prima title-shot da quando è in UFC. Prima di questo match Till non era mai stato sconfitto. I suoi trionfi più prestigiosi sono stati senza dubbio le vittorie su Donald “Cowboy” Cerrone e Stephen “Wonderboy” Thompson. Adesso il suo record parla di un 17-1-1.

Per Jorge Masvidal, UFC London segnerà la fine di una lunga assenza dall’Ottagono. “Gamebred” non ha combattuto dal novembre del 2017, quando ha perso per decisione proprio con “Wonderboy” Thompson. Questa sconfitta è stata preceduta da un’altra battuta d’arresto con Demian Maia e una vittoria ottenuta su Cerrone. Dall’ultimo match, Masvidal è stato assente per tutto il 2018 avendo partecipato ad un reality in lingua spagnola. Il suo record è di 32-13 complessivo.

Dana White sorpreso dalla punizione di Khabib

In seguito alla sentenza della NAC per la rissa post-fight tra l’entourage di Khabib Nurmagomedov e Conor McGregor, anche il presidente Dana White si è detto sorpreso dalla sentenza inflitta al campione dei pesi leggeri UFC:

“Sono stato ovviamente sorpreso sulla sentenza di Khabib”, ha detto White. “Potrebbe diventare mezzo milione di dollari e sei mesi di sospensione. È stato un po’ pesante secondo me. È quello che è.”

Il daghestano infatti ha ricevuto una sospensione di nove mesi che potrebbero essere commutati a sei.

“È una fight. In fin dei conti, è una lotta “, ha detto. “A volte incontri persone che non si amano e non corre buon sangue tra di loro. Questo incontro ne è stato l’esempio perfetto. Questo è quello che facciamo è il business della lotta. Qui si parla di combattenti che dicono cose cattive l’uno all’altro. Se pensiamo a quando Ali ha combattuto Frazier, e guardiamo il periodo in cui è successo, le cose che disse su Frazier e a Frazier furono orribili. In questi casi ci si offende con parole che non riserveremmo a nessun altro “

Khabib è furioso: “Non combatto più a Las Vegas”

Proprio delle ultime ore è la notizia che il campione dei leggeri UFC Khabib Nurmagomedov non potrà tornare in azione fino al prossimo aprile (al più presto). Tuttavia, al suo rientro, non sembra proprio che accetterà incontri che si terranno nello stato del Nevada, che lo ha punito dopo il suo ultimo incontro a UFC 229 proprio a Las Vegas.

Infatti il manager di Nurmagomedov Ali Abdelaziz fa sapere, tramite Ariel Helwani di ESPN, che il suo imbattuto assistito sta pensando di tornare il prossimo novembre al Madison Square Garden.

Appena riportato da @SportsCenter: Khabib Nurmagomedov ha finito di combattere nel Nevada dopo la sospensione di un anno comminata ai suoi compagni di squadra oggi, secondo il suo manager Ali Abdelaziz. Inoltre non combatterà fino a quando le loro sospensioni non saranno terminate e adesso prenderà in considerazione un rientro all’azione al MSG a novembre.” Ariel Helwani su Twitter

Tutto ciò dopo che la Nevada Athletic Commission ha comminato a suo cugino Abubakar ed al suo compagno di squadra, Zubaira Tukhugov, 25000 $ di multa e una squalifica di un anno. Con Khabib Nurmagomedov ufficialmente fermo per un certo periodo di tempo, con ogni probabilità durante l’anno ci dovrebbe essere un match per il titolo ad interim delle 155 libbre.

I contender più probabili per questo match sarebbero senz’altro Tony Ferguson e Dustin Poirier. I due hanno già fatto un breve giro i dichiarazioni su un match ed è quello che dovrebbe accadere. Per Ferguson sarebbe il secondo assalto in carriera ad un titolo ad interim, dato che ne aveva già detenuto uno dopo UFC 216, in cui ha battuto Kevin Lee per sottomissione al terzo round (triangle choke).

McGregor manifesta soddisfazione per la sentenza riguardante la sua squalifica

Arrivano ulteriori notizie riguardanti le squalifiche di Khabib Nurmagomedov e Conor Mcgregor.
A quanto pare Khabib Nurmagomedov non combatterà mai più a Las Vegas e non metterà piede nell’ottagono fin quando Zubaira Tukhugov (e Abubakar Nurmagomedov) non avrà finito di scontare la squalifica cosa che dovrebbe avvenire il prossimo 6 ottobre.
Audie Attar, manager di Conor McGregor invece ha dichiarato (via UFCLiveItalia):

“Siamo contenti per il lavoro svolto dalla Commissione e per questa decisione che permette ai fan di rivedere nuovamente il loro fighter preferito nell’ottagono”.

Di oggi invece il post del campione irlandese, molto grado per la sentenza emessa:

“Sono contento per le valutazioni della Commissione atletica del Nevada e per la gestione dell’incidente accaduto nel post match.
Non era mia intenzione colpire nel finale un parente del mio avversario. È giusto come è andata a finire.
Non vedo l’ora di combattere di nuovo.
Grazie a tutti.”

Matt Brown critico sulla gestione di Jon Jones

Il veterano Matt Brown è stato da sempre uno dei maggiori critici nella crociata contro l’uso di steroidi nelle MMA. Ovviamente la controversa situazione di Jon Jones, con luci e ombre sui test antidoping prima e dopo UFC 232, non è stata digerita molto bene dal fighter.

In una recente intervista a MMA Junkie ha dichiarato il suo disgusto per la gestione del caso Jones da parte della UFC:

“È terribile, amico. Se vogliono lasciarglielo fare, allora lasciamolo fare. Facciamoci tutti di steroidi, va bene così. Allora lo faremo tutti. Altrimenti, bandisci il figlio di puttana dalla promotion. O puoi farlo, oppure non puoi. Perché siamo in questa via di mezzo? Penso che sia davvero”.

“Amo la UFC da morire”, ha detto Brown. “Ho così tanto rispetto per ognuno di quei ragazzi. Penso solo che sia stata una decisione sbagliata. … Penso che sia stata una pessima decisione. Penso che sia solo una mancanza di integrità. E voglio solo vedere lo sport crescere con integrità. Dovrebbe riguardare le arti marziali e dovrebbe riguardare la migliore competizione contro il migliore. Cose come questa (la situazione di Jones), fanno solo venir meno l’amore per tutto questo. Mi rende davvero triste.”

“Voglio vedere il nostro sport crescere con integrità e organicamente. Ma adesso si guarda più al guadagno. Chi sono io per dire che si deve fare in modo diverso? “

Khabib e McGregor si accordano con la NSAC ed evitano l’udienza

Proprio in data odierna, 29 gennaio, la Commissione atletica del Nevada (NSAC) terrà un’udienza per valutare le posizioni di Conor McGregor e dei campioni UFC Khabib Nurmagomedov e Jon Jones. Tuttavia, come riporta la stampa americana, McGregor e Nurmagomedov non parteciperanno a questa udienza avendo raggiunto accordi transattivi (separati) con la NSAC per quanto concerne il caso della rissa post-fight di UFC 229 lo scorso 6 ottobre.

L’azione disciplinare è stata posticipata per i due diverse volte prima d’ora. Nel report si legge anche che i compagni di squadra di Khabib coinvolti nell’incidente, il peso piuma UFC Zubaira Tukhugov e il cugino di Khabib, il welter del PFL Abubakar Nurmagomedov, hanno raggiunto anche loro accordi con la NSAC. Le previsioni parlano di accettazione integrale di questi agreement da parte della Comissione, con conseguente chiusura del caso.

La notizia peraltro arriva lo stesso giorno in cui sono state rivelate le cifre ufficiali circa l’impatto economico su Las Vegas di UFC 229, valutato in più di 86 milioni di dollari. Dopo che a Khabib era stato negato per sospensione l’intero ammontare della sua borsa, pari a 2 milioni di dollari, il daghestano ne ha ricevuti la metà.

Per quanto riguarda Jones, le previsioni parlano di una probabile concessione della licenza da parte della Commissione del Nevada. L’ultimo incontro di ‘Bones’ risale UFC 232, programmato a Las Vegas ma che poi era stato spostato a Los Angeles a causa della mancata concessione della licenza al fighter da parte del NSAC, proprio a causa della sua non chiara posizione nei confronti della USADA. Per Jones la concessione della licenza è fondamentale, dato che il suo prossimo incontro sarà proprio nella città del Nevada per UFC 235, il prossimo 3 marzo, con Anthony Smith.

Non abbiamo affrettato le conclusioni ed è per questo che non abbiamo approvato questo incontro qui [a Las Vegas]“, aveva dichiarato il direttore esecutivo del NSAC Bob Bennett motivando la mancata concessione della licenza a Jon Jones prima di UFC 232. “Volevamo prendere tempo e fare accertamenti. Ovviamente questo ha comportato per noi una perdita economica in termini di flusso di denaro per lo stato, motivato però dal fatto di fare la scelta giusta nella determinazione corretta di tutte le fattispecie del caso“.

Cormier spiega perché è lui il miglior P4P in questo momento

La classifica UFC P4P negli ultimi tempi ha subito diversi cambiamenti ed il rientro di Jon Jones, con vittoria, lo ha proiettato direttamente alla posizione numero 2 di questa speciale classifica.
Numero 1? Chi se non Daniel Cormier, ex campione in due divisioni di peso differenti.
Cormier spiega come mai pensa di meritare la prima posizione in classifica (via MMAIndia):

“Tutto nella mia carriera era così legato a lui [Jones] ma, vincendo il titolo dei pesi massimi, ho fatto qualcosa di completamente separato da lui, soprattutto perché ero imbattuto in quella classe di pes. Salire in una classe di peso che è sempre stata pensata per essere la mia classe di peso, vincere il titolo UFC lì, mi ha aiutato tanto.
Penso che Jones possa davvero recuperare tutto ciò che ha perso (con il doping), sarebbe bello per lui e per me combattere ancora contro. Personalmente ho cementato la mia carriera al di fuori di lui. Lui anche ha fatto cose anche al di fuori di me, ma per lui sarebbe bello combattere ancora contro di me. “

Nurmagomedov chiude le porte ad un match contro Diaz o contro McGregor

Khabib Nurmagomedov sembra non avere rivali nella sua categoria di peso e, Ferguson a parte, la lista dei ‘meritevoli’ secondo il fighter del Daghestan sono sempre meno.
Nei giorni scorsi sia Nate Diaz che Conor McGregor avevano espresso interesse per combattere o ricombattere, nel caso di Conor, il campione russo ma, a quanto pare, Khabib chiude categoricamente a queste due possibilità(via scrapdigest.com):

“Nate cerca di catalizzare l’attenzione dei media provando a fare trash talking con me. Sappiamo tutti chi è lui. Quante volte ha perso? Tipo, 12 o 11? Tutti i migliori fighter lo hanno battuto. Rory MacDonald, Benson Henderson, Dos Anjos, Conor. Tutti lo hanno battuto. Dimenticatevi di lui perché non lo affronterò.
Riguardo Conor, in questo momento, se voi ragazzi me lo chiedete, naturalmente non merita una rivincita per il titolo perché ha perso, ha tappato. Non è stato un match equilibrato. Ho dominato ovunque, in ogni aspetto, e l’ho battuto. Come ho detto, l’ho schiacciato. Perché dovrebbe meritare una rivincita?”

Cerrone annuncia le trattative per il prossimo match: è McGregor?

Donald Cerrone è reduce, da meno di due settimane, dalla grande vittoria prima del limite ottenuta su Alexander Hernandez, vittoria che lo ha riportato sulla cresta dell’onda. Nonostante il breve periodo trascorso, il Cowboy già rivela su Instagram che il suo prossimo match è in lavorazione.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

What would you like to Know? Ask anything? ( only not about my next fight because that’s in the works and I can’t give you a answer)

Un post condiviso da Donald Cerrone (@cowboycerrone) in data:

Che cosa vorreste sapere? Chiedetemi qualsiasi cosa (soltanto non sul mio prossimo incontro perché è in lavorazione e non posso darvi una risposta)” – Donald Cerrone su Instagram.

Allo stato attuale delle cose non sappiamo con certezza chi potrebbe combattere con Donald Cerrone. Detto questo sappiamo che nei mesi scorsi (e anche nei giorni scorsi) l’atleta delle divisioni welterweight e leggeri ha più volte chiamato in causa, ricevendo risposta, l’ex campione UFC di piuma e leggeri Conor McGregor.
Riportiamo alcuni degli ultimi scambi su twitter, avvenuti dopo il match con Hernandez:

Per un incontro come questo, Donald, mi batterò con te. Congratulazioni

Da allora, Donald Cerrone ha continuato a mettere la pulce nell’orecchio a Conor McGregor per un potenziale match, proponendogli addirittura di bere Proper-Twelve con lui alla conferenza stampa pre-match.

Non ti preoccupare [Conor McGregor], berrò Proper-Whisky alla conferenza stampa con te. Al diavolo, porterò la Budweiser.”

Sembra una festa!“, ha replicato McGregor.

Non è chiaro se il match in lavorazione a cui si riferisca Cerrone sia proprio con McGregor, ma potrebbe essere una possibilità!

Botta e risposta Khabib-Askren su Twitter

Cominciano ad arrivare le prime scintille tra due dei migliori grappler nel roster UFC. Pochi giorni fa il campione dei pesi leggeri, Khabib Nurmagomedov, a Submission Radio aveva rilasciato le seguenti dichiarazioni sull’approdo di Askren in UFC:

“Non ha mai combattuto nella UFC. Prima di tutto deve combattere in UCFC. Deve mostrare il suo livello perché ho già visto qualcuno distruggerlo in ONE. Qualcuno in ONE FC lo ha distrutto.”
Chiaro riferimento al match contro Luis Santos, finito in no contest.

“Ha appena firmato con la UFC e ora prova a parlare. Ma ora tutti cercano di parlare e promuovere i loro interessi, ma deve prima gareggiare in UFC, così tutti vedremo qual è il suo livello “.

 

La risposta di Ben Askren non si è fatta attendere via Twitter:

“Ho appena sentito cosa ha detto @TeamKhabib, capirà il mio livello quando non riuscirà più a rialzarsi e lo avrò fatto diventare il mio fratellino. Lo combatterò per il titolo da 165 libbre in ottobre / novembre di quest’anno.”

Vedremo se davvero il match tra questi due specialisti avrà luogo.

Bellator 214 i risultati completi

Bellator 214 a Los Angels ha messo ancora una volta in discussione il futuro di Fedor, uscito malamente sconfitto dal confronto con Ryan Bader.
Ecco i risultati della main card dell’evento svoltosi questa notte.

MAIN CARD

Ryan Bader def. Fedor Emelianenko via first-round KO (0:35)

Jake Hager def. J.W. Kiser via sub (arm-triangle choke) (R1, 2:09)

Henry Corrales def. Aaron Pico via first-round KO (1:07)

Juan Archuleta def. Ricky Bandejas via UD (29-28 x3)

Adel Altamimi def. Brandon McMahan via sub (armbar) (R1, 1:16)

ESCLUSIVO – Intervista a Lorenzo Borgomeo

Nella giornata di ieri abbiamo sfruttato un’occasione unica: Lorenzo Borgomeo, head coach del Gloria Fight Center di Roma, è venuto ad Avellino, a pochi passi da casa nostra, a tenere un seminario presso una nota struttura del capoluogo irpino, la Freedom Fitness. Come noi, anche molti praticanti di arti marziali provenienti dalle altre province della Campania ed addirittura dalle regioni limitrofe non si sono lasciati sfuggire l’opportunità e infatti il seminario è stato un grande successo di pubblico. Circa due terzi del tempo totale sul tatami Lorenzo lo ha dedicato alle tecniche di striking, con focus in particolare sulle gomitate, per poi terminare la parte ‘attiva’ con il grappling, soffermandosi sulle tecniche di arm-triangle choke e dedicando l’ultima mezz’ora alle domande dei ragazzi.

Al termine del seminario Lorenzo, gentile e disponibilissimo come tutti i membri del Gloria che abbiamo incontrato, ci ha dedicato qualche minuto per rispondere alle nostre domande. Vi riportiamo una trascrizione dell’audio che abbiamo realizzato.

Lorenzo, come è stata la tua carriera da fighter e quando hai deciso di diventare coach?
La mia carriera da fighter è stata complessa. Ho iniziato con la Muay Thai, il K1, sono arrivato molto tardi nelle MMA, a 27 anni: erano altri tempi e questa disciplina era ai primordi. Sono molto soddisfatto della mia carriera perchè, nel bene e nel male, ha contribuito a rendermi un coach abbastanza esperto. Io non avrei mai voluto diventare coach, perchè per un ex fighter restare nell’ambiente senza poter combattere è estremamente doloroso. Tuttavia Alessio Di Chirico mi ha praticamente costretto “con la violenza” [ride, ndr] a proseguire, quindi il merito di questa scelta è stato suo.

Ci dai una definizione del ‘Borg Training System’?
Si tratta di un metodo di allenamento che ho messo a punto per le persone che non hanno la possibilità di allenarsi in palestra e che vogliono mantenersi in forma a casa, basato su alcune tecniche delle MMA e sui movimenti tipici degli sport da combattimento.

Ti è capitato, nella tua attività di coach, di trarre apprendimento dai numerosi viaggi che state compiendo con il team soprattutto negli ultimi tempi?
Assolutamente sì, apprendo molto da ogni match, sia dai miei atleti che dai loro avversari, cercando sempre di imparare dagli errori. Ho molti contatti anche all’estero, data la mia esperienza passata, quindi mi confronto spesso con i coach soprattutto americani con cui ci scambiamo di solito gli sparring partner come capitato già con Di Chirico da Rockhold, o ultimamente anche con Carlo [Pedersoli].

Due atleti in UFC, uno in ONE e altri in giro per il mondo. Cos’è che catalizza l’attenzione di queste grandi organizzazioni verso il Gloria come punto di riferimento in ambito nazionale?
Probabilmente perchè siamo stati il primo team italiano a crescere un atleta UFC. Basta mettere un piede dentro, dopo la prima volta è stato anche più facile inserire nel circuito Pedersoli e guadagnarci la credibilità per Cerilli.

Tanta sfortuna per Alessio Di Chirico, che doveva combattere a UFC London e ha subito un infortunio proprio alla fine dell’anno scorso. Come procede il recupero? Quando lo rivedremo?
Il recupero procede perfettamente, secondo le tempistiche stabilite. Spero che possa già combattere quest’anno, per i primi di giugno.

Carlo Pedersoli invece, notizia dell’ultimissima ora, combatterà a Praga (23 febbraio, ndr) con Dwight Grant, ancora con poco preavviso. Ci risulta essere un fighter con una buona mascella e non propriamente un grappler. Avete già in mente la strategia per il match?
Non è un grappler, è molto grosso e gli piace scambiare in piedi. Ha un anti-wrestling decente, ma nel grappling non è ai livelli di Carlo. Pertanto, potrebbe essere quella una chiave strategica per affrontare il match.

2018 anno straordinario per il Gloria, solo parzialmente intaccato dalle sconfitte-lampo di Pedersoli con Oliveira e Cerilli con Vera. Vedi delle similitudini nei due incontri, avete già avuto modo di analizzare cosa non è andato?
No, non vedo alcun punto di contatto. Pedersoli era in un momento personale non ottimale e non avrebbe dovuto prendere quel match, che però era una grande occasione e alla fine ci siamo messi in gioco. Su Cerilli c’è poco da analizzare, non ci sono stati errori particolari: nei pesi massimi chi tocca prima, manda giù l’avversario. Poteva andare in quel verso o in un altro, o finire ai punti. E’ andata così.

C’è qualche fighter in UFC, a parte i tuoi, che ti piacerebbe allenare?
Mi piacerebbe lavorare con Edson Barboza. Mi piace molto il suo stile, ci siamo anche allenati a Miami insieme.

Probabilmente non sai che uno dei tuoi ‘migliori’ atleti ha origini irpine, del nostro stesso paese [Ariano Irpino, ndr] e ha anche ricevuto le chiavi della città. Ci riferiamo a Tommaso Paradiso [Lorenzo scoppia a ridere]. C’è la speranza che un giorno uno dei vostri fighter UFC entri nell’Ottagono utilizzando una sua canzone?
Dovremmo chiedere a lui di farne una. Pagheremo la SIAE e se ci dovesse scrivere una canzone la utilizzeremo!

Come ultima domanda abbiamo chiesto a Lorenzo di raccontarci una “storia di MMA” da riportare venerdì prossimo. ‘Borg’ non si è sottratto e ci ha dato il suo contributo, appuntamento al 1° febbraio sera con ‘Storie di MMA’!

Nurmagomedov torna a parlare del match vinto contro McGregor

Khabib Nurmagomedov, a mesi di distanza, torna a parlare del match vinto contro Conor McGregor (via UFCLiveItalia):

“Volevo impartirgli una dura punizione. Volevo sfinirlo ed è stato bello quando ha tappato.
Lui stesso praticamente mi ha chiesto di finalizzarlo ed è stato ancora meglio che mandarlo KO durante il secondo round, perché qualcuno dopo avrebbe potuto parlare di un “colpo fortunato”, ma ora, dopo che l’ho demolito per quattro round e costretto a “tappare” non c’è più nulla da dire sulla nostra sfida.
Non penso che McGregor voglia affrontarmi nuovamente dopo aver provato la mia forza mentale, il mio controllo, il mio striking ed dopo aver anche “tappato”.
All’inizio del primo round non era andato male, ma poi ha iniziato ad essere stanco e quindi meno potente. Quando mi ha detto ‘it’s only business’ è come se mi avesse detto ‘per favore, calmati, non spazzarmi via’ e così facendo, ha dimostrato tutta la sua debolezza.”

Ancora l’ombra del doping su Jon Jones

Jon Jones, il campione dei pesi massimi leggeri UFC, è stato sottoposto a test antidoping dall’Agenzia anti-doping volontaria (VADA) in relazione al suo match ad UFC 232 combattuto contro Alexander Gustafsson. I risultati hanno mostrato tracce del metabolita Turinabol, metabolita già trovato in passato nel sistema di Jones dalla (CSAC).

Nei campioni di Jones sono stati trovati 33 picogrammi di 4-cloro-18-nor-17β-idrossimetile, 17α-metil-5α-androst-13-en-3α-ol (M3) (o DHMCT). Il test è stato raccolto dal giorno della pesata, il 28 dicembre.

L’ufficiale esecutivo della CSAC Andy Foster, ha però confermato che non intraprenderà azioni disciplinari contro Jones perché si tratta dello stesso metabolita a lungo termine per il quale Jones fu sospeso 15 mesi in virtù di una raccolta di campioni avvenuta a luglio 2017 UFC 214. Foster ha dichiarato che i successivi test anti-doping su Jones effettuati da VADA, partner USADA di UFC, sono usciti puliti.

Foster ha affermato che non vi è alcuna prova che Jones avesse ri-assunto una sostanza proibita e quindi non ha avuto nessun beneficio per sue prestazioni.

Grand Prix welter Bellator, MacDonald in gabbia ad aprile

Finalmente c’è la data per l’incontro valido per il Grand Prix Bellator Welterweight tra il campione in carica della categoria Rory MacDonald e l’ex campione del World Series of Fighting Jon Fitch. Secondo un report di MMA Fighting i due si incroceranno il prossimo 27 aprile a San Jose, California.

Dettaglio non trascurabile, in questo match c’è sul piatto a tutti gli effetti il titolo di MacDonald, il che significa che Fitch diventerebbe campione con una vittoria – oltre ad avanzare al turno successivo del torneo. Ognuno degli incontri successivi a Fitch vs MacDonald sarà quindi un match valido per la difesa del titolo, con l’eventuale vincitore del torneo che lascerà il campo di battaglia come re dei pesi welter Bellator.

Rory MacDonald ha combattuto l’ultima volta a settembre scorso, quando è stato piegato nettamente da Gegard Mousasi nell’assalto al titolo dei pesi medi. Prima ancora di quella dura sconfitta, MacDonald era in serie positiva da due match, i primi nella promotion di Scott Coker dopo il divorzio da UFC, vinti su Paul Daley per sottomissione al suo debutto e poi su Douglas Lima nel secondo incontro valido per la difesa della cintura dei welter. Ha un record complessivo di 20-5, avendo perso soltanto con Carlos Condit, Robbie Lawler (due volte), Stephen Thompson e appunto Mousasi.

Jon Fitch, d’altro canto, che in carriera vanta anche un assalto a Georges St-Pierre per il titolo dei pesi welter UFC, è 31-7-1 in carriera. Ha fatto il suo debutto in Bellator a maggio, battendo Paul Daley per decisione. Fitch arriva all’incontro con MacDonald forte di una serie di cinque vittorie di fila.

Yoel Romero potrebbe tornare ad aprile contro Paulo Costa

Secondo una notizia proveniente da Twitter, l’ex sfidante al titolo UFC dei pesi medi Yoel Romero (13-3 MMA) tornerà a combattere la prossima primavera in un evento a Miami, previsto per il 27 aprile.
La notizia arriva dal newshub brasiliano Combate:

Secondo questo report, Yoel Romero affronterà il contender Paulo Costa: si tratta del ritorno della UFC con un evento nella città della Florida dopo oltre sedici anni. Yoel Romero ha combattuto di recente a UFC 225 lo scorso giugno, dal match per il titolo perso per decisione con l’attuale campione dei medi Robert Whittaker.

“The Soldier of God” ha un ottimo record di 9-2 sotto l’egida UFC, essendosi fregiato nel corso del tempo di vittorie importanti su nomi come Derek Brunson, Tim Kennedy, Lyoto Machida, Ronaldo Souza, Chris Weidman e Luke Rockhold. Paulo Costa invece (12-0 MMA) vanta attualmente un record professionale perfetto. “The Eraser” è uno dei nomi nuovi in forte ascesa della divisione e l’ultima volta ha combattuto a UFC 226, battendo per TKO Uriah Hall.

Costa e Romero dovevano già incontrarsi a UFC 230, ma il match saltò a causa dei postumi dell’atleta cubano del match contro Whittaker, uno dei più entusiasmanti dello scorso anno.

Fabricio Werdum salva due adolescenti da annegamento certo

Fabricio Werdum si è distinto durante la sua carriera per le sue grandi vittorie(contro Fedor per dirne una) e, a giusta causa, è considerato come uno dei migliori pesi massimi di sempre.
Il fighter brasiliano, poche ore fa, ha dimostrato di essere non solo un campione dentro la gabbia ma anche nella vita, salvando due ragazzi da certo annegamento sulle spiagge della California.

Una coppia di adolescenti si è trovata in difficoltà nuotando nell’oceano non essendo in grado di tornare a riva spinti dalla corrente.
A quel punto i servizi di emergenza sono stati prontamente chiamati, compresi i vigili del fuoco. C’era solo un bagnino però in servizio e Werdum riconoscendo che era che era in grado in grado di aiutarlo a portare in salvo uno dei due adolescenti, si è precipitato in acqua per fornire assistenza rischiando seriamente la propria vita.

Intervistato su quanto accaduto Fabricio ha dichiarato:

“Abbiamo visto la macchina dei pompieri fermata davanti a noi. Ho detto a mia moglie che stavo andando ad aiutare il bagnino, ma lei non era convinta vedendo era pericoloso. Ma quando ho guardato che c’erano due piccole teste in mare che urlavano “aiuto” a circa 70 metri di distanza, mi sono tolto il cappotto e ho corso.
Ho preso il giubbotto di salvataggio arancione e sono andato verso di loro. Ho detto al bagnino di afferrare la ragazza, che stava urlando molto, e ho preso il ragazzo, che era già zoppicante. Sono riuscito a prenderlo e abbiamo nuotato verso la spiaggia. Poi, arrivati lì, un vecchio mi ha aiutato. Le onde erano grandi. La ragazza è affondata circa tre volte. “

Ecco il filmato di quanto accaduto ripreso dal cellulare della moglie di Werdum

Al Iaquinta vorrebbe affrontare McGregor

Intervenuto ai microfoni di MMA Fighting nel post UFC Brooklyn, Al Iaquinta ha parlato delle sfide che vorrebbe dopo la vittoria contro Kevin Lee.

Ovviamente i nomi di Khabib e Ferguson sono atati affiancati a quelli di Conor McGregor, sul quale Iaquinta ha avuto da ridire per l’atteggiamento remissivo mostrato a volte nella gabbia.

“Sto bene, ho fatto un po’ di fisioterapia e avevo qualche livido. Sono tornato in palestra e mi sono goduto un po’ le vacanze. Vorrei tornare ad aprile o maggio. Vorrei affrontare Tony Ferguson, Conor McGregor, Dustin Poirier. Tutti quelli sopra di me nel ranking. Vorrei anche un re-match contro Khabib con un training camp completo alle spalle. Credo che potrebbe essere una sfida molto diversa”

“Nonostante non mi piaccia molto Tony però credo si meriti una sfida con Khabib. Lo rispetto ed è giusto che abbia la sua chance. Non mi piace perchè è un tipo davvero strano. Io dopo la vittoria con Lee penso che meriterei di affrontare Conor. Questo è un match che si potrebbe fare perchè al momento lui non merita ancora un rematch contro Khabib. Se vogliamo essere onesti quella sera non ha fatto nulla che facesse intravedere le chance per un re-match. Quindi credo che potremmo affrontarci e poi il vincitore potrà avere il suo re-match”

“Non si tratta nemmeno di una money fight. Mi piacerebbe combatterlo perchè tutti sanno chi è e vorrei poter dire in futuro di aver combattuto e vinto contro di lui. Ho affrontato un sacco di ragazzi tosti in questa divisione, molto più tosti di lui. Lui ha il nome che è grande, ha grandi abilità, bravo nella psicologia prima del match, è pericoloso, ma non ha resistenza e quando va in difficoltà lo puoi vedere chiaramente che cambia atteggiamento. Contro di me Kevin Lee non sembrava lui, Khabib non sembrava Khabib, Masvidal lo stesso e la stessa cosa accadrà e Conor. Cambierà atteggiamento, diventerà remissivo e io non credo che lui entri nella gabbia e sia pronto a morire. Ha troppi soldi e troppa roba intorno e non rischia. Io so cosa posso fare contro un avversario del genere e andrebbe in maniera simile alla sfida con Kevin Lee”