Al Iaquinta ora vuole Ferguson

La divisione leggeri UFC è sempre stata uno dei più grandi serbatoi di talento dell’intera promotion. Allo stato attuale, con il campione indiscusso Khabib Nurmagomedov ai box dopo la sospensione comminata per i fatti del post-fight di UFC 229, stiamo vivendo una situazione di stallo, recentemente interrotta dall’annuncio di un match per il titolo ad interim tra Dustin Poirier e il campione dei pesi piuma, Max Holloway, per UFC 236. Ancora una volta, Tony Ferguson è fuori dai giochi.

‘Raging’ Al Iaquinta, dal canto suo, sperava di poter sfidare lui stesso Poirier ed è rimasto colto in castagna dal medesimo annuncio. Ecco quindi che può prendere forma il derby degli scontenti.

Deve essere Ferguson, questo è l’incontro da fare“, ha dichiarato Iaquinta a Submission Radio. “Non c’è nessun altro. Dubito che accetterà il match però. Non ho idea di quali siano i suoi accordi“.

Così è come la penso. Da quanto ho sentito su Dustin, Max ha iniziato ad inviare messaggi di testo ai membri del matchmaking e mi ha detto ‘che stiamo facendo?’ Ho bisogno di un piano, sai, quando vuoi che combatta, dove, un po’ come il piano delle prossime due settimane o mesi della mia vita. Perché se verrai da me dopo quattro settimane e mi chiederai di combattere, non è così che si fa. Vanno avanti con card titolate, creano match che assegnano titoli ad interim. Ma in questo modo qualsiasi campione ad interim non è un campione ad interim, se combattono fregandosene delle classi di peso“.

Sai, se sei diventato campione, il campione a 135 potrà essere un campione ad interim a 145, il campione 145 sarà un campione ad interim a 155“, ha continuato Iaquinta. “Quindi, tutti hanno una vera cintura, e una cintura ad interim che valore ha? Non lo so. Penso che abbiano bisogno di aiuto per tornare ai vecchi sistemi. Ovviamente devi continuare a progredire, ma la cosa sta andando fuori controllo. Ora le cinture non significano più nulla. La vecchia cintura UFC significava ancora qualcosa“.

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