Monthly Archives: Aprile 2019

Lobov vs Malignaggi ufficiale il 22 giugno

Lobov e Malignaggi combatteranno in un evento della Bare Knuckle FC il 22 giugno nel New Hampshire. Il presidente della promotion David Feldman ha confermato giovedì via MMA Fighting. Feldman ha detto che una sede o una città esatta non è stata ancora impostata, ma Manchester è in corsa. Malignaggi ha menzionato per la prima volta la location in un’intervista giovedì su LV Sports Network.
Ricordiamo che Malignaggi, ex campione di boxe in due categorie diverse di peso, fu sparring partner di McGregor nei giorni precedenti il match fra il fighter irlandese e Floyd Mayweather.
Proprio in quell’occasione si creò molto astio fra i due visto che McGregor pubblicò un video in cui metteva KO Malignaggi il quale astio è stato poi portato avanti anche da Artem Lobov, fido amico di Conor.
Non un match fra due fighter di primissimo livello ma l’incontro fra Malignaggi e Lobov è comunque destinato a fare la storia del Bare Knuckle visto tutto quello che c’è dietro.

UFC San Pietroburgo: peso OK per Amedovski, tutto pronto

Seconda tappa russa nella storia di UFC che, dopo UFC Fight Night: Hunt vs. Olejnik, andato in scena il 15 settembre 2018 nella capitale Mosca, fa tappa questa volta nella seconda metropoli del Paese, la splendida San Pietroburgo. E’ un evento che riguarda anche noi italiani perchè ci sarà il debutto, nel primo match assoluto della main card, di Alen Amedovski (8-0). Il fighter macedone, che ha combattuto in promotion come Bellator, Cage warriors e Magnum, da tempo è stato adottato dal nostro Paese, cui è molto legato e dove si allena quotidianamente (a Roma, nel team di Alessio Sakara).
Inoltre Amedovski è il primo atleta che arriva nella promotion più importante del mondo con un management ed un team completamente italiani. Stamattina c’è stato il weigh-in dell’evento, in cui non ci sono stati pesi mancati ed Amedovski ha fatto registrare 186 libbre, rientrando così nella sua categoria che sono i pesi medi:

L’avversario di Amedovski sarà Krzysztof Jotko (19-4 MMA, 6-4 UFC), polacco che è in UFC già da molto tempo ma che cerca riscatto dopo 3 sconfitte di fila. Si tratta di un severo banco di prova per Alen, che a trent’anni ha raggiunto la meritata affermazione professionale ma di certo non vorrà fermarsi qui.
Appuntamento per domani sera allora, a partire dalle 19 su DAZN. La card integrale qui in basso:

Main Card (DAZN)
Massimi Alistair Overeem vs. Alexey Oleinik
Leggeri Islam Makhachev vs. Arman Tsarukyan
Massimi Sergei Pavlovich vs. Marcelo Golm
Massimi Leggeri Ivan Shtyrkov vs. Devin Clark
Mosca femminili Roxanne Modafferi vs. Antonina Shevchenko
Medi Krzysztof Jotko vs. Alen Amedovski

Preliminary Card (UFC Fight Pass)
Gallo Movsar Evloev vs. Seung Woo Choi
Welter Sultan Aliev vs. Keita Nakamura
Leggeri Alexander Yakovlev vs. Alex da Silva Coelho
Massimi Marcin Tybura vs. Shamil Abdurakhimov
Massimi leggeri Gadzhimurad Antigulov vs. Michał Oleksiejczuk
Leggeri Magomed Mustafaev vs. Rafael Fiziev

Anderson Silva: “Adesanya deve essere più rispettoso”

La polemica di Adesanya con Jon Jones non è andata molto giù alla leggenda delle MMA, Anderson Silva, che ha avuto qualcosa da ridire in proposito.

In un’intervista di ieri ad MMA Fighting, il fighter brasiliano era scettico sul comportamento del giovane di origini nigeriane, attuale campione ad interim dei pesi medi:

“La mia opinione personale, Israel è giovane e Jon Jones ha fatto, sta facendo e farà la storia per molto tempo in questo sport. Penso che Adesanya debba rispettare Jon Jones. Ma per il business, è buono soprattutto per Dana [White]. “

Riguardo poi alle sue prospettive future:

“Penso che sia più importante per me fare qualcosa di speciale per i fan”, ha detto Silva. “Secondo me è il momento di pensare a fare qualcosa di speciale per i fan.”

“Non ho mai pensato che avrei dovuto combattere ancora per la cintura, perché quella è la parte della mia vita che è passata. Ora, continuo a combattere, forse una nuova opportunità di combattere per la cintura arriverà, non lo so. Ma no, non sto mettendo tutta la mia energia di cui ho bisogno per lottare di nuovo per il titolo.”

Whittaker: Adesanya contro di me avrà poche speranze

L’attuale campione del mondo dei pesi medi Robert Whittaker dovrà affrontare(in data ancora da definirsi) il neo campione ad interim Israel Adesanya reduce da una convincente vittoria ottenuta ai danni di Gastelum.
Whittaker tuttavia è apparso tutt’altro che impressionato dalle capacità del fighter nigeriano(via UFCLiveItalia):

“Come disse una volta un grande guerriero. Ditemi dove!
Riguardo al match Gastelum vs Adesany, entrambi i fighter hanno messo in mostra alcuni dei loro punti deboli. Gastelum avrebbe potuto approfittare di alcune situazione, ma non gli è stato possibile a causa del suo striking, della sua altezza e del suo allungo. Kelvin entrava spesso col sinistro, io entrerei col destro. Adesanya farebbe bene ad essere preoccupato, visto che sono più forte di Gastelum, più veloce e con uno striking migliore. Israel subisce parecchi colpi e io ho mani pesanti. Se riuscirà a sopravvivere ai miei colpi come fatto con Gastelum, allora complimenti a lui.”

Adesanya replica a Costa: “Sei solo un provocatore”

Poco dopo aver conquistato il titolo ad interim dei pesi medi UFC battendo Kelvin Gastelum nel co-main event di UFC 236, Israel Adesanya è stato oggetto di attacchi via social da uno dei suoi principali rivali, l’imbattuto Paulo Costa.

Parlando a The MMA Hour lunedì scorso, Israel Adesanya ha reagito al commento del brasiliano. Pensa che Costa sia solo geloso e ha assicurato che sistemeranno i conti nella gabbia se il brasiliano riuscirà a risalire la china fino a lui.

Resisti, finto campione? Ha una cintura? Vuole anche lui essere il ‘falso’ campione “, ha detto Adesanya. “Anzitutto, ma lui non è stato beccato recentemente per qualcosa nel suo stomaco o cose del genere? Voglio solo prenderlo io prima che lo faccia la USADA. E alla fine se dovesse scalare i ranking sui ranghi come lui pensa, alla fine ci vedremo per scoprirlo. Gastelum è un tipo tosto. Lui [Costa] si è fatto beccare dopo il match con di Uriah [Hall]… Un tipo come quello è solo un provocatore. È solo provocatore perché sono io che mi prendo i risultati. Stanno cercando di sminuirmi ma io non glielo permetto“.

Ali Abdelaziz: “A McGregor è stato offerto un match con Justin Gaethje”

Nella divisione al limite delle 155 libbre della UFC è praticamente impossibile, nella top 10, mettere insieme un match che non sia di grande livello. La divisione Leggeri ospita molti tra gli interpreti più divertenti di questo sport. Forse il più divertente di tutti, indipendentemente dalla divisione, è Justin Gaethje, al secolo ‘The Highlight’.

Con solo cinque incontri nella UFC, l’ex campione della World Series of Fighting è sul 3-2 ma si è guadagnato il rispetto degli addetti ai lavori e l’amore dei fan di questo sport a suon di bonus prestazionali per ciascuna di quelle uscite. I suoi primi tre match sono stati inoltre tutti in lizza per la “Fight of the year”.

Anche se le sue ultime due uscite non sono state le tipiche battaglie di Gaethje che siamo abituati a vedere, si è trattato comunque di due KO impressionanti: il nativo dell’Arizona si è guadagnato la vittoria al primo turno su James Vick e Edson Barboza. A questo punto perchè non mettergli contro Conor McGregor?
Secondo il manager di Gaethje, il potente Ali Abdelaziz, il match è stato effettivamente proposto a “The Notorious”, ex campione di pesi piuma e leggeri UFC:

Allora, McTapper. Ti viene offerto di combattere Justin Gaethje, hai intenzione di fare l’uomo e combattere, o il tuo spirito è ancora addolorato dalle frustate sul culo che hai preso? Justin ti trascinerà negli abissi“.

Lo scorso sabato sera, durante UFC 236, anche Gaethje avrebbe alluso a questa possibilità quando ha twittato “Fanculo ai tuoi soldi. Ci sei dentro o no McGregor“.

Conor McGregor è attualmente sospeso dalla Nevada State Athletic Commission per le sue azioni nel post-match di UFC 229. Da allora, l’irlandese è stato protagonista di diversi fatti di cronaca e si è pure ritirato, per poi cambiare idea. All’inizio del mese, il boss di UFC Dana White ha detto che ha intenzione di chiarire le cose con McGregor nelle prossime settimane.

Rockhold: Jon Jones non è al mio livello e lo dimostrerò

Luke Rockhold pochi mesi fa ha annunciato ufficialmente il suo passaggio nei pesi massimi-leggeri pronto per fare il suo esordio ad UFC 239 contro Jan Blachowicz.
L’ex campione dei pesi medi da un po’ ormai sosteneva di non essere più in grado di gareggiare ad 84 kg visto il taglio del peso troppo debilitante e ha garantito sin da subito che nella nuova categoria avrebbe dato spettacolo.
Inutile dire che l’obiettivo è il titolo e quindi Jon Jones. Ecco come si è espresso Rockhold sull’attuale campione dei pesi massimi-leggeri (via MMAHour):

“Non credo che ci sia un uomo al mondo che può competere con me nella gabbia. Non credo che Jon sia così lucido nel muovere i piedi. Penso che mascheri le sue lacune, penso che sia un fighter tattico. Penso di avere le capacità per batterlo lì, ho le capacità per batterlo a terra, e penso che il wrestling fra di noi sia praticamente annullato, non credo che abbia molto di più da offrire.”

Dustin Poirier è un fighter differente

Con la prova offerta sabato notte Dustin Poirier non ha soltanto conquistato il titolo ad interim dei pesi leggeri UFC, ma ha dato prova di essere un fighter che merita di essere chiamato campione.

La sfortuna di Poirier fino ad ora era stata quella di trovarsi in una categoria dal tasso tecnico decisamente elevato. Oscurato da un campione come Khabib, una superstar come Conor McGregor, un talento puro come Tony Ferguson, un atleta eccezionale come Kevin Lee, il nome di Dustin Poirier non era stato mai messo in mezzo nei discorsi su possibili lotte per il titolo. Tutto quello che ha ricevuto Poirier lo ha ottenuto con la costanza. Anche dopo una sconfitta pesante contro Michael Johnson, ‘The Diamond’ è rimasto sempre attivo. Ha affrontato 6 incontri negli ultimi due anni, ha battuto in successione: Jim Miller, Anthony Pettis, Justin Gaethje, Eddie Alvarez e chiuso il cerchio, battendo il campione dei pesi piuma Max Holloway. Ha collezionato 3 Fight of the night, una Performance of the night e il titolo ad interim. Non si è mai tirato indietro dagli incontri proposti, mai mostrato alcun cenno di arroganza o presunzione di meritare il titolo. Poirier si è conquistato la sua title shot con il lavoro e poche chiacchiere e per questo merita più di tutti di essere dov’è.

Holloway rappresentava una sfida diversa, un fighter che poteva metterlo in difficoltà e forse superarlo sul suo stesso terreno: striking, intensità e cardio. Dustin ha dovuto dar fondo al meglio del suo repertorio e a tutte le sue energie. Per ogni colpo dell’hawaiano il fighter di Lafayette aveva sempre una risposta. Alla fine ha raccolto l’applauso più che meritato di tutti gli addetti ai lavori. La cosa più dura per lui sarà dover aspettare e sperare di affrontare Khabib. Ultimamente la UFC è sempre meno meritocratica e non si sa che sorprese può riservare. Tony Ferguson aveva vinto 10 match di fila rima di fermarsi per i suoi problemi e Conor McGregor è sempre in agguato. Non è escluso che anche loro tornino a reclamare la loro title shot.

Lui dal canto suo ieri ha risposto così:

“Questa cintura è mia, l’ho pagata col mio sangue e me la sono sudata”. Il culmine di una carriera dove si è fatto strada con le unghie e con i denti per emergere e, anche se il titolo è un interim, Dustin Poirier ha dato prova di essere un campione vero.

McGregor e Khabib si congratulano con Holloway e Poirier

Arrivano le prime reazione dei fighter al main event tenutosi ieri notte fra Dustin Poirier e Max Holloway.
Le più ‘interessanti’ quelle di Khabib Nurmagomedov e di Conor McGregor:

Nurmagomedov:“Non sono d’accordo con i giudici 49:46, io avevo un pareggio, il mio rispetto per entrambi i combattenti e i risultati di Poirier ad oggi non possono essere negati, le mie congratulazioni Dustin, ci vediamo a settembre.”

McGregor:“Incredibile main event. Ecco come dovrebbe essere un incontro!
Max sei follemente duro!
Per favore riposa adesso, giovane Uce, sei un guerriero dalla testa ai piedi!
Un campione PER SEMPRE.
Congratulazioni Dustin per il tanto meritato titolo UFC.
Nate è il prossima per te, come programmato in precedenza.”

Paulo Costa avverte Adesanya: “Goditela finchè puoi”

Sabato sera, nel co-main event della emozionante card di UFC 236, l’imbattuto Israel Adesanya ha fatto suo il titolo ad interim dei pesi medi grazie ad una vittoria per decisione unanime su Kelvin Gastelum. Sulla scia di questa vittoria, il nigeriano è stato elogiato per la sua forza e anche per la capacità di resilienza nei momenti di maggior forza degli attaccchi di Gastelum durante il match. Tuttavia, c’è anche chi non è del tutto convinto riguardo il valore del nuovo campione dei medi.

Tra questi figura Paulo Costa, uno dei migliori contender della divisione. “Borrachinha” ha rilasciato i propri pensieri su Instagram, al tramonto della card di Atlanta, sparando a zero su a Israel Adesanya e mettendo in dubbio il suo status di campione.

Davvero è lui il campione ad interim (falso)? Hahah. Senza dubbio questa divisione di peso ha vissuto giornate migliori di questa merda. Goditela finchè puoi amico, spero davvero che ti possa prendere la cintura un giorno per incontrarmi. Nota: E io non sono Gastelum“. – Paulo Costa su Instagram.

Con la vittoria su Kelvin Gastelum, Israel Adesanya è ora 6-0 in UFC, avendo battuto Rob Wilkinson, Marvin Vettori, Brad Tavares, Derek Brunson, Anderson Silva e appunto Gastelum in poco più di un anno.

Paulo Costa, dal canto suo, è sul 4-0 dall’ingresso in UFC, per effetto delle vittorie su Garreth McLellan, Oluwale Bamgbose, Johny Hendricks e, più recentemente, Uriah Hall. Avrebbe dovuto combattere con Yoel Romero, ma l’incontro è andato in fumo a causa di problemi occorsi al fighter cubano.

UFC 236: le pagelle

Tante bollicine nella città della Coca-Cola: main e co-main event di questo pay-per-view ad Atlanta hanno regalato una gran quantità di emozioni. Cosa ci lascia in eredità questa card? Principalmente due campioni ad interim, che adesso dovranno iniziare a preparare la resa dei conti con i rispettivi campioni indiscussi (si prevedono fuoco e fiamme). Diamo allora i numeri:

Kelvin Gastelum 7: Si può perdere dando comunque un grandissimo spettacolo? Sì, si può. Non solo: se riesci a farlo puoi dire di aver vinto lo stesso. E’ il caso del messi-californiano, mai domo. Nel primo round riesce a tenere alta l’intensità, mettendo Adesanya in grosse difficoltà e sfiorando il colpaccio. Da lì al quinto è un declinare, progressivo, fino agli ultimi istanti in cui finisce tre volte knockdown e quasi non si regge più in piedi. Alla fine non soccombe pur uscendo sconfitto, ma forse ha mostrato a Whittaker la strada da seguire per difendere il titolo. Cuor di Leone

Israel Adesanya 8,5: E’ la notte della consacrazione per lo Stylebender. In estrema sintesi: riesce ad assorbire benissimo colpi anche molto pesanti; è difficilissimo portarlo a terra e quando ci si riesce non lo si può mantenere; lui che è uno striker, al quinto stava finalizzando due volte per submission; ha forza mentale da vendere, se è vero che dopo il primo round è andato sempre in crescendo. Apparentemente è imbattibile, ma… Whittaker (e secondo chi scrive anche Romero) potrebbero avere l’antidoto. Certo sarà uno spettacolo da non perdere. Robocop

Max Holloway 6,5: Si nota, senza nulla voler togliere alla prestazione di Poirier, un mismatch fisico notevole fra i due fighter. Holloway mette un volume di colpi maggiore, ma a fine match le immagini sul suo volto sono impietose: siamo sicuri che l’hawaiiano voglia continuare a cimentarsi nei Leggeri? Rimane da vedere come vorrà proseguire la sua carriera, anche perchè nei piuma sembrano non esserci avversari nell’immediato e per rientrare in categoria è costretto a tagliare molto peso. Amleto

Dustin Poirier 9: Il diamante di Lafayette, dopo la sconfitta con McGregor, si è dimostrato un vero treno: un no-contest, una sola sconfitta e ben nove vittorie, di cui quest’ultima è senza’altro la più prestigiosa. E’ andato avanti piano, in silenzio, si è guadagnato il titolo ad interim a suon di prestazioni in una categoria ricchissima di talento. Adesso gli toccherà affrontare Khabib: non sarà facile, ma proprio lui ha dimostrato che non bisogna mai dire mai. Shine on you crazy Diamond

Le prime dichiarazioni di TJ Dillashaw dopo la squalifica

All’inizio di questo mese il mondo delle MMA è stato sconvolto dalla notizia della positività all’EPO emersa in un controllo USADA per l’allora campione dei pesi gallo UFC TJ Dillashaw. Di conseguenza, il re al limite delle 135 libbre è stato squalificato per due anni dall’Agenzia anti-doping degli Stati Uniti.

Nonostante le dichiarazioni rilasciate dai suoi compagni di squadra e coach vari, Dillashaw non si era ancora espresso sulla questione, preferendo restare in silenzio. Silenzio da cui è uscito proprio nella giornata di ieri, in cui ha pubblicato un video su Instagram:

 

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Un post condiviso da tjdillashaw (@tjdillashaw) in data:

Ho fatto un casino e sto avendo difficoltà a cercare di perdonarmi per questo – il che dovrebbe comportarmi difficoltà nel farlo. Dovrei avere difficoltà a perdonare me stesso.
Comprendo le critiche e i giudizi che stanno arrivando. Ma quello che mi fa davvero male è la cattiva luce in cui ho messo i miei allenatori, la mia famiglia, i miei compagni di squadra. Non hanno avuto alcun coinvolgimento in questo. Mi sento male per loro.

Ho un figlio di 15 mesi, per il quale voglio essere un modello. Sono sicuro che ci sono molti altri bambini là fuori. È dura. Ma devo essere all’altezza di ciò che ho fatto. Ho accettato tutte le colpe. Non ho provato a negare questa cosa. Starò fermo per i prossimi due anni.

A partire dal 18 gennaio 2021, potrò tornare. Sono sulla strada per il ritorno – ieri ho avuto un intervento alla spalla destra. Dopo due mesi, mi opererò la sinistra. Mi ero lacerato le cuffie dei rotatori negli ultimi due anni e mezzo e con cui ho dovuto convivere. Sarebbe bello farli guarire e tornare a posto.

Ci sono state persone che mi dicevano che dovevo semplicemente sparire e lasciare che questa le acque si calmassero – lascia che questa cosa venga dimenticata. Non penso che sia questo il modo in cui vada gestita questa cosa. Ci metto la faccia prima di tutto. Sto mostrando a mio figlio che quando commetti un errore, lo affronti a viso aperto. Non scappi via. Fidatevi di me, mi piacerebbe scappare e nascondermi in una grotta per i prossimi due anni e continuare a farmi crescere la barba.

Mi sta pesando e, come ho detto, va come deve andare. Questo è ciò che sono. Sono un fighter e combatterò in questo modo. Mi piacerebbe scusarmi con i miei fan, chiunque abbia deluso: la mia famiglia, i miei allenatori, i miei compagni di squadra. Non posso scusarmi abbastanza per le cose con cui hanno a che fare per colpa mia.

Questa non sarà la mia fine. Tornerò. Vi sto facendo una promessa ora che tornerò più forte. Dimostrerò che il duro lavoro che ho svolto mi ha portato dove sono e non le cattive decisioni che ho preso. Questo è tutto quello che posso fare. Tutto quello che posso fare per riscattarmi è lavorare sodo. Diventare migliore. Voglio essere migliore e lo farò“.

Dana White: Cormier affronterà Miocic e McGregor tornerà a combattere fra non molto

Da giorni ormai le voci su un possibile match fra Daniel Cormier e Brock Lesnar si sono fatte sempre più insistenti ma, a mettere a tacere tali voci ci ha pensato Dana White, almeno per il momento(via UFCLiveItalia):

“Miocic vs Lesnar? Non ci sono trattative in corso. questo match potrebbe non concretizzarsi mai. Quando Brock Lesnar sarà pronto, sarà lui a chiamarmi.
Daniel Cormier ha ripreso ad allenarsi giusto un paio di settimane fa e probabilmente il suo prossimo avversario sarà Stipe Miocic”.

Dana infine a rilasciato anche un piccolo intervento su Conor McGregor:

“Conor combatterà ancora in UFC. Questa settimana ci siamo sentiti tutti i giorni e tra un paio di settimane ci vedremo a Miami per discutere insieme le prossime mosse”.

Storie di MMA: Israel Adesanya e l’effetto “conosco quel ragazzo”

A UFC 236 Israel Adesanya affronterà Kelvin Gastelum per il titolo ad interim dei pesi medi. L’ascesa di Adesanya in UFC è stata rapida ed è culminata con la vittoria su un mostro sacro, nonchè idolo del fighter di origini nigeriane, come Anderson Silva.

Tuttavia la sua carriera nelle MMA è esplosa relativamente tardi ed inizialmente nemmeno il suo attuale coach credeva che potesse effettuare una conversione nelle MMA dalla kickboxing. Come riportato in un’intervista dello scorso novembre a Bleach Report, l’attuale coach, Eugene Bareman, non era rimasto per niente impressionato la prima volta che vide Adesanya. Tutto risale però al primo incontro di Adesanya nella kick.

Come racconta lo stesso fighter, il suo esordio è stato abbastanza insolito, contro un avversario molto più grosso di lui:

“Il mio primo incontro è stato snervante”, ha ammesso. “Ho avuto paura, non appena sono arrivato sul ring, ho visto perché il ragazzo non era venuto al weigh-in. Hai presente David Tua? Faceva lo stesso effetto, ed era quasi altrettanto grande. Sarebbe dovuto essere di 80 chilogrammi, ma era di circa 90 chilogrammi. Il mio allenatore ha comunque accettato l’incontro senza chiedermi niente perché sapeva che mi sarei preoccupato “.

“In quell’incontro poi sono stato freddo e estremamente pulito. Non si leggeva la paura dal mio volto. L’ho colpito con un calcio dopo dieci secondi e da lì è partito tutto”.

Qualche tempo dopo, alle porte di uno dei suoi primi combattimenti dilettanti su MMA, uno dei cornisti di Adesanya chiese ad un amico di aiutarlo. Allenatore esperto e abile artista marziale, Eugene Bareman era un allenatore serio, e Adesanya era troppo grezzo per gli standard di Bareman.

“Sembrava proprio un ragazzo normale, nulla di speciale. Aveva visto il jiu-jitsu brasiliano su YouTube una settimana prima, forse aveva fatto un po’ di judo, quindi ho detto, ‘OK, non è quello che mi aspettavo.’ “

Qualche tempo dopo Adesanya si presentò, senza preavviso e senza invito, alla palestra di Bareman, la City Kickboxing ad Auckland. Adesanya voleva una possibilità. Bareman gli disse di andare a dare un’occhiata in altre palestre. Adesanya fece cosìper poi tornare da Bareman.

Bareman lo prese con se, ma rimase sorpreso soprattutto perchè sua moglie si ricordava di lui:

“Il primo sentore che che potesse essere speciale me lo diede mia moglie che venne in palestra e disse:” Conosco quel ragazzo “. Mia moglie non sa nulla sul combattimento, nessun interesse. Se lei va ad un incontro, non presta attenzione, eravamo al combattimento e lei era tra la folla mentre ero dietro le quinte, il suo combattimento era stato davvero spettacolare. Si muoveva tranquillo, sciolto, parlava al suo avversario e gli entrava nella testa. Ottenne un knockout devastante. Era una versione grezza di quello che è ora. “

Vasiliy Lomachenko: McGregor non è un buon pugile, se vuole possiamo sfidarci

Vasiliy Lomachenko è sicuramente uno dei poud for pound migliori che possa offrire ad oggi il mondo del pugilato.
Al due volte medaglia d’oro olimpica e campione del mondo in tre divisioni, è stato chiesto cosa ne pensasse di Conor McGregor.
Lomachenko si è soffermato sulle abilità da boxer di Conor ed ha affermato di non credere molto nell’ex campione UFC, almeno non come pugile professionista(via Blodyhelbow):

“No, non penso che sia un buon pugile. Potrebbe avere una buona carriera da dilettante, nel pugilato dilettantistico. Tre round, giri di tre minuti, un minuto di riposo, forse potrebbe essere bravo. Ma nella boxe professionistica no.
Posso batterlo facilmente su un ring a prescindere dal peso. Non avrei problemi ad affrontarlo mi piacerebbe come match. Farei un po’ di scuola a quel ragazzo. “

UFC 236: Media Day Face Off

Ci avviciniamo sempre di più a UFC 236 che si terrà alla State Farm Arena in Atlanta, Georgia. In palio ben due titoli ad interim per i pesi leggeri, con lo scontro tra Max Holloway e Dustin Porier, e dei pesi medi, dove si fronteggeranno Israel Adesanya e Kelvin Gastelum.

Due sfide davvero suggestive in una card interessantissima. Il campione dei pesi piuma all’esordio nei pesi leggeri in UFC, l’hawaiano Max Holloway pronto ad affrontare colui che gli ha inflitto la sua prima sconfitta in UFC: Dustin Poirier. Israel Adesanya, invece, reclama il posto al vertice nei pesi medi, ma si troverà ad affrontare un avversario davvero ostico come Kelvin Gastelum.

Khabib Nurmagomedov e Robert Whittaker in attesa di conoscere il loro futuro avversario.

Ryan Bader rinnova con Bellator

Come da previsioni, il campione bi-divisione di Bellator Ryan Bader (27-5) ha prolungato il suo accordo con la promotion, in via esclusiva e pluriennale, stando a quanto riportato da MMAFighting. Il campione dei pesi massimi leggeri e dei pesi massimi è ancora imbattuto sotto l’egida di Bellator: dopo anni di attesa per una title-shot in UFC, Bader ha conquistato il titolo dei pesi massimi leggeri al suo debutto nella promotion di Scott Coker, nel 2017, battendo Phil Davis a New York. Dopo un’altra vittoria su Linton Vassell a Bellator 186, il 35enne avrebbe fatto il salto nella classe di peso superiore, partecipando al Grand Prix dei pesi massimi. Da lì, il fighter avrebbe poi battuto “King Mo” Lawal a Bellator 199 e Matt Mitrione a Bellator 207.

Nella finale del torneo, Bader ha poi affrontato a Bellator 214, lo scorso gennaio, l’ex campione PRIDE Fedor Emelianenko. In soli 35 secondi Ryan Bader ha sconfitto “The Last Emperor” per così conquistare il titolo vacante della promotion. È diventato il primo campione bi-divisione attivo nella storia del Bellator (Joe Warren ha vinto entrambi i titoli di peso piuma e peso gallo ma in momenti diversi della carriera). Questo successo è arrivato dopo l’esperienza in UFC, chiusa con un record di 15-5 dal 2008 al 2016, dopo esservi entrato grazie alla vittoria nella Stagione 8 di The Ultimate Fighter.

Bader si è unit ad un gruppo di ex fighter UFC che hanno trovato il successo sotto l’egida di Bellator, tra cui figurano Gegard Mousasi, Rory MacDonald e Lyoto Machida. Se è vero che non si sa ancora la o l’avversario del suo prossimo incontro, sembrerebbe che Cheick Kongo sarà il prossimo sfidante al titolo dei pesi massimi, avendo battuto proprio a Bellator 216 lo scorso febbraio l’ex campione di categoria Vitaly Minakov e reduce da otto vittorie di fila.

Conor McGregor: Ho combattuto contro Khabib da infortunato

Conor McGregor dopo il ritiro e la quasi immediata retromarcia, torna a parlare via social del suo ultimo match perso contro Khabib Nurmagomedov ed apre ad una possibile rivincita.
Il campione irlandese risponde ad un post di un suo fan il quale faceva notare a Conor il suo scarso movimento di gambe proprio nel match perso contro Khabib.
Ecco la risposta di McGregor che parla anche di un infortunio nel quale è incorso a pochi giorni dal combattimento:

“Mi sono rotto il piede 3 settimane prima dell’incontro.
Sono comunque andato avanti, tuttavia, e ho anche portato buoni colpi durante la notte.
Sul suo fratello di sangue.
Sono contento di come è andato l’incontro e delle lezioni apprese.
Nel mio combattimento e, soprattutto, nella mia preparazione.
Il tempo rivelerà tutto.”

Garbrandt ridicolizza Dillashaw via social

La rivalità fra TJ Dillashaw e Cody Garbrandt è stata sicuramente una delle più accese negli ultimi anni in UFC.
Dillashaw prima strappò la cintura all’allora campione Garbrandt e poi la difese in una rivincita pochi mesi dopo il primo successo.
Dopo l’annuncio della positività e della successiva sospensione di TJ da parte della USADA, un tweet del suo storico rivale era preannunciato ed inevitabile:

“Testate tutti i suoi campioni. Scommetto che sono pieni di epo, TJ Dillashaw è un vigliacco. TJ chiamami quando sarà finita la sospensione! Sacchetto di schiuma.”

E poi ancora:

“Tutte le mie sconfitte sono venute da fighters che dopati. Posso essere sicuro quando dico che sarò sempre un atleta libero dalla droga, in primis perchè credo in me stesso e poi perchè rispetto troppo questo sport.”

Dillashaw squalificato per due anni dalla USADA

TJ Dillashaw è stato squalificato dalla USADA per due anni in seguito alla positività riscontrata all’EPO di alcuni suoi campioni. Il coach Sam Calavitta, addetto alla preparazione atletica dell’ormai ex campione dei pesi Gallo, ha rilasciato una dichiarazione su quanto accaduto (riportato da Brett Okamoto su Twitter).

È con il cuore pesante che io, Coach Cal, proprietario, fondatore e lavoratore di The Treigning Lab, ho assistito recentemente alla sconfitta di uno dei membri della nostra famiglia. Questa sconfitta non è dovuta alle abilità e alla capacità di combattimento di un avversario in carne ed ossa, bensì piuttosto dalle mani pericolose di un nemico molto più sinistro; il demone del dubbio di sé che perseguita ognuno di noi in un momento o un altro nella nostra vita“.

Come uomo di poche parole, preferendo la passione e la fiducia come scudo su cui impostare le mie azioni, mi metto in gioco in prima persona per nessun altro scopo se non quello di farmi sentire in mezzo a chi è colpito dall’ignoranza intenzionale. Questo è il momento appropriato per parlare. The Treigning Lab non condona in alcun modo o incoraggia la nostra famiglia di atleti di tutto il mondo, a partecipare alla spirale pericolosa verso il basso del miglioramento sintetico delle prestazioni. Fare ciò non è solo dannoso per l’individuo, ma anche per i fratelli, le sorelle e altri membri della famiglia che sono giudicati colpevoli per associazione.
Tuttavia, l’arena del dominio pubblico è pesantemente condizionata dalla paura di ciò che non si comprende. A tal fine, resta il fatto che The Treigning Lab, si è affermata tra gli atleti olimpici e di college dal 2001 e ha intrapreso un viaggio che cambia la vita attraverso lo sport di migliaia di atleti che hanno fabbricato quasi due decenni di eccellenza senza eguali. Usiamo l’analisi quantitativa, un’alimentazione corretta dal punto di vista metabolico, un’integrazione adeguata, una facilitazione per il recupero e un regime di allenamento di così alta intensità che pochi hanno i mezzi per immaginare ed ancor meno il coraggio di abbracciare. Nello stesso lasso di tempo i nostri atleti non hanno mai fallito un singolo test, ma risiedono nell’élite dei loro sport; in piedi in cima al podio per carattere e integrità. The Treigning Lab è stato costruito sull’integrità, sul duro lavoro e soprattutto sulla famiglia. Quindi alla luce degli eventi recenti, The Treigning Lab e le sue affiliate ringraziano l’USADA per aver sostenuto lo standard delle pratiche atletiche e aver offerto test per garantire la sicurezza e la correttezza degli sport competitivi. Detto questo, vorremmo ringraziare tutti coloro che si sono fatti avanti in questo periodo per mostrare sincera preoccupazione per tutti i nostri atleti, compreso TJ Dillashaw, un soldato caduto sul campo di battaglia delle aspettative del pubblico e della richiesta di perfezione. Anche se non è giusto, e imperdonabile, TJ Dillashaw ha ceduto all’incessante pressione sulla vittoria ad ogni costo allo scopo di placare i suoi datori di lavoro, soddisfare i suoi fan, e provvedere alla sua famiglia; un sentimento a cui tutti possiamo riferirci“.