Dustin Poirier è un fighter differente

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Con la prova offerta sabato notte Dustin Poirier non ha soltanto conquistato il titolo ad interim dei pesi leggeri UFC, ma ha dato prova di essere un fighter che merita di essere chiamato campione.

La sfortuna di Poirier fino ad ora era stata quella di trovarsi in una categoria dal tasso tecnico decisamente elevato. Oscurato da un campione come Khabib, una superstar come Conor McGregor, un talento puro come Tony Ferguson, un atleta eccezionale come Kevin Lee, il nome di Dustin Poirier non era stato mai messo in mezzo nei discorsi su possibili lotte per il titolo. Tutto quello che ha ricevuto Poirier lo ha ottenuto con la costanza. Anche dopo una sconfitta pesante contro Michael Johnson, ‘The Diamond’ è rimasto sempre attivo. Ha affrontato 6 incontri negli ultimi due anni, ha battuto in successione: Jim Miller, Anthony Pettis, Justin Gaethje, Eddie Alvarez e chiuso il cerchio, battendo il campione dei pesi piuma Max Holloway. Ha collezionato 3 Fight of the night, una Performance of the night e il titolo ad interim. Non si è mai tirato indietro dagli incontri proposti, mai mostrato alcun cenno di arroganza o presunzione di meritare il titolo. Poirier si è conquistato la sua title shot con il lavoro e poche chiacchiere e per questo merita più di tutti di essere dov’è.

Holloway rappresentava una sfida diversa, un fighter che poteva metterlo in difficoltà e forse superarlo sul suo stesso terreno: striking, intensità e cardio. Dustin ha dovuto dar fondo al meglio del suo repertorio e a tutte le sue energie. Per ogni colpo dell’hawaiano il fighter di Lafayette aveva sempre una risposta. Alla fine ha raccolto l’applauso più che meritato di tutti gli addetti ai lavori. La cosa più dura per lui sarà dover aspettare e sperare di affrontare Khabib. Ultimamente la UFC è sempre meno meritocratica e non si sa che sorprese può riservare. Tony Ferguson aveva vinto 10 match di fila rima di fermarsi per i suoi problemi e Conor McGregor è sempre in agguato. Non è escluso che anche loro tornino a reclamare la loro title shot.

Lui dal canto suo ieri ha risposto così:

“Questa cintura è mia, l’ho pagata col mio sangue e me la sono sudata”. Il culmine di una carriera dove si è fatto strada con le unghie e con i denti per emergere e, anche se il titolo è un interim, Dustin Poirier ha dato prova di essere un campione vero.

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