UFC 236: le pagelle

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Tante bollicine nella città della Coca-Cola: main e co-main event di questo pay-per-view ad Atlanta hanno regalato una gran quantità di emozioni. Cosa ci lascia in eredità questa card? Principalmente due campioni ad interim, che adesso dovranno iniziare a preparare la resa dei conti con i rispettivi campioni indiscussi (si prevedono fuoco e fiamme). Diamo allora i numeri:

Kelvin Gastelum 7: Si può perdere dando comunque un grandissimo spettacolo? Sì, si può. Non solo: se riesci a farlo puoi dire di aver vinto lo stesso. E’ il caso del messi-californiano, mai domo. Nel primo round riesce a tenere alta l’intensità, mettendo Adesanya in grosse difficoltà e sfiorando il colpaccio. Da lì al quinto è un declinare, progressivo, fino agli ultimi istanti in cui finisce tre volte knockdown e quasi non si regge più in piedi. Alla fine non soccombe pur uscendo sconfitto, ma forse ha mostrato a Whittaker la strada da seguire per difendere il titolo. Cuor di Leone

Israel Adesanya 8,5: E’ la notte della consacrazione per lo Stylebender. In estrema sintesi: riesce ad assorbire benissimo colpi anche molto pesanti; è difficilissimo portarlo a terra e quando ci si riesce non lo si può mantenere; lui che è uno striker, al quinto stava finalizzando due volte per submission; ha forza mentale da vendere, se è vero che dopo il primo round è andato sempre in crescendo. Apparentemente è imbattibile, ma… Whittaker (e secondo chi scrive anche Romero) potrebbero avere l’antidoto. Certo sarà uno spettacolo da non perdere. Robocop

Max Holloway 6,5: Si nota, senza nulla voler togliere alla prestazione di Poirier, un mismatch fisico notevole fra i due fighter. Holloway mette un volume di colpi maggiore, ma a fine match le immagini sul suo volto sono impietose: siamo sicuri che l’hawaiiano voglia continuare a cimentarsi nei Leggeri? Rimane da vedere come vorrà proseguire la sua carriera, anche perchè nei piuma sembrano non esserci avversari nell’immediato e per rientrare in categoria è costretto a tagliare molto peso. Amleto

Dustin Poirier 9: Il diamante di Lafayette, dopo la sconfitta con McGregor, si è dimostrato un vero treno: un no-contest, una sola sconfitta e ben nove vittorie, di cui quest’ultima è senza’altro la più prestigiosa. E’ andato avanti piano, in silenzio, si è guadagnato il titolo ad interim a suon di prestazioni in una categoria ricchissima di talento. Adesso gli toccherà affrontare Khabib: non sarà facile, ma proprio lui ha dimostrato che non bisogna mai dire mai. Shine on you crazy Diamond

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