Intervista a Mauro Cerilli: “Ho sempre sognato di combattere a Tokyo”

Riportiamo la traduzione di un’intervista del noto portale BJPENN.COM a Mauro Cerilli, nostro alfiere in ONE Championship che sarà impegnato a Tokyo il prossimo 13 ottobre. Potete trovare l’articolo in lingua originale QUI.

[ Il 2019 non è stato un grande anno per le MMA in Italia, dato che la maggior parte dei fighter italiani in forza alle maggiori promotion internazionali non sono state in grado di portare a casa molte vittorie. Su un totale di 22 incontri disputati, gli atleti italiani ne hanno vinti solo 6.

Uno di quelli che ce l’ha fatta è stato Mauro Cerilli (13-3; 1-1 ONE 1-1), ex detentore del titolo dei pesi massimi Cage Warriors e attuale contender dei pesi massimi in ONE Championship.

“The Hammer” adesso dovrà vedersela con il wrestler indiano-canadese Arjan Bhullar (9-1) il prossimo 13 ottobre nella seconda parte di ONE Championship: Century, a Tokyo.

Avrei dovuto dargli il benvenuto lo scorso agosto, ma un’infezione alla gamba mi ha costretto a rinunciare al match letteralmente poche ore prima dell’incontro”, ha detto Cerilli a BJPENN.com. “Ad ogni modo, sono completamente guarito e ora mi sono del tutto ripreso“.

Come si suol dire, però, non tutto il male viene per nuocere. In effetti, ciò che è accaduto ha aiutato Cerilli a realizzare un sogno.

Ho sempre sognato di combattere a Tokyo. Ho un sacco di rispetto per il popolo giapponese e la sua cultura. Sono molto onorato di poter combattere in un evento così importante. Il solo fatto di combattere è già una vittoria per me“.

Se questa è già una vittoria, però, certamente Mauro vorrà conseguirne un’altra in quella serata, e per farlo dovrà passare su Arjan Bhullar.

È molto fiducioso delle sua capacità di combattere. Certo che lo è! È un ex lottatore olimpico. Ha anche detto che mi ha studiato, che mi vuole portare fuori dalla mia comfort zone perché non sono abituato a combattere a terra. Bene, se lo pensa davvero, mi dispiace dire che non mi ha studiato così bene“.

Durante un’intervista con Tom Taylor di BJPENN.com, l’ex olimpionico aveva anche detto di pensare che la sua abilità di colpire sia migliore anche di quella di Cerilli.

Non mi piace fare questo tipo di discorsi prima di un match, di solito lascio che la gabbia parli per me. Sono un fighter a tutto tondo. Che altro posso dire? Vedremo cosa accadrà domenica“.

Nell’intervista di cui sopra, Bhullar ha anche affermato di essere sicuro che con una vittoria su un nome come Cerilli, ONE gli darà una title-shot.

Penso che il mio avversario dovrebbe parlare di meno e concentrarsi di più su di me”, ha detto Cerilli. “Sta già pensando al passaggio successivo, mi ha già battuto. Potrei fare lo stesso, ma sto aspettando che l’incontro di domenica finisca. Vediamo chi potrebbe chiedere la title-shot“.

Il nativo di Terracina è ora chiamato ad aggiustare le statistiche ed aumentare la percentuale di vittorie delle MMA italiane. Risultato che, secondo alcuni fan, è colpa delle palestre e degli allenatori italiani.

Ho sempre fatto i miei camp di preparazione qui in Italia. Li facevo da solo. Ora sono così fortunato ad allenarmi al Gloria Fight Center sotto un grande allenatore come Lorenzo Borgomeo. Inoltre ho la mia squadra, la Hammer Team, che mi aiuta ogni volta che ne ho bisogno. Non posso e non cercherò di cambiare idea. Questa è la loro opinione. Ho una famiglia, tre figli qui. Non pago il mio camp di addestramento con i soldi dei miei genitori. Ho altre priorità. La formazione in Italia funziona per me, ma rispetto le opinioni degli altri“.

Tra le notizie emerse ultimamente, ONE Championship ha annunciato la nomina del noto promoter italiano Carlo Di Blasi a presidente di ONE Championship Italia e ci sono state molte voci su un approdo della promotion asiatica in Italia.

Se le voci sono vere, sono sicuro che Carlo [Di Blasi] farà un ottimo lavoro espandendo il marchio ONE non solo in Italia, ma in tutto il territorio europeo”, ha detto Cerilli. “Vorrei poter partecipare ad un evento di ONE qui in Italia. Sarei davvero onorato di essere l’ambasciatore di ONE nel mio paese d’origine da quando sono stato il primo fighter italiano ad unirsi al loro roster“. ]

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