UFC Tampa, Bellator Milano, ONE Century: una boccata d’ossigeno

Nel weekend passato si sono svolti tre eventi per le tre grandi promotion che si spartiscono il mercato mondiale worldwide: in ciascuno di essi l’Italia è stata in qualche modo protagonista. Il triangolo, dall’Atlantico al Pacifico, era Tampa-Milano-Tokyo, ed è proprio dalla Florida che partiamo.

Vettori positivi
A UFC Tampa abbiamo assistito, nella preliminary card, ad una vera e propria consacrazione (speriamo definitiva) di quello che al momento è il fighter in cui, dopo esserci leccati ahimè le dolorose ferite di Copehnaghen, riponiamo maggiori speranze nella UFC.
Il Marvin Vettori visto a Tampa è parso determinato, feroce, finalmente consapevole dei propri mezzi che sono tanti ed importanti. Con il successo su Andrew Sanchez, il secondo di fila, il fighter altoatesino ha dimostrato di poter aspirare a tutti gli effetti alla top 15 del ranking UFC. Non solo: Vettori ha fatto sfoggio di una crescita esponenziale. Già con Adesanya si era capito che, con i giusti matchup e la giusta evoluzione, il potenziale di Vettori fosse quello di potersela giocare alla pari con i top di categoria e dimostrarsi nettamente superiore alla stragrande maggioranza dei fighter in roster. Abbiamo visto un Vettori migliorato nello striking offensivo e difensivo, dopo aver già fatto enormi passi avanti nell’intensità e nella gestione del cardio nei precedenti match. La strada è quella giusta insomma, siamo convinti che presto Marvin colmerà quelle piccole lacune che lo separano dal livello dei top ten dato che il tempo gira ampiamente dalla sua.

Milàn l’è semper un gran Milàn
A Bellator Milano (5000 presenze stimate), oltre al consolidamento della posizione geografica italiana nel panorama delle MMA europee grazie anche all’importantissimo lavoro di Alessio Sakara, sempre più ambasciatore di un movimento in cui le promotion stanno dimostrando di credere, la notizia forse più importante è che abbiamo ritrovato Stefano Paternò. L’atleta milanese, ex campione CW nella categoria welter, ha avuto un 2019 difficilissimo dopo la dubbia sconfitta subita da Ross Houston ed un infortunio alla mano che lo ha penalizzato e costretto ad un lungo stop.
Adesso è tornato e si è ripreso la scena nella sua città, battendo nettamente Andy Reece al suo esordio nella promotion di Scott Coker. Stefano ha tutto per essere un crack in una divisione che, qualitativamente, non si discosta poi così tanto dalla omologa in UFC se vediamo gli atleti di punta, e siamo convinti che lo dimostrerà insieme a Carlo Pedersoli Jr, new entry anche lui che ancora deve esordire. Ci sono poi le ottime prestazioni di Pugliesi e Fusi che hanno dato grande spettacolo e di Solli, ottimo su Dan Cassell in submission: finalmente una giornata positiva per i nostri colori.

Acero indiano
Unica nota stonata, ma in fondo solo nel risultato e solo per le MMA, arriva da Tokyo, ONE Championship Century 2. Nella notte in cui Giorgio Petrosyan ci regala l’ennesimo assolo di una carriera straordinaria (102 vittorie su 108 match disputati) nella kickboxing, Mauro “The Hammer” Cerilli cede il passo ad un Arjan Bhullar che ha dimostrato maggiore incisività nel computo dei tre round. Verdetto secondo noi giusto per il canadese di origini indiane, ma Mauro ha combattuto come un leone, ha approcciato benissimo al match ed ha mostrato grande cuore, uscendo senz’altro a testa alta da un incontro in cui, per sua stessa ammissione, ci teneva tanto a fare bene.

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