Category Archives: Approfondimenti

Tyson Fury: McGregor ha rivoluzionato il mondo degli sport da combattimento

Il campione di pugilato Tyson Fury, intervistato da Helwani, ha parlato dell’ex detentore di due titoli UFC Conor McGregor e le sue sono state parole di grande ammirazione.
Ricordiamo che McGregor con il suo match di pugilato contro Floyd Mayweather nell’agosto del 2017, ha abbattuto numerosi record in termini di ascolto e di lucro.
Fury ha per l’appunto ammesso che l’irlandese ha cambiato il volto degli sport da combattimento:

“Penso che Conor abbia trasceso il gioco delle MMA. Ha stabilito dei precedenti, ha dato fuoco a tutta la giostra. È sicuramente stato un punto di svolta nelle MMA.
È anche andato oltre le MMA, ha combattuto Mayweather, è diventato una grande superstar e dovrebbe essere molto orgoglioso di se stesso.
Riguardo i suoi problemi, tutti ne abbiamo. Non sono i problemi che abbiamo a distinguerci ma come li superiamo e come impariamo da loro.”

Dopo queste dichiarazioni di Fury, pronto è arrivato il tweet di ringraziamento da parte Conor McGregor:

“The Gypsy King!
Sei un uomo eccezionale, Tyson!
Grazie”

Malignaggi: McGregor è un perdente

Paulie Malignaggi tornerà a combattere dopo un lungo periodo di inattività contro Artem Lobov il prossimo 22 giugno.
Il match contro Lobov non è per nulla casuale vista la rivalità fra il pugile ex campione del mondo e il caro amico di Artem, Conor McGregor.
Malignaggi ricordiamo che fu compagno di sparring di Conor prima del match dell’irlandese contro Floyd Mayweather e proprio in quell’occasione McGregor si inimicò Paulie a causa di un video pubblicato in rete nel quale metteva KO il pugile americano durane una seduta di allenamento.
Malignaggi non ha mai dimenticato quell’episodio e torna a parlare male del suo storico rivale(via fighthype.com):

“Non mi interessa quanti calci sei in grado di dare, alla fine della giornata puoi solo arrenderti con un tap ed è finita. Nel pugilato, se ti siedi su tutta la merda che hai avuto in una carriera, stai tranquillo che non andrai mai più a tappeto. Nelle MMA, Mr. Tap Machine Conor si arrende ad ogni combattimento. Lo ha fatto in quanti, tre dei suoi ultimi quattro combattimenti? Non è Notorious McGregor, è tapout McGregor ma è la più grande star lì. Nelle MMA, lodano questi ragazzi, vendono whisky e la gente lo compra. Nel pugilato, se un ragazzo ha smesso e prova a fare qualsiasi altra cosa, gli danno un calcio nel culo e gli dicono di portare via il fottuto culo”.

Donald Cerrone: Quando mi hanno offerto Ferguson ho accettato subito

Donald Cerrone è senz’altro uno dei fighter più amati nel mondo delle MMA.
Atleta completo, iconico e sempre sopra le righe. Non si ricorda un suo incontro banale o poco spettacolare e forse proprio per questo l’UFC appena ne ha occasione chiama il buon Donald per metter su dei match che si son rivelati sempre un gran successo.
Cerrone per questi ed altri motivi è sempre il fighter in UFC che completa più incontri in un anno e, a quanto pare, il 2019 non farà eccezione.
Il Cowboy combatterà contro Ferguson il prossimo 8 giugno e tramite il suo profilo instagram ci racconta come ha reagito alla chiamata dell’UFC:

“Ero a Cave Diving quando l’ UFC mi ha chiamato! ‘Hey vuoi combattere fra 3 settimane?’ Ho risposto ‘Che diavolo si’. Ho lasciato cadere la scodella di guacamole e ho messo giù la birra. Salto sul primo volo per casa e mi preparo per fare un salto in gabbia l’8 giugno a Chicago.”

Deontay Wilder: Il pugilato è l’unico sport che ti paga per uccidere qualcuno, quindi perché non dovrei farlo

Oggi ci permettiamo una piccola digressione che non riguarda le MMA ma bensì lo sport da combattimento più seguito al mondo, per ‘condannare le dichiarazioni del boxer Deontay Wilder, dichiarazioni a dir poco sconcertanti.
Wilder, per chi non lo sapesse è campione del mondo di pugilato dei pesi massimi WBC con un record di 41 incontri disputati di cui 40 vinti(39 per KO) ed un pareggio(contro Tyson Fury).
Il pugile americano già in passato aveva espresso il ‘desiderio’ di uccide qualcuno a suo di pugni durante un suo incontro e poche ore fa ha addirittura rincarato la dose.
Ecco le sue dichiarazioni rilasciate a boxing life:

“Questo è l’unico sport dove puoi uccidere qualcuno ed essere pagato allo stesso tempo. Quindi spiegatemi il motivo per il quale non dovrei usare le mie capacità per fare questo?”

Sulle qualità da pugile di Deontay indubbiamente c’è poco da dire, ma sulle qualità umane il boxer americano si è rivelato una vera delusione; contro i principi di ogni sport da combattimento.

UFC 237: Le borse degli atleti

UFC237 è stato un evento pieno di sorprese che ha visto concretizzarsi un clamoroso up-set da parte della neo campionessa Jessica Andrade, e la caduta di due leggende delle MMA quali Anderson Silva e Jose Aldo.
Nonostante la sconfitta, per l’appunto, ed il grave infortunio al ginocchio, Silva più consolarsi con una busta paga da paperone che testimonia ancora una volta quanto la UFC ci tenga all’ex campione del mondo seguito in tutto il mondo da innumerevoli fan.
Ecco le borse degli atleti più pagati ad UFC237:

1. Anderson Silva $620,000
2. Jessica Andrade $230,000
3. Rose Namajunas $195,000
4. B.J. Penn $170,000
5. Clay Guida $138,000
6. Antonio Rogerio Nogueira $138,000
7. Jose Aldo $130,000
8. Alexander Volkanovski $129,000
9. Jared Cannonier $113,000
10. Warlley Alves $109,000

I numeri di Donald Cerrone

Donald Cerrone ha ancora una volta fatto innamorare di se il mondo delle MMA, battendo Al Iaquinta ai punti dopo cinque riprese letteralmente spettacolari.
Cerrone è uno dei fighter più amati in UFC e in molti vorrebbero vederlo gareggiare contro un’altra icona della promotion, Conor McGregor.
Tante volte si è parlato in passato di questo match-up ed anche in occasione della sua ultima vittoria, il Cowboy ha fatto il nome del fighter irlandese.
La novità però è che Cerrone per la prima volta dopo tanti anni ha manifestato la sua intenzione di conquistare una cintura UFC, cosa che aveva sempre snobbato anteponendo altro come prioritario per la sua carriera.
In attesa di capire quale sarà il futuro di Donald diamo un’occhiata ai numeri impressionanti di questo leggendario fighter:

📍 Maggior numero di vittorie in UFC (23)
📍 Maggior numero di finalizzazioni nella storia della promotion (16)
📍 Maggior numero di knockdowns (20)
📍 Maggior numero di Bonus Fight Night (16)

Show time di Mike Perry durante la walking song di Oliveira

Il match fra Mike Perry vs Alex Oliveira è stato premiato come fight of the night lo scorso sabato notte.
Incontro davvero entusiasmante che ha visto Perry trionfare su Oliveira ai punti, per decisione unanime, dopo una vera e propria battaglia durata tre round.
Il fighter americano si è sempre distinto, oltre per le sue doti da combattente, anche per i comportamenti fuori dall’ottagono che lo hanno fatto diventare uno degli atleti più ‘simpatici’ e provocatori di tutta l’UFC.
Vogliamo mostrarvi cosa ha fatto Mike negli gli istanti antecedenti il match, mentre Oliveira stava entrando con la sua walking song:

Insomma Perry è un vero e proprio show man che però non si limita allo spettacolo extra fight ma che, dopo questa vittoria, punta decisamente ai vertici della categoria pesi welter.

Fight Clubbing: la card

Mancano ormai pochi giorni all’edizione del Fight Clubbing, evento misto di sport di lotta che si svolge annualmente a Pescara. Mai come quest’anno, soprattutto la card di MMA ha assunto una dimensione internazionale e si presenta molto interessante e prestigiosa, se è vero che il main event potrà contare su uno dei migliori atleti italiani e su un fighter che in passato ha combattuto nella UFC.
Riportiamo di seguito la card:

Pesi Welter Will Chope (37-14) vs Giovanni Melillo (12-4)
Pesi Piuma Walter Cogliandro (8-1) vs Francesco Moricca (6-4)
Pesi Welter Aldo Cirillo (3-4) vs Joe McColgan (4-2)
Pesi Piuma Davide Di Deo (3-1) vs Paul Hughes (1-0)
Pesi Piuma Giuliano Badessa (1-0) vs Nizar Ben Amara (2-0)

Giuliano Badessa, atleta del Team Leone Petrosyan, due vittorie da pro per decisione, affronta Nizar Benamara della Wolf Temple, due vittorie anche lui finora ma prima del limite. Nel secondo incontro Davide Di Deo, idolo di casa,  reduce da tre vittorie di fila dopo la sconfitta nell’ultima edizione del Fight Clubbing, affronterà l’irlandese Paul Hughes, buona esperienza amatoriale e al secondo match da pro. Sarà poi la volta di Aldo Cirillo, atleta teatino che cercherà di spezzzare una striscia negativa di tre incontri con “The SBG Hunter” Joe McColgan, coriaceo grappler nordirlandese che milita nel circuito di Cage Warriors. Co-main event di sicuro interesse che vedrà di fronte Walter Cogliandro e Francesco Moricca. Il novarese Cogliandro, reduce dalla sua unica sconfitta da professionista avvenuta a ICF 7 nel main event dal francese Alioune Nahaye, se la vedrà con il milanese Moricca, detto “Blessed Warrior”, anche lui con esperienza in ICF e reduce da una vittoria a febbraio dopo due sconfitte di fila.

Infine il piatto forte della serata, con il californiano Will “The Kill” Chope, per la prima volta in Italia, ad affrontare il pugliese Gianni Melillo. Chope, nei suoi numerosi incontri da professionista, può vantare ben 23 vittorie su 36 per submission (moltissime delle quali per rear-naked choke). Per il trentaquattrennne Melillo un’opportunità di riscatto dopo il match perso a Venator 5 con Michelangelo Colangelo.

Dustin Poirier è un fighter differente

Con la prova offerta sabato notte Dustin Poirier non ha soltanto conquistato il titolo ad interim dei pesi leggeri UFC, ma ha dato prova di essere un fighter che merita di essere chiamato campione.

La sfortuna di Poirier fino ad ora era stata quella di trovarsi in una categoria dal tasso tecnico decisamente elevato. Oscurato da un campione come Khabib, una superstar come Conor McGregor, un talento puro come Tony Ferguson, un atleta eccezionale come Kevin Lee, il nome di Dustin Poirier non era stato mai messo in mezzo nei discorsi su possibili lotte per il titolo. Tutto quello che ha ricevuto Poirier lo ha ottenuto con la costanza. Anche dopo una sconfitta pesante contro Michael Johnson, ‘The Diamond’ è rimasto sempre attivo. Ha affrontato 6 incontri negli ultimi due anni, ha battuto in successione: Jim Miller, Anthony Pettis, Justin Gaethje, Eddie Alvarez e chiuso il cerchio, battendo il campione dei pesi piuma Max Holloway. Ha collezionato 3 Fight of the night, una Performance of the night e il titolo ad interim. Non si è mai tirato indietro dagli incontri proposti, mai mostrato alcun cenno di arroganza o presunzione di meritare il titolo. Poirier si è conquistato la sua title shot con il lavoro e poche chiacchiere e per questo merita più di tutti di essere dov’è.

Holloway rappresentava una sfida diversa, un fighter che poteva metterlo in difficoltà e forse superarlo sul suo stesso terreno: striking, intensità e cardio. Dustin ha dovuto dar fondo al meglio del suo repertorio e a tutte le sue energie. Per ogni colpo dell’hawaiano il fighter di Lafayette aveva sempre una risposta. Alla fine ha raccolto l’applauso più che meritato di tutti gli addetti ai lavori. La cosa più dura per lui sarà dover aspettare e sperare di affrontare Khabib. Ultimamente la UFC è sempre meno meritocratica e non si sa che sorprese può riservare. Tony Ferguson aveva vinto 10 match di fila rima di fermarsi per i suoi problemi e Conor McGregor è sempre in agguato. Non è escluso che anche loro tornino a reclamare la loro title shot.

Lui dal canto suo ieri ha risposto così:

“Questa cintura è mia, l’ho pagata col mio sangue e me la sono sudata”. Il culmine di una carriera dove si è fatto strada con le unghie e con i denti per emergere e, anche se il titolo è un interim, Dustin Poirier ha dato prova di essere un campione vero.

UFC 236: le pagelle

Tante bollicine nella città della Coca-Cola: main e co-main event di questo pay-per-view ad Atlanta hanno regalato una gran quantità di emozioni. Cosa ci lascia in eredità questa card? Principalmente due campioni ad interim, che adesso dovranno iniziare a preparare la resa dei conti con i rispettivi campioni indiscussi (si prevedono fuoco e fiamme). Diamo allora i numeri:

Kelvin Gastelum 7: Si può perdere dando comunque un grandissimo spettacolo? Sì, si può. Non solo: se riesci a farlo puoi dire di aver vinto lo stesso. E’ il caso del messi-californiano, mai domo. Nel primo round riesce a tenere alta l’intensità, mettendo Adesanya in grosse difficoltà e sfiorando il colpaccio. Da lì al quinto è un declinare, progressivo, fino agli ultimi istanti in cui finisce tre volte knockdown e quasi non si regge più in piedi. Alla fine non soccombe pur uscendo sconfitto, ma forse ha mostrato a Whittaker la strada da seguire per difendere il titolo. Cuor di Leone

Israel Adesanya 8,5: E’ la notte della consacrazione per lo Stylebender. In estrema sintesi: riesce ad assorbire benissimo colpi anche molto pesanti; è difficilissimo portarlo a terra e quando ci si riesce non lo si può mantenere; lui che è uno striker, al quinto stava finalizzando due volte per submission; ha forza mentale da vendere, se è vero che dopo il primo round è andato sempre in crescendo. Apparentemente è imbattibile, ma… Whittaker (e secondo chi scrive anche Romero) potrebbero avere l’antidoto. Certo sarà uno spettacolo da non perdere. Robocop

Max Holloway 6,5: Si nota, senza nulla voler togliere alla prestazione di Poirier, un mismatch fisico notevole fra i due fighter. Holloway mette un volume di colpi maggiore, ma a fine match le immagini sul suo volto sono impietose: siamo sicuri che l’hawaiiano voglia continuare a cimentarsi nei Leggeri? Rimane da vedere come vorrà proseguire la sua carriera, anche perchè nei piuma sembrano non esserci avversari nell’immediato e per rientrare in categoria è costretto a tagliare molto peso. Amleto

Dustin Poirier 9: Il diamante di Lafayette, dopo la sconfitta con McGregor, si è dimostrato un vero treno: un no-contest, una sola sconfitta e ben nove vittorie, di cui quest’ultima è senza’altro la più prestigiosa. E’ andato avanti piano, in silenzio, si è guadagnato il titolo ad interim a suon di prestazioni in una categoria ricchissima di talento. Adesso gli toccherà affrontare Khabib: non sarà facile, ma proprio lui ha dimostrato che non bisogna mai dire mai. Shine on you crazy Diamond

Storie di MMA: Israel Adesanya e l’effetto “conosco quel ragazzo”

A UFC 236 Israel Adesanya affronterà Kelvin Gastelum per il titolo ad interim dei pesi medi. L’ascesa di Adesanya in UFC è stata rapida ed è culminata con la vittoria su un mostro sacro, nonchè idolo del fighter di origini nigeriane, come Anderson Silva.

Tuttavia la sua carriera nelle MMA è esplosa relativamente tardi ed inizialmente nemmeno il suo attuale coach credeva che potesse effettuare una conversione nelle MMA dalla kickboxing. Come riportato in un’intervista dello scorso novembre a Bleach Report, l’attuale coach, Eugene Bareman, non era rimasto per niente impressionato la prima volta che vide Adesanya. Tutto risale però al primo incontro di Adesanya nella kick.

Come racconta lo stesso fighter, il suo esordio è stato abbastanza insolito, contro un avversario molto più grosso di lui:

“Il mio primo incontro è stato snervante”, ha ammesso. “Ho avuto paura, non appena sono arrivato sul ring, ho visto perché il ragazzo non era venuto al weigh-in. Hai presente David Tua? Faceva lo stesso effetto, ed era quasi altrettanto grande. Sarebbe dovuto essere di 80 chilogrammi, ma era di circa 90 chilogrammi. Il mio allenatore ha comunque accettato l’incontro senza chiedermi niente perché sapeva che mi sarei preoccupato “.

“In quell’incontro poi sono stato freddo e estremamente pulito. Non si leggeva la paura dal mio volto. L’ho colpito con un calcio dopo dieci secondi e da lì è partito tutto”.

Qualche tempo dopo, alle porte di uno dei suoi primi combattimenti dilettanti su MMA, uno dei cornisti di Adesanya chiese ad un amico di aiutarlo. Allenatore esperto e abile artista marziale, Eugene Bareman era un allenatore serio, e Adesanya era troppo grezzo per gli standard di Bareman.

“Sembrava proprio un ragazzo normale, nulla di speciale. Aveva visto il jiu-jitsu brasiliano su YouTube una settimana prima, forse aveva fatto un po’ di judo, quindi ho detto, ‘OK, non è quello che mi aspettavo.’ “

Qualche tempo dopo Adesanya si presentò, senza preavviso e senza invito, alla palestra di Bareman, la City Kickboxing ad Auckland. Adesanya voleva una possibilità. Bareman gli disse di andare a dare un’occhiata in altre palestre. Adesanya fece cosìper poi tornare da Bareman.

Bareman lo prese con se, ma rimase sorpreso soprattutto perchè sua moglie si ricordava di lui:

“Il primo sentore che che potesse essere speciale me lo diede mia moglie che venne in palestra e disse:” Conosco quel ragazzo “. Mia moglie non sa nulla sul combattimento, nessun interesse. Se lei va ad un incontro, non presta attenzione, eravamo al combattimento e lei era tra la folla mentre ero dietro le quinte, il suo combattimento era stato davvero spettacolare. Si muoveva tranquillo, sciolto, parlava al suo avversario e gli entrava nella testa. Ottenne un knockout devastante. Era una versione grezza di quello che è ora. “

UFC 143: Dustin Porier vs Max Holloway

Questo weekend a UFC 236 si affronteranno Max Holloway e Dustin Poirier alla State Farm Arena di Atlanta in Georgia. Lo scontro sarà nei pesi leggeri e rappresenta il primo incontro di Holloway in UFC nei pesi leggeri. Il campione dei pesi piuma infatti ha debuttato nella promotion americana proprio nella categoria nella quale è campione adesso, ma aveva già un passato nei lightweight.

Caso ha voluto che nel suo esordio in UFC l’hawaiano ha incontrato proprio Dustin Poirier, a UFC 143, il 4 febbraio del 2012. L’incontro finì con una sottomissione da parte di Dustin Poirier tramite triangle armbar, ma adesso i due fighter che vanno ad affrontarsi sono profondamente diversi.

Holloway, dopo aver conosciuto la sconfitta ancora contro Bermudez e McGregor è andato in continua ascesa, battendo chiunque si sia parato sulla sua strada, con scia di 13 vittorie consecutive, diventando anche campione nei piuma. Porier invece è passato dai piuma ai leggeri dopo la sconfitta con McGregor, perdendo solo un’altra volta contro Michael Johnson e dall’aprile del 2015 ha una media di 8-1.

Entrambi cercheranno di lanciarsi per una possibile title shot e insidiare il trono di Khabib Nurmagomedov.

Sylvester Stallone: McGregor deve battere Khabib o non sarà mai più quello di prima

Forse non tutti sanno che Sylvester Stallone oltre ad essere stato il più grande pugile mai esistito cinematograficamente parlando, è anche azionista e quindi proprietario di alcune quote dell’ UFC.
Sly, intervistato da TMZ Sports, ha recentemente rilasciato alcune dichiarazioni sull’atleta simbolo della promotion, Conor McGregor:

“Penso che dovrebbe trarre ispirazione dai suoi ultimi match. Okay, sta attraversando un periodo molto difficile, è appena stato umiliato pubblicamente, ed è a un bivio della sua vita, deve dimostrare qualcosa, superare le sue paure, superare il suo incredibile avversario che sembra invulnerabile, Khabib. Quindi questo è un crocevia nella sua vita, probabilmente il più importante. Se non sarà all’altezza del suo ideale, se non riuscirà a sconfiggere la sua paura e a picchiare quell’uomo, lo affliggerà per il resto della sua vita.
Credo che abbia perso l’ultima volta perché è diventato orgoglioso, è diventato arrogante. E’ andato a testa bassa, senza guardia verso Khabib ed è stato messo KO quando invece avrebbe dovuto coprirsi. Non c’era nessun piano B. Neppure un piano A.”

Storie di MMA: Masvidal e l’incontro con Kimbo Slice

Prima di approdare nelle MMA professionistiche, Jorge Masvidal è stato uno street fighter in molti incontri ripresi su Youtube dalla cerchia di Kimbo Slice. Proprio il primo incontro con Kimbo Slice è rimasto nella memoria di Gambered come ha raccontato lui stesso ad MMA Junkie. L’occasione è arrivata con la sfida tra Masvidal e il protetto di Slice, che tutti chiamavano “Ray”:

“La prima volta che ho combattuto con Ray Slice era l’arbitro non ufficiale. Dava l’acqua sia a Ray che a me, prima e dopo il combattimento. Non sapevo nemmeno che fosse il protetto di Kimbo fino a quando non è uscito il video. Era super cool prima del combattimento e poi si è avvicinato a me e mi fa: “Wow man, non posso credere che tu abbia battuto quel tipo, è molto più grande di te, e so che quel tipo è cattivo.”

“Era letteralmente impazzito. Mi portò fuori a cena in questo posto super costoso ed elegante e io pensavo solo: “Cazzo, questo è veramente ricco!” ed è stato bello. Pensavo che avremmo dovuto dividere o tirare sul conto, ma pagò lui per il tutto. Ed io pensavo solo “Tutto questo è pazzesco” “

“Lui aveva già milioni di visualizzazioni su Youtube ed io invece ero un signor nessuno che andava in palestra, si allenava e voleva combattere. Dal primo giorno è stato davvero gentile con me. Veniva da me, mi faceva domande. Non che ne sapessi di più, ne sapeva di più lui su questo mondo ed in più era veramente famoso”

“Era sempre un uomo così umile. Se qualcuno andava a parlare con lui si fermava sempre 15-20 minuti ad ascoltare e conversare, sempre cortese. Era un gentiluomo. Soprattutto quando ha iniziato a combattere, non era come oggi in questi social media, quando qualcuno cercava di farsi fotografare con lui era sempre molto carino. Era veramente un gentiluomo e un bravo ragazzo. “

Masvidal parla anche dell’influenza che ha avuto su di lui la conoscenza con Kimbo e il mondo dello street fighting:

“Qualcuno potrebbe vedermi e pensare che io sono un delinquente e dire roba del tipo: ‘Guarda questo tizio che combatte nelle lotte clandestine, deve essere un vero teppista!’. Io la vedo semplicemente come parte della mia vita. Sono cresciuto combattendo, e non pensavo che fosse così male. Se qualcuno rivede il nostro combattimento, non c’era cattiveria tra me e Ray dopo i combattimenti. Era tutto amore. Era tutto rispetto. Ci siamo battuti e poi tutto come prima. Non ci sono mai state brutte intenzioni ma solo la voglia di combattere”.

Joe Rogan sulle ultime sconfitte di Cody Garbrandt

Joe Rogan e Brendan Schaub, durante il podcast di Rogan di martedi, hanno parlato di UFC 235, soffermandosi su vari argomenti tra cui Ben Askren, Jon Jones, Zhabit Magomedsharipov e Garbrandt. Proprio sull’ex campione dei pesi gallo UFC è stata puntata la lente di ingrandimento, viste anche le tre sconfitte consecutive per ko:

Rogan: “La fight di Cody è stata veramente da pazzi. Tre ko consecutivi e non riesco ancora a credere che abbia scambiato in quel modo con Pedro Munhoz. Lui gli ha fatto male, poi è stato il turno di Munhoz e poi Cody ha provato a metterlo ko. Ad un certo punto hanno cominciato a martellarsi col destro, destro, e ancora destro. Pedro poi sa davvero incassare, e ha preso un paio di colpi tosti.”

Schaub: “Per me la scelta di Cody è stata insensata. Lui che è così tecnico, mettersi a scambiare in quel modo. Poi ha cominciato a vedere rosso dopo la testata e non ci ha capito più niente.”

Rogan: “Questo è esattamente quello che non devi fare. Lui ne ha anche parlato, ma non devi combattere arrabbiato. So che è facile per noi dirlo, bevendo caffè seduti, ma se sei in questo business devi capirlo anche tu.”

Schaub: “Si, oltretutto da ex fighter posso dirti che dopo le sconfitte per ko tendi ad essere più prudente e attendista. Lui avrebbe dovuto imparare dai suoi errori, venendo anche da due ko consecutivi.”

Rogan: “Cody poi in piedi aveva sicuramente un vantaggio grosso, Munhoz a terra è tutta un’altra storia. Cody può ancora essere campione, non c’è dubbio.”

Schaub: “Ma assolutamente! Alla fine la sconfitta con Munhoz è stata determinata da un errore di gameplan, mentre le altre due sconfitte sono arrivate contro TJ Dillashaw, che è comunque il campione. Il problema vero è che Cody è n.2, non puoi di certo dargli una fight di warm up per riprendersi.”

Rogan: “Pensa che Dominick Cruz ha detto che nella sua sfida contro Cody gli è successo lo stesso, è stato colpito, non ci ha visto più, ha abbandonato il suo gameplan e ha combattuto da sconsiderato. Singolare che poi sia successo a Garbrandt che era stato così calcolatore in quella sfida.”

Bellissimo video di Usman ‘consolato’ dalla madre di Woodley per aver vinto contro suo figlio

Nella nostra brevissima ‘carriera’ da blogger ci è stato più volte chiesto il perché di questa passione viscerale che nutriamo per le MMA e il perché del nostro distacco da sport più tradizionali presenti nel bel paese.
Come si fa a dare un risposta? Come si fa a spiegare una passione?
Ecco, a volte si può.

Lo scorso fine settimana è andato in scena il match valevole per il titolo pesi welter tra il campione Tyron Woodley e lo sfidante Kamaru Usman, match vinto da quest’ultimo per decisione unanime.
Alla fine dell’incontro il fighter nigeriano è apparso da subito molto emozionato per aver conquistato la tanto agognata cintura, obiettivo che gli costato innumerevoli sacrifici e lo ha spinto a migliorarsi giorno dopo giorno.
Nei tunnel che portavano agli spogliatoi Usman si è imbattuto nella madre del suo sfidante Tyron Woodley, e l’incontro fra i due è stato bellissimo e commovente.
Un forte abbraccio e tante lacrime da parte del campione che viene incoraggiato a tenere la testa alta e ad essere orgoglioso di quanto fatto proprio dalla madre del suo ‘nemico’.
Perché amiamo le MMA? Questo video rappresenta senz’altro uno dei motivi.

Lawler su Herb Dean: “Può succedere. Ha solo commesso un errore”

Nonostante la sconfitta giunta per una decisione controversa dell’arbitro Herb Dean, Robbie Lawler è stato molto diplomatico sull’accaduto nella conferenza post-fight di UFC 235. La bulldog choke nella quale lo aveva chiuso Ben Askren non rappresentava a suo dire un motivo di preoccupazione, ma comunque non si è sentito di accusare l’arbitro per la sconfitta.

“A volte ci sono degli errori. Herb mi ha controllato e quando è venuto a controllare gli ho fatto il pollice in alto. Non riuscivo a sentirlo parlare a causa dello strangolamento. La mia testa era sul corpo di [Askren] da questa parte e il suo braccio era qui, quindi non riuscivo a sentirlo parlare. Non avevo intenzione di far dondolare la mano e quindi ho abbassato subito il braccio. Sono errori che possono capitare, è comunque un ottimo arbitro.”

Sullo strangolamento ci ha tenuto a precisare:

“Non stavo soffocando perché stavo davvero pensando di sollevarlo e sbatterlo di nuovo a terra”, ha detto Lawler. “Ma stava stringendo così maledettamente forte che sembrava gli andassero a fuoco le braccia. Almeno questo è quello che mi è sembrato, non so come apparisse in TV, ma sembrava che stesse sprecando energia per strangolarmi. Forse avrei dovuto fare il pollice in alto un po’ prima”

Weili Zhang, adesso viene il bello

Chi ha visto UFC 235, nella notte tra sabato e domenica, avrà senz’altro trovato molti motivi di interesse nell’unico match femminile presente in main card, quello che ha visto Weili Zhang avere la meglio su Tecia Torres in un match valevole per la categoria dei pesi Paglia. Se Tecia Torres è però una vecchia conoscenza dei fan della UFC, molti non conoscevano ancora l’atleta cinese ‘Magnum’ Weili Zhang (19-1 MMA) che, alla terza vittoria di fila nella promotion di Dana White, adesso fa il suo ingresso nei piani altissimi della divisione.

Weili è originaria di Hebei, nel nord della Cina. Fino ai primi anni 2010 era una istruttrice di fitness con pratica nel Sanda (la boxe cinese che, un po’ come il sambo in Russia, è la base per l’addestramento al corpo a corpo dell’esercito). fino a quando, appunto, ha incontrato il BJJ proprio nella palestra in cui allenava, disciplina che la fa confluire nella mondo delle MMA.

Per essere, come lei stessa si definisce, una fighter ‘boxer type’, Zhang ha uno stile di striking velocissimo ed estremamente creativo e vario, abbinato ad una notevole forza fisica ed un repertorio di colpi da KO (pugni, calci, gomitate) di tutto rispetto, se si considera che, prima di entrare in UFC, ha conseguito ben nove vittorie entro la fine del secondo round per KO o TKO. Su venti incontri finora disputati ne ha perso soltanto uno, sei anni fa: il suo match di debutto come pro MMA. Proprio dalle sue parole su quella sconfitta traspare un’altro grande pregio che la caratterizza, che è la tenacia e la voglia di perfezionarsi e migliorare costantemente:

Ho iniziato davvero con le MMA dopo aver perso il primo incontro. Dopo il match mi sono resa conto di aver combattuto come una dilettante ed ero molto arrabbiata. E’ stato proprio lì che ho iniziato ad allenarmi seriamente con le MMA“.

Sei anni dopo, alla terza vittoria in UFC (diciannovesima di fila) la Zhang è ormai nei top ten della divisione al limite delle 115 libbre. Dana White è andato a pescarla direttamente dal Kunlun Fight, promotion cinese di Kickboxing e MMA; alcuni avevano pensato ad una scelta di policy, dettata più da mire espansionistiche della promotion nel continente asiatico (il primo evento cinese in UFC si è verificato solo cinque mesi fa). Tutti però hanno cominciato a comprendere il reale valore della Zhang proprio a Pechino, 24 novembre 2018, quando la fighter cinese alla seconda apparizione in UFC ha sottomesso al primo round per armbar un’atleta del calibro di Jessica Aguilar. Sì perchè la nostra, oltre ad essere una striker di prim’ordine, nel frattempo è diventata anche cintura viola di BJJ.

Weili Zhang insomma è uno dei nomi nuovi della divisione ed una delle fighter da tenere maggiormente d’occhio in questo 2019. E’ l’atleta di punta di un Paese (la Cina) che sta vedendo crescere la sua popolarità nelle MMA più o meno quanto il proprio PIL. Chi sarà la prossima ad affrontarla dopo la Torres? Non lo sappiamo ma, considerato il tasso tecnico della divisione Strawweight, i nomi non mancano di certo. Dato che dopo l’ultima vittoria si assesterà intorno alla posizione 7-8 del ranking UFC, match con atlete del calibro di Michelle Waterson (che era anche presente a Las Vegas sabato scorso) non sono più da considerarsi utopia.

UFC 235: le pagelle

Ben Askren 7+: Lawler gli riserva il cocktail di benvenuto in UFC a base di proiezione a terra e tempesta di bonbon al cioccolato, che rendono subito il suo volto una maschera di sangue. A quel punto ha la grande intuizione, dopo qualche secondo di inerzia, di girarsi subito e mostrare una reazione al ground and pound, pur rischiando tantissimo prendendosi un altro paio di colpi pesanti che arrivavano dall’avversario. In questi pochi minuti ha dimostrato di essere un ottimo incassatore e di avere una forza mentale non indifferente. Magari, avesse atteso l’arbitro qualche altro secondo, Lawler sarebbe svenuto sul serio. In fin dei conti l’errore di Dean ha danneggiato un po’ anche lui. Welcome Funky

Robbie Lawler 6,5: Parte in quarta e rischia di chiudere il match in pochi secondi, ma si vedeva già dall’ingresso in gabbia che poteva essere la sua giornata: duro, determinato, feroce. Peccato per lui che Askren sia egli stesso un osso duro e lo ribalta. Fa l’unico errore, decisivo, di concedere la schiena all’avversario; poi la frittata la finisce Herb Dean, fermando l’incontro ingiustamente. Incolpevole

Kamaru Usman 8: E’ la sua notte e la approccia indiscutibilmente nella maniera giusta. Sfianca Woodley con una pressione continua e, sebbene non si apra molto allo spettacolo, alla fine ha ragione lui mettendo in piedi la strategia giusta. Considerata la sua estrema abilità nella lotta ed il fatto che concede pochissimo quando combatte, non sarà facile portargli via una cintura che si prende con ogni merito. Il primo a provarci dovrà essere Covington: sarà un bel match. Total Annihilation

Tyron Woodley 4: In una parola: irriconoscibile. Il match praticamente lo perde nelle prime due riprese, perchè alla seconda sirena è già del tutto svuotato, a corto di idee e di fiato. Nelle tre rimanenti non inventa nulla per cambiare l’inerzia del match e per uno che si professa il più grande welter di tutti i tempi, fino a chiamare in causa GSP per un match-resa dei conti sull’argomento, non è accettabile. Adesso è tornato sulla terra, per riprendere (se lo vorrà) la strada maestra dovrà sudare parecchio. Eye of the lamb

Jon Jones 7,5: Forte di un vantaggio enorme nell’allungo, tiene bene a bada un avversario apparso fin troppo remissivo. Fa vedere cose interessanti, dando l’impressione che avrebbe potuto chiudere il match ben prima dell’ultima sirena. Forse non era questo l’avversario giusto per metterlo in difficoltà e la concorrenza, al momento, non è pervenuta: Cormier latita, quasi tutti i top 10 sono stati battuti e nuove leve come Johnny Walker sono ancora lontane. Salirà nei massimi? Ordinary world

Anthony Smith 5: Va bene aver resistito fino all’ultimo round; va bene la ginocchiata illegale di Jones e continui il match; va bene anche le buone intenzioni della vigilia (“ci sono molti modi per battere Jon Jones”). Ma non si affronta un incontro per il titolo con quell’atteggiamento. Non fa nulla per conquistare il titolo e mostra un dislivello netto nei confronti del campione, che lento ma inesorabile prende il sopravvento e lo sfianca con colpi pesanti e pressione continua. Bersaglio mobile

Joe Rogan parla di Askren vs Lawler

Un match particolarmente interessante nella card di UFC 235 sarà sicuramente Ben Askren vs Robbie Lawler. L’ex campione One e Bellator approdato in UFC molto tardi è pronto a dimostrare il suo valore nella promotion considerata più competitiva al Mondo. Allo stesso tempo Robbie Lawler torna nella gabbia e non sembra disposto a cedere il passo.

Joe Rogan ha analizzato il match tra i due durante il suo podcast:

“Questo è un grande match. Ben vuole far vedere che può competere coi migliori al Mondo e Robbie vuole dimostrare di non essere finito. Robbie è un selvaggio e mi piace anche che abbia preso un po’ di tempo di pausa dopo le guerre vere e proprie che ha affrontato. Tra la fight con Carlos Condit e con Rory MacDonald, mio Dio! Non c’è un singolo essere umano che possa uscirne illeso. Mi ricordo che alla fine di una fight aveva il labbro aperto e potevo vedere letteralmente i suoi denti tra le labbra mentre lo intervistavo. E non se ne fregava un cazzo! Un vero fighter. Mi ricordo che non faceva sparring durante il periodo della Strikeforce e mi diceva: ‘Non mi serve, so come combattere!’ ”

“Ben invece è un fighter estremamente intelligente e preparato. Non si è mai allontanato dal suo stile, sempre in contatto con il wrestling, anche allenando i ragazzi. Ed è in grado di prenderti come un gorilla e farti a pezzi a terra. Penso che quando istituiranno la divisione dei 165 lui ne farà parte perchè non vuole affrontare Woodley e quindi punterà a prendere lì la cintura.”

Anche Din Thomas dice la sua su Ben Askren:

“Io lo vedo all’opera anche quando si allena con Tyron. Quando siamo nei camp di Tyron lui non si tira mai indietro, non importa quale sia il suo stato di forma, riuscirà a tenere testa a Tyron per quanti round sarà necessario. Ed è sempre così. Estremamente costante, non molla mai, si allena sempre. Mi piace molto perchè, come hai detto, non si allontana da quello in cui è bravo.”

Non ci resta che aspettare il 2 marzo per vedere i due all’opera nella gabbia.