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Storie di MMA: Masvidal e l’incontro con Kimbo Slice

Prima di approdare nelle MMA professionistiche, Jorge Masvidal è stato uno street fighter in molti incontri ripresi su Youtube dalla cerchia di Kimbo Slice. Proprio il primo incontro con Kimbo Slice è rimasto nella memoria di Gambered come ha raccontato lui stesso ad MMA Junkie. L’occasione è arrivata con la sfida tra Masvidal e il protetto di Slice, che tutti chiamavano “Ray”:

“La prima volta che ho combattuto con Ray Slice era l’arbitro non ufficiale. Dava l’acqua sia a Ray che a me, prima e dopo il combattimento. Non sapevo nemmeno che fosse il protetto di Kimbo fino a quando non è uscito il video. Era super cool prima del combattimento e poi si è avvicinato a me e mi fa: “Wow man, non posso credere che tu abbia battuto quel tipo, è molto più grande di te, e so che quel tipo è cattivo.”

“Era letteralmente impazzito. Mi portò fuori a cena in questo posto super costoso ed elegante e io pensavo solo: “Cazzo, questo è veramente ricco!” ed è stato bello. Pensavo che avremmo dovuto dividere o tirare sul conto, ma pagò lui per il tutto. Ed io pensavo solo “Tutto questo è pazzesco” “

“Lui aveva già milioni di visualizzazioni su Youtube ed io invece ero un signor nessuno che andava in palestra, si allenava e voleva combattere. Dal primo giorno è stato davvero gentile con me. Veniva da me, mi faceva domande. Non che ne sapessi di più, ne sapeva di più lui su questo mondo ed in più era veramente famoso”

“Era sempre un uomo così umile. Se qualcuno andava a parlare con lui si fermava sempre 15-20 minuti ad ascoltare e conversare, sempre cortese. Era un gentiluomo. Soprattutto quando ha iniziato a combattere, non era come oggi in questi social media, quando qualcuno cercava di farsi fotografare con lui era sempre molto carino. Era veramente un gentiluomo e un bravo ragazzo. “

Masvidal parla anche dell’influenza che ha avuto su di lui la conoscenza con Kimbo e il mondo dello street fighting:

“Qualcuno potrebbe vedermi e pensare che io sono un delinquente e dire roba del tipo: ‘Guarda questo tizio che combatte nelle lotte clandestine, deve essere un vero teppista!’. Io la vedo semplicemente come parte della mia vita. Sono cresciuto combattendo, e non pensavo che fosse così male. Se qualcuno rivede il nostro combattimento, non c’era cattiveria tra me e Ray dopo i combattimenti. Era tutto amore. Era tutto rispetto. Ci siamo battuti e poi tutto come prima. Non ci sono mai state brutte intenzioni ma solo la voglia di combattere”.

Fight Clubbing annuncia un ex UFC per l’evento di Pescara

Ritorna, a maggio, il Fight Clubbing International Championship, la kermesse di sport di lotta che ha luogo a Pescara e rappresenta uno dei più grandi eventi sportivi del centro-sud Italia. Dopo gli ultimi due anni, in cui si sono fatte registrare rispettivamente 2100 e 2600 presenze, quest’anno l’organizzazione punta ad un ulteriore miglioramento e vuole raggiungere quota 3000 sugli spalti del Pala-Giovanni Paolo II.

L’evento si svolge con la tradizionale formula “gabbia + ring” e propone incontri di livello internazionale di pugilato, kickboxing, Muay-Thai, MMA, K1. La nostra redazione l’anno scorso è stata presente all’evento e abbiamo potuto apprezzare l’ottima organizzazione, nonchè la presenza di atleti davvero interessanti nella card di MMA come Michelangelo Colangelo e Maxim Radu oltre ad ospiti di eccezione quali Alessio Sakara e Giorgio Petrosyan.

Nei sedici match pro totali che saranno in card, di cui sei saranno dedicati alle MMA, la grande novità annunciata dagli organizzatori è la presenza di un ex atleta UFC, nella categoria al limite dei 70 kg, che vanta in carriera un incontro con Max Holloway, attuale campione mondiale dei pesi Piuma nella promotion di Dana White. Al momento non si sa ancora di chi si tratti, ma la card è in corso di definizione in questi giorni e fra un po’ di tempo verrà annunciato il nome di chi avrà accettato la sfida.

Appuntamento al 4 maggio!

Rookie Fighting Championship: le MMA sbarcano in Campania

Sabato scorso abbiamo partecipato alla prima conferenza stampa del Rookie Fighting Championship, evento di arti marziali miste che si svolgerà a Marcianise (CE) il prossimo 16 marzo negli studios dell’emittente televisiva Italiamia. Si tratta di un progetto molto interessante e che, come suggerisce il nome stesso, vedrà confrontarsi atleti che sono all’esordio da pro oppure hanno pochi match all’attivo, anche se già noti nel panorama nazionale di questo sport.

Punteremo a crescere partendo dal Sud Italia e cercheremo di creare una realtà che sia il più professionale possibile, senza voler paragonarci ad altri, ma consolidando la posizione del Rookie FC“, queste le parole di Luca Maisto, che insieme a Danilo Girasole ha organizzato e promosso l’evento. In effetti gli ingredienti per una buona crescita ci sono tutti: nella card vediamo nomi molto promettenti nel panorama delle MMA italiane, quali Dylan Hazan e Giuseppe Ruggeri. I due si allenano al Gloria Fight Center, avanguardia delle accademie italiane di MMA che non ha certo bisogno di presentazioni, e sono recentemente entrati nella Italian Top Fighters Management, la scuderia di Alex Dandi che può fregiarsi del titolo di primo management italiano ad aver portato un atleta in UFC (Alen Amedovski). Stiamo parlando del meglio, insomma, che le MMA italiane hanno da offrire in questo momento a livello pro.

Da apprezzare inoltre il coraggio degli organizzatori, che propongono una card di qualità e di sole MMA, iniziativa che nel centro-sud del nostro Paese è cosa più unica che rara.

Tra i match della card, quello secondo noi da seguire con più attenzione vedrà proprio il siciliano Ruggeri andare incontro ad Alessandro Giordano, giovane atleta vesuviano proveniente dalla FIGMMA di buona esperienza amatoriale e che ha recentemente esordito nei pro con una convincente vittoria. Questo match si terrà al limite delle 145 libbre (pesi piuma). Ecco la card completa (ricordiamo che l’evento sarà visibile anche sul canale 274 del digitale terrestre):

 

Pesi Leggeri | Castiglione vs Marrazzo
Pesi Piuma | Lombardi vs Froiio
Pesi Massimi | Tommaselli vs Terralavoro
Catchweight | Morra vs Di Donna
Pesi Piuma | Ruggeri vs Giordano
Pesi Piuma | Gheroghita vs Hazan

Scatizzi e Pedersoli: caccia grossa in Europa

Quello che ci apprestiamo a vivere sarà un weekend di fuoco, e molto incisivo, per le MMA italiane. Ci giochiamo tutto da noi, nel nostro continente: una battaglia europea aperta sul fronte occidentale e su quello orientale. Diverse promotion, diverse speranze, stesso movimento.

A Dublino abbiamo Bellator 217: Gallagher vs Graham. Nella capitale irlandese, proprio la preliminary card segna il ritorno in gabbia di Daniele Scatizzi (9-4), uno dei migliori talenti nostrani che, dopo aver superato un 2018 molto difficile, è pronto a tornare in gabbia per affrontare l’inglese Alfie Davis (10-3) in un incontro al limite delle 155 libbre (categoria pesi leggeri). Il britannico da pro non ha mai subito una sconfitta prima del limite e sarà un banco di prova subito molto importante per Daniele. La card non sarà visibile su DAZN, ma potete scaricare la app di Bellator e guardare gratuitamente i preliminari sui vostri dispositivi. Orario di inizio della card le 18 in Italia.

Sulla sponda del Danubio, invece, sempre nella preliminary card si gioca il suo futuro in UFC Carlo Pedersoli Jr (1-1 UFC), che dopo il vittorioso esordio nella promotion di Dana White si dovrà riscattare dalla sconfitta patita in Brasile da Alex ‘Cowboy’ Oliveira. Ad attenderlo ci sarà il trentquattrenne americano Dwight Grant (0-1 UFC): si tratta di uno striker con mani molto pesanti, anche lui mai sconfitto prima del limite, che proviene dalle Dana White’s Contender Series. Carlo sconta qualche centimetro in altezza ma ha dalla sua una valenza ben più elevata nel grappling, che potrebbe consentirgli di avere la meglio se riesce a portare il match su quel terreno. Incontro al limite delle 170 libbre (pesi welter), UFC Praga in diretta su DAZN a partire dalle ore 17, l’incontro di Carlo potrebbe iniziare intorno alle 19:30.

Daniele e Carlo in bocca al lupo, l’Italia delle MMA è con voi!

Venom Page e Ngannou avanti tutta nel lungo weekend di MMA

In questo weekend l’attenzione degli appassionati di MMA è stata catalizzata da due card, svoltesi in momenti differenti, che proponevano spunti interessanti in special modo nei rispettivi main event.

Nella notte tra sabato 16 e domenica 17 è andato in scena Bellator 216 che proponeva il quarto di finale del torneo welterweight fra Michael ‘Venom‘ Page e Paul ‘Semtex‘ Daley. Ha vinto il primo, non senza patemi d’animo, in un match ricco di ribaltamenti e colpi di scena. I fan dello striking, che già si leccavano i baffi per godersi un match tra due striker duri e puri, sono rimasti senz’altro delusi: la prima ripresa è di studio e Page se la aggiudica senza fare moltissimo, limitandosi a controllare il centro della gabbia piazzando pochi colpi. Dal secondo round entra in scena l’ottima strategia di Daley che, consapevole di avere un notevole svantaggio fisico (ben sedici centimetri in altezza e più di dieci in allungo), sceglie di ridurre le distanze e porta il match letteralmente “sul terreno” in cui può dare più grattacapi al suo avversario: a terra appunto.

Page, che di certo non aveva ancora, nel suo immacolato record MMA, un match prestigioso contro un avversario del livello di Semtex, per i successivi due round se la vede davvero brutta e, considerando che al quinto round ha subito per metà del tempo il controllo dell’avversario, l’incontro poteva anche perderlo. Invece, nonostante i numerosi takedown subiti, Venom si prende la croce nelle fasi a terra e si difende abbastanza bene: i giudici premiano soprattutto la sua intraprendenza nelle parti finali degli ultimi due round. Va da sè che, quando in semifinale se la vedrà con Douglas Lima (che da buon profeta, prima del match aveva dichiarato “Daley cercherà di portarlo a terra”), Page dovrà inventarsi ben altro, di certo non basterà quanto fatto vedere alla Mohegan Sun Arena.

Ben altra piega ha avuto l’altro main event, quello che a Phoenix ha visto Francis Ngannou trionfare su Cain Velasquez all’atteso rientro dopo due anni di assenza. Dopo una brevissima fase di studio con l’ex campione dei pesi massimi che cerca un paio di calci per tastare le distanze, Ngannou parte improvvisamente con il destro e prende l’avversario appena sotto la nuca. Cain parte a testa bassa contro il corpo del camerunense, che prova a colpirlo ma non sembra mettere colpi. A un certo punto, mentre spinge verso Ngannou, le gambe di Velasquez si divaricano improvvisamente poco dopo aver ricevuto un colpo e cade per terra in una smorfia di dolore: facile a quel punto per Ngannou partire in ground and pound e chiudere la contesa in soli ventisette secondi.

L’impressione a prima vista è che più che dal colpo ricevuto Caino sia stato messo fuori gioco da qualche problema fisico: discorsi che tutto sommato che lasciano il tempo che trovano, specie in una categoria come i massimi in cui il singolo colpo può fare la differenza. In fin dei conti, Francis Ngannou si avvicina sempre più ad una nuova title-shot dopo la doppia battuta d’arresto patita con Miocic e Derrick Lewis. Velasquez è da rivedere, con più di un’incognita legata alla sua effettiva tenuta fisica dopo anni di infortuni ed il lungo stop a cui si è sottoposto.

Bellator 216: I risultati della card

Nella notte è andato in scena Bellator 216 con il tantissimo atteso match tra Michael Venom Page e Paul Daley, alla Mohegan Sun Arena di Uncasville, Connecticut. Ottiene una vittoria fondamentale MVP in un match che si è rivelato l’opposto di quello che tutti si aspettavano. Grande studio e molta tattica, forse il match più ragionato mai fatto da Daley, ma Page è uscito negli ultimi due round ed ha avuto la meglio. Adesso lo attendo il test Douglas Lima nel prossimo turno del torneo dei pesi welter.

Main card

Michael Page def. Paul Daley via unanimous decision (48-47 x3)

Mirko Cro Cop def. Roy Nelson via unanimous decision (30-27, 29-28 x2)

Cheick Kongo def. Vitaly Minakov via unanimous decision (30-27, 29-28 x2)

Yaroslav Amosov def. Erick Silva via unanimous decision (29-27, 29-28 x2)

Valerie Loureda def. Colby Fletcher via first-round TKO (2:55)

Undercard

Tyrell Fortune def. Ryan Pokryfky via first-round TKO (2:21)

Nekruz Mirkhojaev def. Patrick Casey via submission (neck crank) (R3, 1:18)

Vinicius De Jesus def. Rodolpho Barcellos via first-round TKO (3:46)

Kemran Lachinov def. Kastriot Xhema via submission (kneebar) (R2, 0:53)

Justin Sumter def. Reginaldo Felix via submission (RNC) (R2, 3:27)

Jesse Kosakowski def. Rodolfo Rocha via submission (RNC) (R2, 3:05)

Demetrius Plaza def. Andrews Rodriguez via unanimous decision (29-28, 29-27 x2)

Venom Page teme che Daley possa dare problemi nel post-fight

Nel maggio del 2010, il fighter britannico Paul Daley affrontatò Josh Koscheck per una title eliminator dei pesi welter UFC. Dopo tre round di battaglia con l’avversario Daley si rese protagonista di un brutto episodio: aggredì Koscheck e venne rilasciato dalla UFC. Oggi Daley è pronto per un altro match con un altro striker suo connazionale, Michael Page, a Bellator 216; Page pensa che Daley possa fare qualche sciocchezza simile dopo il match.

Secondo me Paul è una persona molto infantile, molto impulsiva“, ha detto Page allo Ariel Helwani’s MMA Show lunedì scorso. (trascrizione da MMA Mania) “Guarda la sua storia, è stato cacciato dalla UFC prima proprio a causa della sua impulsività. Soprattutto quando perde, è molto rancoroso nella sconfitta“.

Anche ora il mio allenatore mi ha detto ‘Dopo il match, stai attento, devi stare in guardia. L’incontro non è finito quando suona la campana, lui è quel tipo di persona che può continuare. Potrebbe scoppiare“.

Posso essere frustrante per come combatto“, ha dichiarato Page. “Posso frustrare gli avversari, posso entrare nelle loro teste. Lui sta dicendo cose del tipo ‘Non ci sono problemi reali tra noi’, cerca di recitare il ruolo di bravo ragazzo. Non lo capisco, ma a me sembra che finga perché poi l’ho provocato ed è scoppiato subito. Ora sono nella sua testa, lo sto facendo da quando è cominciato il periodo di promozione dell’incontro e “.

Storie di MMA: Robet Whittaker il fighter umile

Questo fine settimana Robert Whittaker difenderà la cintura di campione dei pesi medi dall’attacco di Kelvin Gastelum. Su di lui non si conoscono molte storie. Sicuramente è una persona molto timida e non parla mai a vanvera ed è uno dei motivi perchè è uno dei fighter più rispettati nel roster UFC.

Michael Bisping, parlando di lui ha detto: “Mi riesce davvero difficile dire qualcosa di offensivo su di lui. Mi ricordo che una volta lui aveva appena vinto contro Jacare, ai tempi ero campione dei pesi medi e commentavo per FOX. Fui io ad intervistarlo e quando gli chiesi: ‘Allora Robert vuoi prenderti la cintura?’ e lui faceva il modesto, tanto che ad un certo punto mi sono incazzato e gli ho detto: ‘Senti Whittaker, non cominciare a minimizzare cazzo! Hai distrutto Jacarè!’. “

Dana White aveva dichiarato su di lui, poco prima del re-match contro Romero al The Weekend Australian:

“È un assassino durante i combattimenti. Ed è un vero gentiluomo. Viene amato e spalleggiato dalle persone che ama. Lo ammiro per questo. “

Una delle storie più belle su Whittaker l’ha raccontata il report per il The Australian, Will Swanton, che seguiva Whittaker per uno speciale sul fighter australiano.

“Aveva appena terminato un allenamento presso il Gracie Jiu Jitsu Gymnasium nel sobborgo industriale di Sydney di Smeaton Grange. La porta d’ingresso aveva un cartello che diceva LASCIARE L’ EGO ALLA PORTA. Sopra l’entrata della gabbia, un altro cartello diceva: Applica più tempo al miglioramento personale e non dedicare più tempo a criticare gli altri.  Più duramente di ogni altro sport, la lotta insegna autocontrollo e orgoglio. Alcuni hanno lottato senza grande abilità – nessuno ha lottato senza orgoglio. L’arte di insegnare è la tolleranza. L’umiltà è l’arte dell’apprendimento. Pensa sempre che il tuo avversario sarà più grande, più veloce e più forte di te; così imparerai a fare affidamento su tecnica, tempismo e togli piuttosto la  forza bruta.

Quando Whittaker, distrutto, aveva terminato il suo allenamento, era letteralmente immerso nel suo sudore. Si rifiutava di farsi la doccia. Il suo allenatore, Alex Prates, mi ha spiegato perché.


‘Ottieni più aggressività in un locale in centro di sabato sera rispetto a qui. Guarda, siamo piuttosto semplici. Lavoriamo duro e cerchiamo di farlo nel modo giusto. Abbiamo regole per tutto. C’è una regola per la doccia: il più vecchio va per primo, non importa chi sia stato sul tatami. Puoi essere un campione del mondo, puoi essere una cintura nera, il vecchio andrà a farsi la doccia sempre per primo.

‘Non togliamo le nostre magliette in palestra. Non facciamo battute inappropriate sulle ragazze. Ci teniamo molto al rispetto. Una piccola alterazione nel comportamento qui può causare un problema. Chiunque entri qui e non si adatta subito, va fuori dalla porta. Devi rispettare i tuoi anziani in questa vita. Rispetta le donne. Rispettatevi a vicenda. Rispetta te stesso. Questo è ciò che fa Rob e quello che è. “

Storie di MMA: Lorenzo Borgomeo si disseta al weigh-in

Sabato scorso abbiamo avuto modo di fare qualche domanda al miglior allenatore italiano di MMA 2018, lo head coach del Gloria Fight Center Lorenzo Borgomeo, che abbiamo incontrato ad Avellino presso la palestra Freedom Fitness. In calce all’intervista abbiamo chiesto a Lorenzo di darci un contributo per la nostra rubrica del venerdi e ‘Borg’ non si è sottratto, raccontandoci un episodio inedito che gli è capitato qualche anno fa, quando lavorava in America.

 

Un po’ di tempo fa mi trovavo a Denver, ero coach dell’American Top Team della sezione locale ed avevo alcuni atleti sotto la mia responsabilità. In seguito li ho mandati a quel paese perchè non venivo più pagato, ma all’epoca dei fatti ero ancora operativo presso quella sede. Avevo un atleta che doveva combattere, ed in vista di quell’incontro bisognava fare il weigh-in. Non so se lo sapete, ma in quelle occasioni mentre si aspetta l’operazione della pesata si sputa in continuazione. Lui aveva già fatto il peso, ma continuava a sputare e lo faceva in un bicchiere, che aveva lì apposta per raccogliere tutti quei liquidi. Ad un certo punto lui ha poggiato il bicchiere da qualche parte e io, nella confusione generale, l’ho preso e ho sorseggiato. Mi sono accorto subito che non era acqua, ma ormai era troppo tardi… Se ci penso mi viene ancora adesso da vomitare, bere un bicchiere di sputi è una vera tortura!!

Ringraziamo Lorenzo per il “succoso” contributo!

ESCLUSIVO – Intervista a Lorenzo Borgomeo

Nella giornata di ieri abbiamo sfruttato un’occasione unica: Lorenzo Borgomeo, head coach del Gloria Fight Center di Roma, è venuto ad Avellino, a pochi passi da casa nostra, a tenere un seminario presso una nota struttura del capoluogo irpino, la Freedom Fitness. Come noi, anche molti praticanti di arti marziali provenienti dalle altre province della Campania ed addirittura dalle regioni limitrofe non si sono lasciati sfuggire l’opportunità e infatti il seminario è stato un grande successo di pubblico. Circa due terzi del tempo totale sul tatami Lorenzo lo ha dedicato alle tecniche di striking, con focus in particolare sulle gomitate, per poi terminare la parte ‘attiva’ con il grappling, soffermandosi sulle tecniche di arm-triangle choke e dedicando l’ultima mezz’ora alle domande dei ragazzi.

Al termine del seminario Lorenzo, gentile e disponibilissimo come tutti i membri del Gloria che abbiamo incontrato, ci ha dedicato qualche minuto per rispondere alle nostre domande. Vi riportiamo una trascrizione dell’audio che abbiamo realizzato.

Lorenzo, come è stata la tua carriera da fighter e quando hai deciso di diventare coach?
La mia carriera da fighter è stata complessa. Ho iniziato con la Muay Thai, il K1, sono arrivato molto tardi nelle MMA, a 27 anni: erano altri tempi e questa disciplina era ai primordi. Sono molto soddisfatto della mia carriera perchè, nel bene e nel male, ha contribuito a rendermi un coach abbastanza esperto. Io non avrei mai voluto diventare coach, perchè per un ex fighter restare nell’ambiente senza poter combattere è estremamente doloroso. Tuttavia Alessio Di Chirico mi ha praticamente costretto “con la violenza” [ride, ndr] a proseguire, quindi il merito di questa scelta è stato suo.

Ci dai una definizione del ‘Borg Training System’?
Si tratta di un metodo di allenamento che ho messo a punto per le persone che non hanno la possibilità di allenarsi in palestra e che vogliono mantenersi in forma a casa, basato su alcune tecniche delle MMA e sui movimenti tipici degli sport da combattimento.

Ti è capitato, nella tua attività di coach, di trarre apprendimento dai numerosi viaggi che state compiendo con il team soprattutto negli ultimi tempi?
Assolutamente sì, apprendo molto da ogni match, sia dai miei atleti che dai loro avversari, cercando sempre di imparare dagli errori. Ho molti contatti anche all’estero, data la mia esperienza passata, quindi mi confronto spesso con i coach soprattutto americani con cui ci scambiamo di solito gli sparring partner come capitato già con Di Chirico da Rockhold, o ultimamente anche con Carlo [Pedersoli].

Due atleti in UFC, uno in ONE e altri in giro per il mondo. Cos’è che catalizza l’attenzione di queste grandi organizzazioni verso il Gloria come punto di riferimento in ambito nazionale?
Probabilmente perchè siamo stati il primo team italiano a crescere un atleta UFC. Basta mettere un piede dentro, dopo la prima volta è stato anche più facile inserire nel circuito Pedersoli e guadagnarci la credibilità per Cerilli.

Tanta sfortuna per Alessio Di Chirico, che doveva combattere a UFC London e ha subito un infortunio proprio alla fine dell’anno scorso. Come procede il recupero? Quando lo rivedremo?
Il recupero procede perfettamente, secondo le tempistiche stabilite. Spero che possa già combattere quest’anno, per i primi di giugno.

Carlo Pedersoli invece, notizia dell’ultimissima ora, combatterà a Praga (23 febbraio, ndr) con Dwight Grant, ancora con poco preavviso. Ci risulta essere un fighter con una buona mascella e non propriamente un grappler. Avete già in mente la strategia per il match?
Non è un grappler, è molto grosso e gli piace scambiare in piedi. Ha un anti-wrestling decente, ma nel grappling non è ai livelli di Carlo. Pertanto, potrebbe essere quella una chiave strategica per affrontare il match.

2018 anno straordinario per il Gloria, solo parzialmente intaccato dalle sconfitte-lampo di Pedersoli con Oliveira e Cerilli con Vera. Vedi delle similitudini nei due incontri, avete già avuto modo di analizzare cosa non è andato?
No, non vedo alcun punto di contatto. Pedersoli era in un momento personale non ottimale e non avrebbe dovuto prendere quel match, che però era una grande occasione e alla fine ci siamo messi in gioco. Su Cerilli c’è poco da analizzare, non ci sono stati errori particolari: nei pesi massimi chi tocca prima, manda giù l’avversario. Poteva andare in quel verso o in un altro, o finire ai punti. E’ andata così.

C’è qualche fighter in UFC, a parte i tuoi, che ti piacerebbe allenare?
Mi piacerebbe lavorare con Edson Barboza. Mi piace molto il suo stile, ci siamo anche allenati a Miami insieme.

Probabilmente non sai che uno dei tuoi ‘migliori’ atleti ha origini irpine, del nostro stesso paese [Ariano Irpino, ndr] e ha anche ricevuto le chiavi della città. Ci riferiamo a Tommaso Paradiso [Lorenzo scoppia a ridere]. C’è la speranza che un giorno uno dei vostri fighter UFC entri nell’Ottagono utilizzando una sua canzone?
Dovremmo chiedere a lui di farne una. Pagheremo la SIAE e se ci dovesse scrivere una canzone la utilizzeremo!

Come ultima domanda abbiamo chiesto a Lorenzo di raccontarci una “storia di MMA” da riportare venerdì prossimo. ‘Borg’ non si è sottratto e ci ha dato il suo contributo, appuntamento al 1° febbraio sera con ‘Storie di MMA’!

Grand Prix welter Bellator, MacDonald in gabbia ad aprile

Finalmente c’è la data per l’incontro valido per il Grand Prix Bellator Welterweight tra il campione in carica della categoria Rory MacDonald e l’ex campione del World Series of Fighting Jon Fitch. Secondo un report di MMA Fighting i due si incroceranno il prossimo 27 aprile a San Jose, California.

Dettaglio non trascurabile, in questo match c’è sul piatto a tutti gli effetti il titolo di MacDonald, il che significa che Fitch diventerebbe campione con una vittoria – oltre ad avanzare al turno successivo del torneo. Ognuno degli incontri successivi a Fitch vs MacDonald sarà quindi un match valido per la difesa del titolo, con l’eventuale vincitore del torneo che lascerà il campo di battaglia come re dei pesi welter Bellator.

Rory MacDonald ha combattuto l’ultima volta a settembre scorso, quando è stato piegato nettamente da Gegard Mousasi nell’assalto al titolo dei pesi medi. Prima ancora di quella dura sconfitta, MacDonald era in serie positiva da due match, i primi nella promotion di Scott Coker dopo il divorzio da UFC, vinti su Paul Daley per sottomissione al suo debutto e poi su Douglas Lima nel secondo incontro valido per la difesa della cintura dei welter. Ha un record complessivo di 20-5, avendo perso soltanto con Carlos Condit, Robbie Lawler (due volte), Stephen Thompson e appunto Mousasi.

Jon Fitch, d’altro canto, che in carriera vanta anche un assalto a Georges St-Pierre per il titolo dei pesi welter UFC, è 31-7-1 in carriera. Ha fatto il suo debutto in Bellator a maggio, battendo Paul Daley per decisione. Fitch arriva all’incontro con MacDonald forte di una serie di cinque vittorie di fila.

Bellator: Mousasi si infortuna, salta il match con Lovato Jr.

Il Grand Prix dei pesi massimi Bellator decreterà il suo vincitore quando si incontreranno, nel main event del Bellator 214, il leggendario Fedor Emelianenko e l’attuale campione dei pesi massimi leggeri Ryan Bader. Purtroppo il co-main event, che era un incontro valido per il titolo dei pesi medi, è saltato.

Ariel Helwani di ESPN ha confermato che il campione al limite delle 185 libbre Gegard Mousasi ha subito un infortunio alla schiena, che lo costringerà a saltare il match programmato contro l’imbattuto Rafael Lovato Jr. il prossimo 26 gennaio a Los Angeles, California.

Per Mousasi, l’ultima difesa del titolo risale a quello che è stato finora l’incontro più prestigioso della sua carriera, quando ha battuto il campione dei welter Rory MacDonald a Bellator 206 disputatosi a San Jose.

Per il momento la card di Bellator 214 è la seguente:

Main Card
Pesi Massimi– 207-265lbs: (C) – Fedor Emelianenko vs. (ML C) Ryan Bader
Pesi Medi – 185lbs: Rafael Lovato Jr. vs. TBD
Pesi Piuma – 145lbs: Aaron Pico vs. Henry Corrales
Pesi Massimi: Jake Hager vs. J.W. Kiser

Preliminary Card (Bellator.com / Bellator mobile app)
Pesi Leggeri – 155lbs: Mike Segura vs. Richard Leroy
Pesi Leggeri: Jorge Juarez vs. David Pacheco
Pesi Piuma: Jay Jay Wilson vs. Tyler Beneke
Pesi Medi: Bobby Newman vs. Christopher Reyes
Pesi Welter – 170lbs: Jesse Merritt vs. Thor Skancke
Pesi Massimi: Sean Johnson vs. Art Rivas

Alvarez e Johnson debutteranno a marzo in ONE

Eddie Alvarez e Demetrious Johnson faranno il loro attesissimo esordio in ONE Championship il 31 marzo al Ryogoku Kokugikan di Tokyo. La promotion ONE ha fatto l’annuncio mercoledì pomeriggio.

Johnson (27-3-1), ex campione dei pesi mosca UFC e miglior fighter pound for pound, affronterà Yuya Wakamatsu in un match nei pesi mosca. “Mighty Mouse” è approdato in ONE grazie allo storico scambio che ha portato in UFC l’ex campione dei pesi welter Bellator e One: Ben Askren.

Johnson è entrato nell’ottagono l’ultima volta il 4 agosto a UFC 227, evento nel quale ha perso la cintura ed interrotto la scia di imbattibilità di 11 difese consecutive del titolo per mano di Henry Cejudo.

Wakamatsu (10-3) ha recentemente ottenuto un’importante vittoria per decisione contro Danny Kingad a settembre.

Alvarez (29-6, 1 NC), ex campione dei pesi leggeri UFC e Bellator, farà il suo debutto contro Timofey Nastyukhin.

Nel suo ultimo incontro Alvarez ha subito una sconfitta per TKO contro Dustin Poirier nel loro re-match a UFC on FOX 30 a luglio.

Neiman Gracie: “Sono nato per essere un campione”

Il brasiliano Neiman Gracie ha offerto una grandissima prestazione nell’incontro con Ed Ruth a Bellator 213. Lo specialista del bjj si è trovato davanti un avversario davvero ostico, un all-american wrestler con buone mani e submission defense dura da superare.

Nonostante il calibro del suo avversario, Gracie è riuscito ad ottenere una vittoria per sumbission al quarto round grazie ad una rear naked choke. L’incontro è stato di puro grappling e, per sua stessa ammissione, non ci si aspettava che si andasse in quella direzione. Per di più nel primo round Ed Ruth era quasi riuscito a chiuderlo in una triangle choke dalla quale è riuscito a liberarsi.

La sua dichiarazione ai microfoni di MMA Fighting è stata chiara:

“Io diventerò campione. Tutto sta andando nella direzione che mi porterà ad essere campione e lo diventerò. Sono nato per esserlo. Non importa chi mi troverò dopo nella gabbia. Adesso mi fermerò qui a surfare per un paio di giorni!”

Dalla stessa parte del tabellone Gracie troverà il vincitore dell’incontro tra Jon Fitch, fighter della AKA, e il campione in carica Rory MacDonald. Se per essere il migliore devi battere il migliore, allora Gracie poterebbe capire da subito se sarà in grado di competere per la cintura oppure no.

Bellator 213: I risultati della card hawaiana

Nel weekend doppio appuntamento con Bellator in quel di Honolulu. Da segnalare a Bellator 212 la vittoria di Michael Chandler che ha strappato il titolo a Brent Primus, riprendendosi la cintura di campione dei pesi leggeri. Esordio vincente per Lyoto Machida contro Rafael Carvalho, mentre lo scontro tra Neiman Gracie e Ed Ruth, rispettivamente specialisti nel bjj e wrestling, si è risolta con la vittoria del brasiliano che ora attende il vincitore tra John Fitch e Rory MacDonald per il torneo dei welter.

Main Card

Women’s Flyweight Ilima-Lei Macfarlane (c) def. Valérie Létourneau Submission (triangle choke) 3 3:19 [a]
Catchweight (186.5 lbs) Lyoto Machida def. Rafael Carvalho Decision (split) (29-28, 28-29, 29-28) 3 5:00
Welterweight Neiman Gracie def. Ed Ruth Submission (rear-naked choke) 4 2:15 [b]
Light Heavyweight Liam McGeary def. Muhammad Lawal TKO (punch) 3 0:53
Lightweight Nainoa Dung def. Kona Oliveira TKO (punches) 3 2:05

Preliminary card

Lightweight Dustin Barca def. Isaac Hopps Decision (split) (29-28, 28-29, 30-27) 3 5:00
Catchweight (180 lbs) Maki Pitolo def. Chris Cisneros Submission (rear-naked choke) 3 2:40
Bantamweight Kai Kamaka III def. Shojin Miki Decision (unanimous) (29-28, 29-28, 29-28) 3 5:00

Postliminary card

Lightweight Ryan Dela Cruz def. Spencer Higa Decision 3 5:00
Light Heavyweight Marcus Gamble def. Kala Hose TKO 1
Flyweight Russell Mizuguchi def. Michael Nakagawa Decision 3 5:00
Featherweight Canaan Kawaihae def. Timothy Teves Decision (unanimous)

Storie di MMA: Bisping e la chance titolata last minute

Recentemente Michael Bisping è stato ospite al Joe Rogan Experience ed ha condiviso con il padrone di casa del famoso podcast diverse opinioni e spunti sul mondo delle MMA, sugli steroidi, il trash talking e la sua lunga carriera. Particolare il Conte si è soffermato sul momento in cui è venuto a sapere di poter sfidare Luke Rockhold per il titolo dei pesi Medi UFC.

“Avevo preso parte alle riprese di XXX-Il ritorno di Xander Cage ed ero stato sul set per 3 mesi. Stavo tornando a casa e cercavo disperatamente dei walkie talkie per mio figlio. Mi sono reso conto che al giorno d’oggi è complesso trovare dei walkie talkie ed ho dovuto fare un cazzo di giro assurdo per trovarli per poi vedere mio figlio che non ci ha mai giocato perchè aveva il cellulare! Forse avrei dovuto pensarci prima”

“Appena arrivo a casa vedo su Twitter che Weidman ha dato forfait e allora chiamo Dana e gli dico: ‘Senti se la notizia è vera sai dove trovarmi’ e lui mi rispose: ‘Grandioso, mi piace molto ma c’è già Jacare che è la nostra prima scelta’, appena sento questa cosa lascio perdere. Per un momento avevo pensato di poter avere la title shot ma poi ho pensato: ‘Non esiste che Jacare rifiuti un’opportunità del genere’.”

“Vado a casa del mio amico Jason a vedere una partita di basket e bevo un po’. Non proprio da ubriacarmi, però mi faccio un paio di birre. Ovviamente se avessi saputo di dover combattere per il titolo avrei fatto una dieta ferrea per più di un mese. Il giorno dopo vado in palestra per un soft workout e il mio telefono impazzisce e si illumina come un albero di Natale: è Ariel Helwani. Mi chiama e mi dice: ‘Mike, Dana ha appena annunciato a Sport Center che combatterai per il titolo!’ ed io: ‘Che cazzo! Fottuto Dana! Che Dio lo benedica!’ ”

“La prima cosa che faccio ovviamente è precipitarmi nello spogliatoio e salgo sulla bilancia. Peso 215-216 libbre. Io di solito arrivo la settimana prima dell’incontro a 200 libbre. Lascio perdere i pesi, mi metto uno zaino addosso e comincio a correre per la città di Toronto, senza mai fermarmi, nemmeno ai semafori e rischiando di essere investito dai taxi. Mentre ogni tanto sono al telefono con Dana per negoziare i termini finisco in un posto isolato nel nulla. Chiamo il mio amico Jason Parillo, mio boxing coach, e mi sfogo. Tipico della mia carriera arrivare alla fight più importante senza preparazione, dopo aver girato un film e senza essermi allenato contro qualcuno che mi ha già battuto. E lui mi ha detto: ‘Stai tranquillo, perchè magari non la vincerai, ma devi rilassarti e vedrai che arriverai preparato.’ ”

“Quello che è successo è stato proprio che mi ero sempre sovraccaricato di allenamento per tutti i miei incontri e per la title fight no. Non sono mai arrivato così rilassato e questo è stato il segreto. Il ko è nato da un video di Rockhold, che avevamo visto con Jason dove lui faceva degli allenamenti con gli elastici e lasciava sempre questo mento molto alto e Jason mi disse: ‘Lì ci devi andare col gancio sinistro’ e così è stato”.

Cro-Cop non si ritira, anzi: combatte a febbraio con Roy Nelson!

La leggenda delle MMA Mirko Cro Cop farà il suo debutto al Bellator il 16 febbraio prossimo a Uncasville, Connecticut, contro Roy Nelson. A riportare la notizia è stato Ariel Helwani di ESPN, condividendo il report sui social media. L’incontro sarà in realtà una rivincita, visto i due si sono già incrociati una volta a UFC 137 nell’ottobre del 2011, con “Big Country” che uscì vittorioso al terzo round per TKO.

Mirko Cro Cop e Roy Nelson dovevano già disputare la rivincita, che era stata prevista per Bellator 200, ma quella volta il progetto andò a monte. I due veterani si incontreranno adesso a Bellator 217; Cro Cop arriverà all’incontro cavalcando una serie di nove vittorie di fila, la cui ultima risale a RIZIN 13, al primo round su Roque Martinez. L’ultima sconfitta del 44enne risale al novembre del 2013, quando fu battuto da Oleksiy Oliynyk, contender dei pesi massimi UFC.

Roy Nelson invece è in serie negativa da due match. La sua più recente apparizione risale a Bellator 207, dove è stato sconfitto al primo round da Sergei Kharitonov. “Big Country” (23-16 MMA) è adesso 3-7 nei suoi ultimi dieci incontri. Bellator 217 ospiterà anche un incontro valido per il grand prix dei pesi welter tra Paul Daley e Michael “Venom” Page.

Scott Coker parla della collaborazione Rizin-Bellator

La chiusura del calendario internazionale delle MMA del 2018 spetterà come di consueto a RIZIN 14, alla vigilia di Capodanno. Adesso che l’evento è stato scoperto del tutto, sappiamo che ci sarà molto da aspettarsi.
Tra gli incontri annunciati il più atteso dovrebbe essere quello per il titolo inaugurale dei pesi gallo della promotion. Incontro che vedrà scontrarsi l’attuale campione Bellator al limite delle 135 libbre, Darrion ‘The Wolf’ Caldwell, in trasferta giapponese per vedersela con Kyoji Horiguchi.

C’è quindi una vera e propria collaborazione tra Bellator e RIZIN, con i rispettivi patron Scott Coker e Nobuyuki Sakakibara a cementare una partnership che, fino agli ultimi anni, aveva vissuto solo di qualche sparuta minore alleanza commerciale.

Ognuno di noi doveva assicurarsi che fossimo coperti alle spalle”, ha dichiarato Coker a ESPN. “Se Darrion Caldwell dovesse vincere la cintura Rizin, almeno una volta all’anno, manderemo ‘DC’ in Giappone per difenderla, perché non è giusto nei loro confronti mettere il loro titolo in gioco e, in caso di vittoria, non farglielo difendere“.

Nobuyuki Sakakibara e io siamo della stessa opinione. Se Horiguchi viene qui e vince, allora è un campione di due cinture, e una volta all’anno Sakakibara invierà Horiguchi al Bellator per difendere quella cintura contro il prossimo contender al titolo. Questo era importante per entrambi“.

È sicuramente il primo caso nel mondo delle MMA. Due importanti promotion che collaborano in modo amichevole e vantaggioso rappresentano un approccio innovativo e significativo per i fighter e gli appassionati di MMA.

Penso che Rizin e Bellator lavoreranno più volte insieme l’anno prossimo”, ha continuato Scott Coker. “Penso che potremmo arrivare ad un grande evento in cui si celebra ‘Rizin vs. Bellator’ in Giappone o qui, il prossimo anno. Penso che vedrete quel tipo di collaborazione“.

Rafael Lovato Jr. parla del match contro Mousasi

L’asso del bjj, Rafael Lovato Jr., affronterà e proverà a strappare il titolo dei pesi medi Bellator a Gegard Mousasi. Il match si terrà a Bellator 214 il 26 gennaio.

Proprio Lovato a The MMA Hour ha parlato di questa occasione:

“Era sicuramente il mio obiettivo e la mia visione quella di lottare per la cintura in questo momento. Tutto ha funzionato alla perfezione, è stato un bel viaggio. Sono molto grato di essere in questa posizione adesso. ”

“Non sai mai veramente come andrà a finire, quindi molte cose si basavano su cosa Mousasi volesse fare”, ha detto Lovato. “Quindi se avesse detto ‘nah, non voglio combattere contro di lui, aspetterò Machida,’ penso che Bellator probabilmente avrebbe esaudito il suo desiderio.”

“Penso che tutti possano vedere questa lotta fondamentalmente per quello che è”, ha detto Lovato. “Lui ha il vantaggio notevole e io ho il vantaggio sul terreno. Sicuramente non sarà facile portarlo lì. Sai, per me, il piano di gioco è prenderlo e lasciargli usare il suo jiu-jitsu. Quindi voglio solo stare con lui e provare un po ‘e portarlo dove sono con le mie forze. ”

“Penso che tutti possano vedere questa fight fondamentalmente per quello che è”
, ha detto Lovato. “Lui ha il vantaggio nello striking e io ho il vantaggio a terra. Sicuramente non sarà facile portarlo lì. Sai, per me, il gameplan è prenderlo e lasciargli usare il suo jiu-jitsu. Quindi voglio misurarmi con lui e provare a portarlo dove io ho i miei punti di forza. “

Tito Ortiz manda un messaggio a Jon Jones dopo la vittoria su Liddell

Tito Ortiz è riuscito finalmente a chiudere il cerchio sulla saga di lunga data che lo ha coinvolto con la leggenda delle MMA Chuck Liddell, sabato scorso a Los Angeles. Dopo essere stato sconfitto per ben due volte prima del limite nei primi due incontri con “Iceman”, molto tempo fa a UFC 47 e UFC 66, Ortiz è finalmente ha avuto la meglio su Liddell al Forum di Inglewood.

Combattendo sotto l’egida della Golden Boy promotion di MMA, Tito Ortiz è stato superiore a Chuck Liddell in ogni aspetto del match. Ortiz ha pressato Liddell per tutta la gabbia prima di atterrarlo con un destro nelle ultime fasi del round di apertura, che ha mandato Iceman schiantarsi sul ground.

Poco dopo la vittoria, Tito Ortiz ha annunciato il suo ritiro dalle MMA. Per quanto riguarda Chuck Liddell, il prosieguo dell’ex campione dei pesi massimi leggeri UFC rimane incerto dopo il devastante KO subito. Se avesse vinto, Liddell in precedenza aveva mostrato interesse a battersi con l’attuale fighter UFC Jon Jones. Tito Ortiz è passato sull’argomento proprio oggi, chiamando in causa “Bones” su Twitter:

“. @ JonnyBones te lo avevo detto che mi sarei occupato io del tuo lavoretto facile! Buona fortuna per il tuo prossimo incontro e sapcca i culi! # ufc232 #easywork “- Tito Ortiz

L’ex campione dei pesi massimi leggeri UFC, Jon Jones, è adesso in preparazione per la rivincita con l’ex sfidante al titolo della divisione Alexander Gustafsson nel prossimo main eventi di UFC 232. “Bones” non è entrato più nella gabbia dal famigerato incontro con Daniel Cormier a UFC 214. La vittoria ottenuta da Jones fu tramutata in no-contest dopo che il fighter era stato trovato positivo ad un test antidoping della USADA.

Jon Jones comunque ha affermato che non risponderà più alle chiamate di Liddell dopo l’incontro di sabato sera.

Sì, è ufficiale, non risponderò mai a Chuck che continua a chiamarmi.” – Jon Jones