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Bellator 221: I risultati della card

Il fine settimana passato ha portato una serie di risultati importanti anche in Bellator. Nell’evento di Bellator 221 andato in scena alla Allstate Arena di Rosemont, Illinois, gli esiti del main e co-main event fanno rumore e non poco.

Nel main event, Champ vs Champ, si sfidavano Pitbull, campione dei pesi piuma, e Michael Chandler, campione dei pesi leggeri. Chandler aveva strappato precedentemente il titolo al fratello dei campione dei piuma, ma il brasiliano non si è lasciato intimorire dal mismatch fisico e ha chiuso la pratica subito nel primo round per tko.

A fare ancora più clamore però è la prima sconfitta in carriera di Michael Venom Page che perde per ko contro Douglas Lima l’incontro valevole per la finale del torneo dei pesi welter. Dopo un predominio nel primo round il fighter inglese cade vittima del colpo migliore del brasiliano, il low kick. Grazie ad uno dei suoi calci letali Lima toglie l’appoggio alla gamba sinistra di Page per poi colpirlo sotto il mento con un destro che fa vedere le stelle al fighter inglese. Adesso Lima attende in finale il vincitore tra Neiman Gracie e Rory MacDonald.

Di seguito i risultati completi della card:

Main Card
Lightweight Patrício Freire def. Michael Chandler (c) TKO (punches) 1 1:01
Welterweight Douglas Lima def. Michael Page KO (punches) 2 0:35
Featherweight A. J. McKee def. Pat Curran Decision (unanimous) (30-27, 30-27, 30-26) 3 5:00
Heavyweight Jake Hager def. T.J Jones Submission (arm-triangle choke) 1 2:36
Featherweight Tywan Claxton def. James Bennett TKO (punches) 3 2:09

Preliminary card
Bantamweight Robert Fenicle def. Bryan Bautista Submission (heel hook) 1 1:42
Welterweight Khuukhenkhuu Amartuvshin def. Adam Ward Decision (unanimous) (29-28, 29-28, 29-28) 3 5:00
Flyweight Christian Rodriguez def. Jose Leon Submission (armbar) 1 4:35
Middleweight Robert Morrow def. James Bochnovic KO (punches) 1 1:18
Welterweight Christopher Gonzalez def. Charlie Radtke Decision (unanimous) (29-28, 29-28, 29-28) 3 5:00
Featherweight Chris Lencioni def. Adil Benjilany Submission (triangle choke) 1 4:55
Heavyweight Jason Belyew vs. Dave Latoria No Contest (accidental groin kick) 1
Flyweight Jesse Bazzi def. Joey Diehl Decision (unanimous) (30-27, 30-27, 30-27) 3 5:00
Welterweight Josh Streacker def. Scott Writz KO (punches) 2 3:33

Zahabi non crede che MacDonald si ritirerà presto

Le dichiarazioni post fight di Rory MacDonald a Bellator 220, in seguito al suo incontro con Jon Fitch, hanno scombussolato l’ambiente delle MMA. Secondo alcuni addetti ai lavori il sentore è stato di un possibile ritiro del fighter canadese, ma a queste voci ha risposto Firas Zahabi, striking coach di MacDonald, in una conversazione con Ariel Helwani.

“Ora è un uomo di famiglia”, ha detto Zahabi. “Ha un altro bambino in arrivo, sta maturando. Penso che capisca la realtà di combattere meglio. Ha visto il lato oscuro del combattimento, ha visto il lato buono, il lato negativo è quello che mi preoccupa come allenatore. Per me, nel combattere c’è sempre la sicurezza prima di tutto. Nel modo in cui ci alleniamo non metto mai a rischio la loro salute.”

“Quando sei più giovane e non hai una famiglia, tutto ciò che fai è preoccuparti di te stesso e sei più un cowboy, ti prendi più rischi, ma mentre maturai inizi a capire l’importanza della tua salute e della salute altrui. Soprattutto quando hai una famiglia, mi sembra normale avere quel tipo di prospettiva “.

“Queste sono emozioni normali, specialmente dopo un combattimento. Sei così pieno di emozioni subito dopo una lotta del genere. Quindi penso che fosse solo onesto. Potrebbe svegliarsi oggi e dire, ‘Sai cosa, facciamolo. Combattiamo. Continuiamo’. E penso che sia ciò che accadrà.”

“Questo è un combattente nato e credo proprio che continuerà nel suo viaggio”.

Rory MacDonald parla della sua prestazione contro Fitch

Nella notte di sabato a San Jose, Rory MacDonald è tornato nell’ottagono ed ha affrontato Jon Fitch. Sfortunatamente, al di là del risultato, per il canadese non è stata una delle migliori prestazioni e la sua avanzata al turno successivo del torneo dei pesi welter di Bellator è stata determinata solo dal majority draw che ne è venuto fuori.

Proprio il canadese campione in carica ha parlato del suo stato mentale e della sua prestazione:

“Ho messo a segno dei buoni colpi ma non so… è come se adesso fosse più difficile premere il grilletto, credo. Ho perso un po’ quell’istinto da killer. Mi riesce difficile da spiegare, ma adesso sono più esitante. Non so cosa dire a parte che non è stata la mia miglior performance.”

“Mi sento come se Dio mi avesse davvero chiamato all’ultimo momento, e non lo so, ha cambiato il mio spirito e il mio cuore. Ci vuole un certo spirito per venire qui e far passare un uomo attraverso il dolore e fargli del male. Non so se ho la stessa spinta per far del male a qualcuno. Non so cosa mi stia succedendo. È confusionario. Ma so che il Signore ha qualcosa in serbo per me, stava parlando con me qui stasera, e non lo so … è una sensazione strana.”

Che The Red King stia davvero perdendo quel killer instinct che lo distingueva da tutti gli altri?

MacDonald passa, ma a fatica

Sono definiti i quadri delle semifinali del Bellator Welterweight Grand Prix. Nell’ultimo quarto di finale, coinciso con il main event di Bellator 220, abbiamo assistito ad un pareggio maggioritario tra Rory MacDonald e Jon Fitch. Dato che il Re Rosso è il campione in pectore, un pareggio gli ha fatto conservare la cintura e lo ha mandato avanti nella competizione.

Al termine del match MacDonald, decisamente contrariato tra i fischi del pubblico californiano, non ha saputo neanche spiegare una prestazione davvero opaca, limitandosi ad un incerto “Non lo so, non so cosa mi sia successo“. In effetti il campione non è riuscito, durante l’incontro, a trovare adeguate contromisure al wrestling di Fitch. Il quale, pur non facendo nulla di particolare nel ground and pound e limitandosi a mantenere la top position, lo ha messo a terra per parecchi minuti in molte delle riprese disputate e sembrava aver fatto abbastanza per portare a casa la cintura.

Alla fine due giudici su tre salvano il canadese assegnando un pareggio (il primo aveva assegnato la vittoria a Fitch) e così MacDonald andrà avanti a giocarsi la semifinale. E’ indubbio, in ogni caso, che contro Gracie servirà un Rory MacDonald completamente diverso da quello visto questa notte.

Bellator 220: I risultati

Main card (DAZN)
Welter Rory MacDonald pareggio maggioritario Jon Fitch (46-48, 47-47, 47-47) 5 5:00
Donne Mosca Ilima-Lei Macfarlane batte Veta Arteaga TKO (taglio) 3 1:50
Leggeri Benson Henderson batte Adam Piccolotti split Decisione (29-28, 28-29, 29-28) 3 5:00
Massimi Leggeri Phil Davis batte Liam McGeary sottomissione 3 4:11
Piuma Gaston Bolanos batte Nathan Stolen KO (pugni) 1 2:21

Undercard
Aviv Gozali batte Travis Crain sottomissione (rear-naked choke) 1 2:15
Brandon Faumui batte Chris Avila Decisione (split) (30-27, 28-29, 29-28) 3 5:00
Matt Perez batte Justin Tenedora KO (pugni) 1 4:52
Cass Bell batte Peter Ishiguro KO (pugni) 2 2:59
Chuck Campbell batte Bruno Casillas KO (ginocchiata) 1 1:45
Hyder Amil batte Paradise Vaovasa sottomissione (rear-naked choke) 1 2:34
Josh San Diego batte Brandon Laroco unanime Decisione (30-27, 30-27, 30-26) 3 5:00
Jordan Williams batte Diego Herzog TKO (pugni) 3 1:21
Abraham Vaesau batte Justin Roswell TKO (pugni) 1 1:59

UFC vs Bellator: fuoco alle polveri (mainstream)

Il fatto che, nella nottata tra sabato e domenica, ci sia coincidenza temporale tra la card di Bellator San Jose e UFC Fort Lauderdale, ci porta a voler introdurre qualche spunto di riflessione. Ragioniamo anzitutto da americani, come pubblico che potenzialmente può recarsi all’evento: elemento geografico. Fort Lauderdale è vicino Miami, in Florida, a est; San Jose è all’esatto antipodo, in California, a ovest. Ci sono tre ore di fuso tra le due località e solo un’ora di differenza tra l’inizio delle rispettive main card. Si tratta, in ogni caso, di due card di altissimo livello, anzi uno dei rari casi in cui un main event Bellator è forse anche più appetibile del corrispondente UFC. Inoltre, le card di San Jose per la promotion di Scott Coker sono un po’ come le card di Las Vegas per quella di Dana White: il meglio che si possa offrire.

Sembra quasi configurarsi quindi un patto di non belligeranza a livello geografico tra le due promotion, mentre la vera partita sarà sul mainstream. Bellator ci mette tutta la sua potenza di fuoco, con due main event titolati e i due atleti più amati (MacDonald e la splendida Macfarlane); UFC con ESPN accetta la sfida, forte di un network più potente e di una card meno roboante, ma non meno forte per gli appassionati (e già questo rende l’idea degli equilibri delle forze in campo). Sarà davvero interessante comparare, a valle degli eventi, i dati del pubblico per capire quale sia stata la risposta.

In Italia la circostanza è forse anche più accentuata: c’è contemporaneità degli eventi e non c’è fuso orario, pertanto il telespettatore (nottambulo) sarà costretto a fare una scelta sulla diretta. Sono entrambi su DAZN, ma chi mi vedo prima? Il “Re Rosso” oppure il “Coccodrillo”? Anche da noi sarà interessante comparare i dati sugli ascolti che, se pure meno significativi (il pubblico, dato l’orario, deve essere per forza di nicchia) daranno indicazioni sui gusti di un mercato che interessa molto ad entrambe le promotion.

A proposito di quest’ultimo punto: Bellator è ormai già un po’ di tempo che è entrata nel nostro territorio, con le card in città importanti come Torino, Genova, Firenze, Roma. UFC non ci è ancora arrivata, ma dato il continuo aumento di atleti italiani ‘scritturati’ per il grande Circus di Dana White – numeri raddoppiati in soli due anni – non sembra più così irreale la prospettiva di avere un evento UFC in Italia in un futuro neanche troppo lontano. Qualcosa si sta muovendo, e lo sta facendo nella giusta direzione.

Riportiamo le rispettive main card di questa notte:

UFC on ESPN 2 (Fort Lauderdale, diretta su DAZN a partire dalle ore 3)
Middleweight Ronaldo Souza vs. Jack Hermansson
Heavyweight Greg Hardy vs. Dmitry Smolyakov
Welterweight Alex Oliveira vs. Mike Perry
Light Heavyweight Glover Teixeira vs. Ion Cuțelaba
Bantamweight John Lineker vs. Cory Sandhagen
Lightweight Roosevelt Roberts vs. Thomas Gifford

Bellator 220 (San Jose, diretta su DAZN a partire dalle ore 4)
Welterweight Rory MacDonald vs. Jon Fitch
Women’s Flyweight Ilima Macfarlane vs. Veta Arteaga
Lightweight Ben Henderson vs. Adam Piccolotti
Light Heavyweight Phil Davis vs. Liam McGeary
Featherweight Gaston Bolanos vs. Nathan Stolen

Firas Zahabi: “Jon Fitch è un vero codardo”

Lo striking coach di Rory MacDonald, Firas Zahabi, ha acceso una polemica con accuse importanti nei confronti del prossimo avversario del suo allievo, il fighter della AKA John Fitch. Questo weekend a Ballator 220 i due si affronteranno per vedere chi accederà alle semifinali del Welterweight World Grand Prix, andando poi a scontrarsi con Neiman Gracie.

Queste le parole di Zahabi ad MMA Fighting:

“Non c’è dubbio al riguardo. Jon Fitch è risultato positivo per sostanze illegali, PEDS, droghe che migliorano le prestazioni, ha avuto una rinascita nella sua carriera “, ha detto Zahabi. “Secondo me, siamo onesti, è un imbroglione. Non siamo un gruppo di ragazzi che giocano a golf qui. Non stiamo giocando a calcio qui. Ci stiamo colpendo a vicenda. Non stiamo colpendo i palloni da calcio qui. Non stiamo colpendo le palle da baseball. Ci stiamo colpendo a vicenda. È altamente immorale, è un crimine secondo me.”

“Questo ragazzo è un vigliacco. È un imbroglione “, ha detto Zahabi. “In fin dei conti, è un vero codardo. Secondo me non è un buon combattente, non è un combattente competente. È davvero solo un ragazzo pieno di doping. È un bravo wrestler, gliene dò atto, ma è davvero un ragazzo pompato di steroidi. E potrei portarti un wrestler medio e dargli il testosterone e sarà molto meglio di lui e molto più competitivo. La verità è che non può vincere senza. È la verità.”

Fight Clubbing: la card

Mancano ormai pochi giorni all’edizione del Fight Clubbing, evento misto di sport di lotta che si svolge annualmente a Pescara. Mai come quest’anno, soprattutto la card di MMA ha assunto una dimensione internazionale e si presenta molto interessante e prestigiosa, se è vero che il main event potrà contare su uno dei migliori atleti italiani e su un fighter che in passato ha combattuto nella UFC.
Riportiamo di seguito la card:

Pesi Welter Will Chope (37-14) vs Giovanni Melillo (12-4)
Pesi Piuma Walter Cogliandro (8-1) vs Francesco Moricca (6-4)
Pesi Welter Aldo Cirillo (3-4) vs Joe McColgan (4-2)
Pesi Piuma Davide Di Deo (3-1) vs Paul Hughes (1-0)
Pesi Piuma Giuliano Badessa (1-0) vs Nizar Ben Amara (2-0)

Giuliano Badessa, atleta del Team Leone Petrosyan, due vittorie da pro per decisione, affronta Nizar Benamara della Wolf Temple, due vittorie anche lui finora ma prima del limite. Nel secondo incontro Davide Di Deo, idolo di casa,  reduce da tre vittorie di fila dopo la sconfitta nell’ultima edizione del Fight Clubbing, affronterà l’irlandese Paul Hughes, buona esperienza amatoriale e al secondo match da pro. Sarà poi la volta di Aldo Cirillo, atleta teatino che cercherà di spezzzare una striscia negativa di tre incontri con “The SBG Hunter” Joe McColgan, coriaceo grappler nordirlandese che milita nel circuito di Cage Warriors. Co-main event di sicuro interesse che vedrà di fronte Walter Cogliandro e Francesco Moricca. Il novarese Cogliandro, reduce dalla sua unica sconfitta da professionista avvenuta a ICF 7 nel main event dal francese Alioune Nahaye, se la vedrà con il milanese Moricca, detto “Blessed Warrior”, anche lui con esperienza in ICF e reduce da una vittoria a febbraio dopo due sconfitte di fila.

Infine il piatto forte della serata, con il californiano Will “The Kill” Chope, per la prima volta in Italia, ad affrontare il pugliese Gianni Melillo. Chope, nei suoi numerosi incontri da professionista, può vantare ben 23 vittorie su 36 per submission (moltissime delle quali per rear-naked choke). Per il trentaquattrennne Melillo un’opportunità di riscatto dopo il match perso a Venator 5 con Michelangelo Colangelo.

Storie di MMA: Israel Adesanya e l’effetto “conosco quel ragazzo”

A UFC 236 Israel Adesanya affronterà Kelvin Gastelum per il titolo ad interim dei pesi medi. L’ascesa di Adesanya in UFC è stata rapida ed è culminata con la vittoria su un mostro sacro, nonchè idolo del fighter di origini nigeriane, come Anderson Silva.

Tuttavia la sua carriera nelle MMA è esplosa relativamente tardi ed inizialmente nemmeno il suo attuale coach credeva che potesse effettuare una conversione nelle MMA dalla kickboxing. Come riportato in un’intervista dello scorso novembre a Bleach Report, l’attuale coach, Eugene Bareman, non era rimasto per niente impressionato la prima volta che vide Adesanya. Tutto risale però al primo incontro di Adesanya nella kick.

Come racconta lo stesso fighter, il suo esordio è stato abbastanza insolito, contro un avversario molto più grosso di lui:

“Il mio primo incontro è stato snervante”, ha ammesso. “Ho avuto paura, non appena sono arrivato sul ring, ho visto perché il ragazzo non era venuto al weigh-in. Hai presente David Tua? Faceva lo stesso effetto, ed era quasi altrettanto grande. Sarebbe dovuto essere di 80 chilogrammi, ma era di circa 90 chilogrammi. Il mio allenatore ha comunque accettato l’incontro senza chiedermi niente perché sapeva che mi sarei preoccupato “.

“In quell’incontro poi sono stato freddo e estremamente pulito. Non si leggeva la paura dal mio volto. L’ho colpito con un calcio dopo dieci secondi e da lì è partito tutto”.

Qualche tempo dopo, alle porte di uno dei suoi primi combattimenti dilettanti su MMA, uno dei cornisti di Adesanya chiese ad un amico di aiutarlo. Allenatore esperto e abile artista marziale, Eugene Bareman era un allenatore serio, e Adesanya era troppo grezzo per gli standard di Bareman.

“Sembrava proprio un ragazzo normale, nulla di speciale. Aveva visto il jiu-jitsu brasiliano su YouTube una settimana prima, forse aveva fatto un po’ di judo, quindi ho detto, ‘OK, non è quello che mi aspettavo.’ “

Qualche tempo dopo Adesanya si presentò, senza preavviso e senza invito, alla palestra di Bareman, la City Kickboxing ad Auckland. Adesanya voleva una possibilità. Bareman gli disse di andare a dare un’occhiata in altre palestre. Adesanya fece cosìper poi tornare da Bareman.

Bareman lo prese con se, ma rimase sorpreso soprattutto perchè sua moglie si ricordava di lui:

“Il primo sentore che che potesse essere speciale me lo diede mia moglie che venne in palestra e disse:” Conosco quel ragazzo “. Mia moglie non sa nulla sul combattimento, nessun interesse. Se lei va ad un incontro, non presta attenzione, eravamo al combattimento e lei era tra la folla mentre ero dietro le quinte, il suo combattimento era stato davvero spettacolare. Si muoveva tranquillo, sciolto, parlava al suo avversario e gli entrava nella testa. Ottenne un knockout devastante. Era una versione grezza di quello che è ora. “

Ryan Bader rinnova con Bellator

Come da previsioni, il campione bi-divisione di Bellator Ryan Bader (27-5) ha prolungato il suo accordo con la promotion, in via esclusiva e pluriennale, stando a quanto riportato da MMAFighting. Il campione dei pesi massimi leggeri e dei pesi massimi è ancora imbattuto sotto l’egida di Bellator: dopo anni di attesa per una title-shot in UFC, Bader ha conquistato il titolo dei pesi massimi leggeri al suo debutto nella promotion di Scott Coker, nel 2017, battendo Phil Davis a New York. Dopo un’altra vittoria su Linton Vassell a Bellator 186, il 35enne avrebbe fatto il salto nella classe di peso superiore, partecipando al Grand Prix dei pesi massimi. Da lì, il fighter avrebbe poi battuto “King Mo” Lawal a Bellator 199 e Matt Mitrione a Bellator 207.

Nella finale del torneo, Bader ha poi affrontato a Bellator 214, lo scorso gennaio, l’ex campione PRIDE Fedor Emelianenko. In soli 35 secondi Ryan Bader ha sconfitto “The Last Emperor” per così conquistare il titolo vacante della promotion. È diventato il primo campione bi-divisione attivo nella storia del Bellator (Joe Warren ha vinto entrambi i titoli di peso piuma e peso gallo ma in momenti diversi della carriera). Questo successo è arrivato dopo l’esperienza in UFC, chiusa con un record di 15-5 dal 2008 al 2016, dopo esservi entrato grazie alla vittoria nella Stagione 8 di The Ultimate Fighter.

Bader si è unit ad un gruppo di ex fighter UFC che hanno trovato il successo sotto l’egida di Bellator, tra cui figurano Gegard Mousasi, Rory MacDonald e Lyoto Machida. Se è vero che non si sa ancora la o l’avversario del suo prossimo incontro, sembrerebbe che Cheick Kongo sarà il prossimo sfidante al titolo dei pesi massimi, avendo battuto proprio a Bellator 216 lo scorso febbraio l’ex campione di categoria Vitaly Minakov e reduce da otto vittorie di fila.

Storie di MMA: Masvidal e l’incontro con Kimbo Slice

Prima di approdare nelle MMA professionistiche, Jorge Masvidal è stato uno street fighter in molti incontri ripresi su Youtube dalla cerchia di Kimbo Slice. Proprio il primo incontro con Kimbo Slice è rimasto nella memoria di Gambered come ha raccontato lui stesso ad MMA Junkie. L’occasione è arrivata con la sfida tra Masvidal e il protetto di Slice, che tutti chiamavano “Ray”:

“La prima volta che ho combattuto con Ray Slice era l’arbitro non ufficiale. Dava l’acqua sia a Ray che a me, prima e dopo il combattimento. Non sapevo nemmeno che fosse il protetto di Kimbo fino a quando non è uscito il video. Era super cool prima del combattimento e poi si è avvicinato a me e mi fa: “Wow man, non posso credere che tu abbia battuto quel tipo, è molto più grande di te, e so che quel tipo è cattivo.”

“Era letteralmente impazzito. Mi portò fuori a cena in questo posto super costoso ed elegante e io pensavo solo: “Cazzo, questo è veramente ricco!” ed è stato bello. Pensavo che avremmo dovuto dividere o tirare sul conto, ma pagò lui per il tutto. Ed io pensavo solo “Tutto questo è pazzesco” “

“Lui aveva già milioni di visualizzazioni su Youtube ed io invece ero un signor nessuno che andava in palestra, si allenava e voleva combattere. Dal primo giorno è stato davvero gentile con me. Veniva da me, mi faceva domande. Non che ne sapessi di più, ne sapeva di più lui su questo mondo ed in più era veramente famoso”

“Era sempre un uomo così umile. Se qualcuno andava a parlare con lui si fermava sempre 15-20 minuti ad ascoltare e conversare, sempre cortese. Era un gentiluomo. Soprattutto quando ha iniziato a combattere, non era come oggi in questi social media, quando qualcuno cercava di farsi fotografare con lui era sempre molto carino. Era veramente un gentiluomo e un bravo ragazzo. “

Masvidal parla anche dell’influenza che ha avuto su di lui la conoscenza con Kimbo e il mondo dello street fighting:

“Qualcuno potrebbe vedermi e pensare che io sono un delinquente e dire roba del tipo: ‘Guarda questo tizio che combatte nelle lotte clandestine, deve essere un vero teppista!’. Io la vedo semplicemente come parte della mia vita. Sono cresciuto combattendo, e non pensavo che fosse così male. Se qualcuno rivede il nostro combattimento, non c’era cattiveria tra me e Ray dopo i combattimenti. Era tutto amore. Era tutto rispetto. Ci siamo battuti e poi tutto come prima. Non ci sono mai state brutte intenzioni ma solo la voglia di combattere”.

Fight Clubbing annuncia un ex UFC per l’evento di Pescara

Ritorna, a maggio, il Fight Clubbing International Championship, la kermesse di sport di lotta che ha luogo a Pescara e rappresenta uno dei più grandi eventi sportivi del centro-sud Italia. Dopo gli ultimi due anni, in cui si sono fatte registrare rispettivamente 2100 e 2600 presenze, quest’anno l’organizzazione punta ad un ulteriore miglioramento e vuole raggiungere quota 3000 sugli spalti del Pala-Giovanni Paolo II.

L’evento si svolge con la tradizionale formula “gabbia + ring” e propone incontri di livello internazionale di pugilato, kickboxing, Muay-Thai, MMA, K1. La nostra redazione l’anno scorso è stata presente all’evento e abbiamo potuto apprezzare l’ottima organizzazione, nonchè la presenza di atleti davvero interessanti nella card di MMA come Michelangelo Colangelo e Maxim Radu oltre ad ospiti di eccezione quali Alessio Sakara e Giorgio Petrosyan.

Nei sedici match pro totali che saranno in card, di cui sei saranno dedicati alle MMA, la grande novità annunciata dagli organizzatori è la presenza di un ex atleta UFC, nella categoria al limite dei 70 kg, che vanta in carriera un incontro con Max Holloway, attuale campione mondiale dei pesi Piuma nella promotion di Dana White. Al momento non si sa ancora di chi si tratti, ma la card è in corso di definizione in questi giorni e fra un po’ di tempo verrà annunciato il nome di chi avrà accettato la sfida.

Appuntamento al 4 maggio!

Rookie Fighting Championship: le MMA sbarcano in Campania

Sabato scorso abbiamo partecipato alla prima conferenza stampa del Rookie Fighting Championship, evento di arti marziali miste che si svolgerà a Marcianise (CE) il prossimo 16 marzo negli studios dell’emittente televisiva Italiamia. Si tratta di un progetto molto interessante e che, come suggerisce il nome stesso, vedrà confrontarsi atleti che sono all’esordio da pro oppure hanno pochi match all’attivo, anche se già noti nel panorama nazionale di questo sport.

Punteremo a crescere partendo dal Sud Italia e cercheremo di creare una realtà che sia il più professionale possibile, senza voler paragonarci ad altri, ma consolidando la posizione del Rookie FC“, queste le parole di Luca Maisto, che insieme a Danilo Girasole ha organizzato e promosso l’evento. In effetti gli ingredienti per una buona crescita ci sono tutti: nella card vediamo nomi molto promettenti nel panorama delle MMA italiane, quali Dylan Hazan e Giuseppe Ruggeri. I due si allenano al Gloria Fight Center, avanguardia delle accademie italiane di MMA che non ha certo bisogno di presentazioni, e sono recentemente entrati nella Italian Top Fighters Management, la scuderia di Alex Dandi che può fregiarsi del titolo di primo management italiano ad aver portato un atleta in UFC (Alen Amedovski). Stiamo parlando del meglio, insomma, che le MMA italiane hanno da offrire in questo momento a livello pro.

Da apprezzare inoltre il coraggio degli organizzatori, che propongono una card di qualità e di sole MMA, iniziativa che nel centro-sud del nostro Paese è cosa più unica che rara.

Tra i match della card, quello secondo noi da seguire con più attenzione vedrà proprio il siciliano Ruggeri andare incontro ad Alessandro Giordano, giovane atleta vesuviano proveniente dalla FIGMMA di buona esperienza amatoriale e che ha recentemente esordito nei pro con una convincente vittoria. Questo match si terrà al limite delle 145 libbre (pesi piuma). Ecco la card completa (ricordiamo che l’evento sarà visibile anche sul canale 274 del digitale terrestre):

 

Pesi Leggeri | Castiglione vs Marrazzo
Pesi Piuma | Lombardi vs Froiio
Pesi Massimi | Tommaselli vs Terralavoro
Catchweight | Morra vs Di Donna
Pesi Piuma | Ruggeri vs Giordano
Pesi Piuma | Gheroghita vs Hazan

Scatizzi e Pedersoli: caccia grossa in Europa

Quello che ci apprestiamo a vivere sarà un weekend di fuoco, e molto incisivo, per le MMA italiane. Ci giochiamo tutto da noi, nel nostro continente: una battaglia europea aperta sul fronte occidentale e su quello orientale. Diverse promotion, diverse speranze, stesso movimento.

A Dublino abbiamo Bellator 217: Gallagher vs Graham. Nella capitale irlandese, proprio la preliminary card segna il ritorno in gabbia di Daniele Scatizzi (9-4), uno dei migliori talenti nostrani che, dopo aver superato un 2018 molto difficile, è pronto a tornare in gabbia per affrontare l’inglese Alfie Davis (10-3) in un incontro al limite delle 155 libbre (categoria pesi leggeri). Il britannico da pro non ha mai subito una sconfitta prima del limite e sarà un banco di prova subito molto importante per Daniele. La card non sarà visibile su DAZN, ma potete scaricare la app di Bellator e guardare gratuitamente i preliminari sui vostri dispositivi. Orario di inizio della card le 18 in Italia.

Sulla sponda del Danubio, invece, sempre nella preliminary card si gioca il suo futuro in UFC Carlo Pedersoli Jr (1-1 UFC), che dopo il vittorioso esordio nella promotion di Dana White si dovrà riscattare dalla sconfitta patita in Brasile da Alex ‘Cowboy’ Oliveira. Ad attenderlo ci sarà il trentquattrenne americano Dwight Grant (0-1 UFC): si tratta di uno striker con mani molto pesanti, anche lui mai sconfitto prima del limite, che proviene dalle Dana White’s Contender Series. Carlo sconta qualche centimetro in altezza ma ha dalla sua una valenza ben più elevata nel grappling, che potrebbe consentirgli di avere la meglio se riesce a portare il match su quel terreno. Incontro al limite delle 170 libbre (pesi welter), UFC Praga in diretta su DAZN a partire dalle ore 17, l’incontro di Carlo potrebbe iniziare intorno alle 19:30.

Daniele e Carlo in bocca al lupo, l’Italia delle MMA è con voi!

Venom Page e Ngannou avanti tutta nel lungo weekend di MMA

In questo weekend l’attenzione degli appassionati di MMA è stata catalizzata da due card, svoltesi in momenti differenti, che proponevano spunti interessanti in special modo nei rispettivi main event.

Nella notte tra sabato 16 e domenica 17 è andato in scena Bellator 216 che proponeva il quarto di finale del torneo welterweight fra Michael ‘Venom‘ Page e Paul ‘Semtex‘ Daley. Ha vinto il primo, non senza patemi d’animo, in un match ricco di ribaltamenti e colpi di scena. I fan dello striking, che già si leccavano i baffi per godersi un match tra due striker duri e puri, sono rimasti senz’altro delusi: la prima ripresa è di studio e Page se la aggiudica senza fare moltissimo, limitandosi a controllare il centro della gabbia piazzando pochi colpi. Dal secondo round entra in scena l’ottima strategia di Daley che, consapevole di avere un notevole svantaggio fisico (ben sedici centimetri in altezza e più di dieci in allungo), sceglie di ridurre le distanze e porta il match letteralmente “sul terreno” in cui può dare più grattacapi al suo avversario: a terra appunto.

Page, che di certo non aveva ancora, nel suo immacolato record MMA, un match prestigioso contro un avversario del livello di Semtex, per i successivi due round se la vede davvero brutta e, considerando che al quinto round ha subito per metà del tempo il controllo dell’avversario, l’incontro poteva anche perderlo. Invece, nonostante i numerosi takedown subiti, Venom si prende la croce nelle fasi a terra e si difende abbastanza bene: i giudici premiano soprattutto la sua intraprendenza nelle parti finali degli ultimi due round. Va da sè che, quando in semifinale se la vedrà con Douglas Lima (che da buon profeta, prima del match aveva dichiarato “Daley cercherà di portarlo a terra”), Page dovrà inventarsi ben altro, di certo non basterà quanto fatto vedere alla Mohegan Sun Arena.

Ben altra piega ha avuto l’altro main event, quello che a Phoenix ha visto Francis Ngannou trionfare su Cain Velasquez all’atteso rientro dopo due anni di assenza. Dopo una brevissima fase di studio con l’ex campione dei pesi massimi che cerca un paio di calci per tastare le distanze, Ngannou parte improvvisamente con il destro e prende l’avversario appena sotto la nuca. Cain parte a testa bassa contro il corpo del camerunense, che prova a colpirlo ma non sembra mettere colpi. A un certo punto, mentre spinge verso Ngannou, le gambe di Velasquez si divaricano improvvisamente poco dopo aver ricevuto un colpo e cade per terra in una smorfia di dolore: facile a quel punto per Ngannou partire in ground and pound e chiudere la contesa in soli ventisette secondi.

L’impressione a prima vista è che più che dal colpo ricevuto Caino sia stato messo fuori gioco da qualche problema fisico: discorsi che tutto sommato che lasciano il tempo che trovano, specie in una categoria come i massimi in cui il singolo colpo può fare la differenza. In fin dei conti, Francis Ngannou si avvicina sempre più ad una nuova title-shot dopo la doppia battuta d’arresto patita con Miocic e Derrick Lewis. Velasquez è da rivedere, con più di un’incognita legata alla sua effettiva tenuta fisica dopo anni di infortuni ed il lungo stop a cui si è sottoposto.

Bellator 216: I risultati della card

Nella notte è andato in scena Bellator 216 con il tantissimo atteso match tra Michael Venom Page e Paul Daley, alla Mohegan Sun Arena di Uncasville, Connecticut. Ottiene una vittoria fondamentale MVP in un match che si è rivelato l’opposto di quello che tutti si aspettavano. Grande studio e molta tattica, forse il match più ragionato mai fatto da Daley, ma Page è uscito negli ultimi due round ed ha avuto la meglio. Adesso lo attendo il test Douglas Lima nel prossimo turno del torneo dei pesi welter.

Main card

Michael Page def. Paul Daley via unanimous decision (48-47 x3)

Mirko Cro Cop def. Roy Nelson via unanimous decision (30-27, 29-28 x2)

Cheick Kongo def. Vitaly Minakov via unanimous decision (30-27, 29-28 x2)

Yaroslav Amosov def. Erick Silva via unanimous decision (29-27, 29-28 x2)

Valerie Loureda def. Colby Fletcher via first-round TKO (2:55)

Undercard

Tyrell Fortune def. Ryan Pokryfky via first-round TKO (2:21)

Nekruz Mirkhojaev def. Patrick Casey via submission (neck crank) (R3, 1:18)

Vinicius De Jesus def. Rodolpho Barcellos via first-round TKO (3:46)

Kemran Lachinov def. Kastriot Xhema via submission (kneebar) (R2, 0:53)

Justin Sumter def. Reginaldo Felix via submission (RNC) (R2, 3:27)

Jesse Kosakowski def. Rodolfo Rocha via submission (RNC) (R2, 3:05)

Demetrius Plaza def. Andrews Rodriguez via unanimous decision (29-28, 29-27 x2)

Venom Page teme che Daley possa dare problemi nel post-fight

Nel maggio del 2010, il fighter britannico Paul Daley affrontatò Josh Koscheck per una title eliminator dei pesi welter UFC. Dopo tre round di battaglia con l’avversario Daley si rese protagonista di un brutto episodio: aggredì Koscheck e venne rilasciato dalla UFC. Oggi Daley è pronto per un altro match con un altro striker suo connazionale, Michael Page, a Bellator 216; Page pensa che Daley possa fare qualche sciocchezza simile dopo il match.

Secondo me Paul è una persona molto infantile, molto impulsiva“, ha detto Page allo Ariel Helwani’s MMA Show lunedì scorso. (trascrizione da MMA Mania) “Guarda la sua storia, è stato cacciato dalla UFC prima proprio a causa della sua impulsività. Soprattutto quando perde, è molto rancoroso nella sconfitta“.

Anche ora il mio allenatore mi ha detto ‘Dopo il match, stai attento, devi stare in guardia. L’incontro non è finito quando suona la campana, lui è quel tipo di persona che può continuare. Potrebbe scoppiare“.

Posso essere frustrante per come combatto“, ha dichiarato Page. “Posso frustrare gli avversari, posso entrare nelle loro teste. Lui sta dicendo cose del tipo ‘Non ci sono problemi reali tra noi’, cerca di recitare il ruolo di bravo ragazzo. Non lo capisco, ma a me sembra che finga perché poi l’ho provocato ed è scoppiato subito. Ora sono nella sua testa, lo sto facendo da quando è cominciato il periodo di promozione dell’incontro e “.

Storie di MMA: Robet Whittaker il fighter umile

Questo fine settimana Robert Whittaker difenderà la cintura di campione dei pesi medi dall’attacco di Kelvin Gastelum. Su di lui non si conoscono molte storie. Sicuramente è una persona molto timida e non parla mai a vanvera ed è uno dei motivi perchè è uno dei fighter più rispettati nel roster UFC.

Michael Bisping, parlando di lui ha detto: “Mi riesce davvero difficile dire qualcosa di offensivo su di lui. Mi ricordo che una volta lui aveva appena vinto contro Jacare, ai tempi ero campione dei pesi medi e commentavo per FOX. Fui io ad intervistarlo e quando gli chiesi: ‘Allora Robert vuoi prenderti la cintura?’ e lui faceva il modesto, tanto che ad un certo punto mi sono incazzato e gli ho detto: ‘Senti Whittaker, non cominciare a minimizzare cazzo! Hai distrutto Jacarè!’. “

Dana White aveva dichiarato su di lui, poco prima del re-match contro Romero al The Weekend Australian:

“È un assassino durante i combattimenti. Ed è un vero gentiluomo. Viene amato e spalleggiato dalle persone che ama. Lo ammiro per questo. “

Una delle storie più belle su Whittaker l’ha raccontata il report per il The Australian, Will Swanton, che seguiva Whittaker per uno speciale sul fighter australiano.

“Aveva appena terminato un allenamento presso il Gracie Jiu Jitsu Gymnasium nel sobborgo industriale di Sydney di Smeaton Grange. La porta d’ingresso aveva un cartello che diceva LASCIARE L’ EGO ALLA PORTA. Sopra l’entrata della gabbia, un altro cartello diceva: Applica più tempo al miglioramento personale e non dedicare più tempo a criticare gli altri.  Più duramente di ogni altro sport, la lotta insegna autocontrollo e orgoglio. Alcuni hanno lottato senza grande abilità – nessuno ha lottato senza orgoglio. L’arte di insegnare è la tolleranza. L’umiltà è l’arte dell’apprendimento. Pensa sempre che il tuo avversario sarà più grande, più veloce e più forte di te; così imparerai a fare affidamento su tecnica, tempismo e togli piuttosto la  forza bruta.

Quando Whittaker, distrutto, aveva terminato il suo allenamento, era letteralmente immerso nel suo sudore. Si rifiutava di farsi la doccia. Il suo allenatore, Alex Prates, mi ha spiegato perché.


‘Ottieni più aggressività in un locale in centro di sabato sera rispetto a qui. Guarda, siamo piuttosto semplici. Lavoriamo duro e cerchiamo di farlo nel modo giusto. Abbiamo regole per tutto. C’è una regola per la doccia: il più vecchio va per primo, non importa chi sia stato sul tatami. Puoi essere un campione del mondo, puoi essere una cintura nera, il vecchio andrà a farsi la doccia sempre per primo.

‘Non togliamo le nostre magliette in palestra. Non facciamo battute inappropriate sulle ragazze. Ci teniamo molto al rispetto. Una piccola alterazione nel comportamento qui può causare un problema. Chiunque entri qui e non si adatta subito, va fuori dalla porta. Devi rispettare i tuoi anziani in questa vita. Rispetta le donne. Rispettatevi a vicenda. Rispetta te stesso. Questo è ciò che fa Rob e quello che è. “

Storie di MMA: Lorenzo Borgomeo si disseta al weigh-in

Sabato scorso abbiamo avuto modo di fare qualche domanda al miglior allenatore italiano di MMA 2018, lo head coach del Gloria Fight Center Lorenzo Borgomeo, che abbiamo incontrato ad Avellino presso la palestra Freedom Fitness. In calce all’intervista abbiamo chiesto a Lorenzo di darci un contributo per la nostra rubrica del venerdi e ‘Borg’ non si è sottratto, raccontandoci un episodio inedito che gli è capitato qualche anno fa, quando lavorava in America.

 

Un po’ di tempo fa mi trovavo a Denver, ero coach dell’American Top Team della sezione locale ed avevo alcuni atleti sotto la mia responsabilità. In seguito li ho mandati a quel paese perchè non venivo più pagato, ma all’epoca dei fatti ero ancora operativo presso quella sede. Avevo un atleta che doveva combattere, ed in vista di quell’incontro bisognava fare il weigh-in. Non so se lo sapete, ma in quelle occasioni mentre si aspetta l’operazione della pesata si sputa in continuazione. Lui aveva già fatto il peso, ma continuava a sputare e lo faceva in un bicchiere, che aveva lì apposta per raccogliere tutti quei liquidi. Ad un certo punto lui ha poggiato il bicchiere da qualche parte e io, nella confusione generale, l’ho preso e ho sorseggiato. Mi sono accorto subito che non era acqua, ma ormai era troppo tardi… Se ci penso mi viene ancora adesso da vomitare, bere un bicchiere di sputi è una vera tortura!!

Ringraziamo Lorenzo per il “succoso” contributo!

ESCLUSIVO – Intervista a Lorenzo Borgomeo

Nella giornata di ieri abbiamo sfruttato un’occasione unica: Lorenzo Borgomeo, head coach del Gloria Fight Center di Roma, è venuto ad Avellino, a pochi passi da casa nostra, a tenere un seminario presso una nota struttura del capoluogo irpino, la Freedom Fitness. Come noi, anche molti praticanti di arti marziali provenienti dalle altre province della Campania ed addirittura dalle regioni limitrofe non si sono lasciati sfuggire l’opportunità e infatti il seminario è stato un grande successo di pubblico. Circa due terzi del tempo totale sul tatami Lorenzo lo ha dedicato alle tecniche di striking, con focus in particolare sulle gomitate, per poi terminare la parte ‘attiva’ con il grappling, soffermandosi sulle tecniche di arm-triangle choke e dedicando l’ultima mezz’ora alle domande dei ragazzi.

Al termine del seminario Lorenzo, gentile e disponibilissimo come tutti i membri del Gloria che abbiamo incontrato, ci ha dedicato qualche minuto per rispondere alle nostre domande. Vi riportiamo una trascrizione dell’audio che abbiamo realizzato.

Lorenzo, come è stata la tua carriera da fighter e quando hai deciso di diventare coach?
La mia carriera da fighter è stata complessa. Ho iniziato con la Muay Thai, il K1, sono arrivato molto tardi nelle MMA, a 27 anni: erano altri tempi e questa disciplina era ai primordi. Sono molto soddisfatto della mia carriera perchè, nel bene e nel male, ha contribuito a rendermi un coach abbastanza esperto. Io non avrei mai voluto diventare coach, perchè per un ex fighter restare nell’ambiente senza poter combattere è estremamente doloroso. Tuttavia Alessio Di Chirico mi ha praticamente costretto “con la violenza” [ride, ndr] a proseguire, quindi il merito di questa scelta è stato suo.

Ci dai una definizione del ‘Borg Training System’?
Si tratta di un metodo di allenamento che ho messo a punto per le persone che non hanno la possibilità di allenarsi in palestra e che vogliono mantenersi in forma a casa, basato su alcune tecniche delle MMA e sui movimenti tipici degli sport da combattimento.

Ti è capitato, nella tua attività di coach, di trarre apprendimento dai numerosi viaggi che state compiendo con il team soprattutto negli ultimi tempi?
Assolutamente sì, apprendo molto da ogni match, sia dai miei atleti che dai loro avversari, cercando sempre di imparare dagli errori. Ho molti contatti anche all’estero, data la mia esperienza passata, quindi mi confronto spesso con i coach soprattutto americani con cui ci scambiamo di solito gli sparring partner come capitato già con Di Chirico da Rockhold, o ultimamente anche con Carlo [Pedersoli].

Due atleti in UFC, uno in ONE e altri in giro per il mondo. Cos’è che catalizza l’attenzione di queste grandi organizzazioni verso il Gloria come punto di riferimento in ambito nazionale?
Probabilmente perchè siamo stati il primo team italiano a crescere un atleta UFC. Basta mettere un piede dentro, dopo la prima volta è stato anche più facile inserire nel circuito Pedersoli e guadagnarci la credibilità per Cerilli.

Tanta sfortuna per Alessio Di Chirico, che doveva combattere a UFC London e ha subito un infortunio proprio alla fine dell’anno scorso. Come procede il recupero? Quando lo rivedremo?
Il recupero procede perfettamente, secondo le tempistiche stabilite. Spero che possa già combattere quest’anno, per i primi di giugno.

Carlo Pedersoli invece, notizia dell’ultimissima ora, combatterà a Praga (23 febbraio, ndr) con Dwight Grant, ancora con poco preavviso. Ci risulta essere un fighter con una buona mascella e non propriamente un grappler. Avete già in mente la strategia per il match?
Non è un grappler, è molto grosso e gli piace scambiare in piedi. Ha un anti-wrestling decente, ma nel grappling non è ai livelli di Carlo. Pertanto, potrebbe essere quella una chiave strategica per affrontare il match.

2018 anno straordinario per il Gloria, solo parzialmente intaccato dalle sconfitte-lampo di Pedersoli con Oliveira e Cerilli con Vera. Vedi delle similitudini nei due incontri, avete già avuto modo di analizzare cosa non è andato?
No, non vedo alcun punto di contatto. Pedersoli era in un momento personale non ottimale e non avrebbe dovuto prendere quel match, che però era una grande occasione e alla fine ci siamo messi in gioco. Su Cerilli c’è poco da analizzare, non ci sono stati errori particolari: nei pesi massimi chi tocca prima, manda giù l’avversario. Poteva andare in quel verso o in un altro, o finire ai punti. E’ andata così.

C’è qualche fighter in UFC, a parte i tuoi, che ti piacerebbe allenare?
Mi piacerebbe lavorare con Edson Barboza. Mi piace molto il suo stile, ci siamo anche allenati a Miami insieme.

Probabilmente non sai che uno dei tuoi ‘migliori’ atleti ha origini irpine, del nostro stesso paese [Ariano Irpino, ndr] e ha anche ricevuto le chiavi della città. Ci riferiamo a Tommaso Paradiso [Lorenzo scoppia a ridere]. C’è la speranza che un giorno uno dei vostri fighter UFC entri nell’Ottagono utilizzando una sua canzone?
Dovremmo chiedere a lui di farne una. Pagheremo la SIAE e se ci dovesse scrivere una canzone la utilizzeremo!

Come ultima domanda abbiamo chiesto a Lorenzo di raccontarci una “storia di MMA” da riportare venerdì prossimo. ‘Borg’ non si è sottratto e ci ha dato il suo contributo, appuntamento al 1° febbraio sera con ‘Storie di MMA’!