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Show time di Mike Perry durante la walking song di Oliveira

Il match fra Mike Perry vs Alex Oliveira è stato premiato come fight of the night lo scorso sabato notte.
Incontro davvero entusiasmante che ha visto Perry trionfare su Oliveira ai punti, per decisione unanime, dopo una vera e propria battaglia durata tre round.
Il fighter americano si è sempre distinto, oltre per le sue doti da combattente, anche per i comportamenti fuori dall’ottagono che lo hanno fatto diventare uno degli atleti più ‘simpatici’ e provocatori di tutta l’UFC.
Vogliamo mostrarvi cosa ha fatto Mike negli gli istanti antecedenti il match, mentre Oliveira stava entrando con la sua walking song:

Insomma Perry è un vero e proprio show man che però non si limita allo spettacolo extra fight ma che, dopo questa vittoria, punta decisamente ai vertici della categoria pesi welter.

Hermansson batte Jacare Souza e vola ai piani alti della divisione

Grande spettacolo nel main event di UFC Fort Lauderdale, offerto dai due protagonisti Ronaldo ‘Jacare’ Souza e Jack ‘The Joker’ Hermansson. Jacare era reduce da una strepitosa vittoria sull’ex campione della divisione medi Chris Weidman nella sua ultima apparizione, risalente a UFC 230. La promotion aveva anticipato al brasiliano che, in caso di vittoria nel match di ieri notte, avrebbe avuto una title shot. Jack Hermansson dal canto suo arrivava al match con una serie di tre vittorie di fila, di cui l’ultima per sottomissione su David Branch.

Primo round sorprendente, con Hermansson che dopo qualche scambio porta a terra il brasiliano e rischia di chiudere subito la contesa con una ghigliottina. Nella seconda ripresa è ancora lo svedese protagonista, che mette in mostra una grande pulizia nei colpi e costringe Souza ad affrontare il round quasi per intero a terra, per lo più in controllo. Al terzo round esce dal guscio Jacare, che mette colpi pesanti e quasi riesce a piegare le gambe ad Hermansson, mentre nel quarto Joker lavora bene con il jab, provocandogli anche una ferita dal naso. Si arriva quindi all’ultima ripresa con lo svedese presumibilmente in vantaggio, e qui la contesa si decide a favore di The Joker, che controlla bene Jacare ed assesta un takedown verso il finire del round.

Con questa vittoria, Jack Hermansson si proietta nei piani altissimi della divisione medi e si aggiunge come terzo incomodo, dopo Adesanya e Paulo Costa, nella corsa alla corona. Una cosa è certa: Whittaker avrà davvero molte gatte da pelare nel corso dei prossimi mesi!

UFC 236: Media Day Face Off

Ci avviciniamo sempre di più a UFC 236 che si terrà alla State Farm Arena in Atlanta, Georgia. In palio ben due titoli ad interim per i pesi leggeri, con lo scontro tra Max Holloway e Dustin Porier, e dei pesi medi, dove si fronteggeranno Israel Adesanya e Kelvin Gastelum.

Due sfide davvero suggestive in una card interessantissima. Il campione dei pesi piuma all’esordio nei pesi leggeri in UFC, l’hawaiano Max Holloway pronto ad affrontare colui che gli ha inflitto la sua prima sconfitta in UFC: Dustin Poirier. Israel Adesanya, invece, reclama il posto al vertice nei pesi medi, ma si troverà ad affrontare un avversario davvero ostico come Kelvin Gastelum.

Khabib Nurmagomedov e Robert Whittaker in attesa di conoscere il loro futuro avversario.

UFC 143: Dustin Porier vs Max Holloway

Questo weekend a UFC 236 si affronteranno Max Holloway e Dustin Poirier alla State Farm Arena di Atlanta in Georgia. Lo scontro sarà nei pesi leggeri e rappresenta il primo incontro di Holloway in UFC nei pesi leggeri. Il campione dei pesi piuma infatti ha debuttato nella promotion americana proprio nella categoria nella quale è campione adesso, ma aveva già un passato nei lightweight.

Caso ha voluto che nel suo esordio in UFC l’hawaiano ha incontrato proprio Dustin Poirier, a UFC 143, il 4 febbraio del 2012. L’incontro finì con una sottomissione da parte di Dustin Poirier tramite triangle armbar, ma adesso i due fighter che vanno ad affrontarsi sono profondamente diversi.

Holloway, dopo aver conosciuto la sconfitta ancora contro Bermudez e McGregor è andato in continua ascesa, battendo chiunque si sia parato sulla sua strada, con scia di 13 vittorie consecutive, diventando anche campione nei piuma. Porier invece è passato dai piuma ai leggeri dopo la sconfitta con McGregor, perdendo solo un’altra volta contro Michael Johnson e dall’aprile del 2015 ha una media di 8-1.

Entrambi cercheranno di lanciarsi per una possibile title shot e insidiare il trono di Khabib Nurmagomedov.

Joe Rogan sulle ultime sconfitte di Cody Garbrandt

Joe Rogan e Brendan Schaub, durante il podcast di Rogan di martedi, hanno parlato di UFC 235, soffermandosi su vari argomenti tra cui Ben Askren, Jon Jones, Zhabit Magomedsharipov e Garbrandt. Proprio sull’ex campione dei pesi gallo UFC è stata puntata la lente di ingrandimento, viste anche le tre sconfitte consecutive per ko:

Rogan: “La fight di Cody è stata veramente da pazzi. Tre ko consecutivi e non riesco ancora a credere che abbia scambiato in quel modo con Pedro Munhoz. Lui gli ha fatto male, poi è stato il turno di Munhoz e poi Cody ha provato a metterlo ko. Ad un certo punto hanno cominciato a martellarsi col destro, destro, e ancora destro. Pedro poi sa davvero incassare, e ha preso un paio di colpi tosti.”

Schaub: “Per me la scelta di Cody è stata insensata. Lui che è così tecnico, mettersi a scambiare in quel modo. Poi ha cominciato a vedere rosso dopo la testata e non ci ha capito più niente.”

Rogan: “Questo è esattamente quello che non devi fare. Lui ne ha anche parlato, ma non devi combattere arrabbiato. So che è facile per noi dirlo, bevendo caffè seduti, ma se sei in questo business devi capirlo anche tu.”

Schaub: “Si, oltretutto da ex fighter posso dirti che dopo le sconfitte per ko tendi ad essere più prudente e attendista. Lui avrebbe dovuto imparare dai suoi errori, venendo anche da due ko consecutivi.”

Rogan: “Cody poi in piedi aveva sicuramente un vantaggio grosso, Munhoz a terra è tutta un’altra storia. Cody può ancora essere campione, non c’è dubbio.”

Schaub: “Ma assolutamente! Alla fine la sconfitta con Munhoz è stata determinata da un errore di gameplan, mentre le altre due sconfitte sono arrivate contro TJ Dillashaw, che è comunque il campione. Il problema vero è che Cody è n.2, non puoi di certo dargli una fight di warm up per riprendersi.”

Rogan: “Pensa che Dominick Cruz ha detto che nella sua sfida contro Cody gli è successo lo stesso, è stato colpito, non ci ha visto più, ha abbandonato il suo gameplan e ha combattuto da sconsiderato. Singolare che poi sia successo a Garbrandt che era stato così calcolatore in quella sfida.”

Bellissimo video di Usman ‘consolato’ dalla madre di Woodley per aver vinto contro suo figlio

Nella nostra brevissima ‘carriera’ da blogger ci è stato più volte chiesto il perché di questa passione viscerale che nutriamo per le MMA e il perché del nostro distacco da sport più tradizionali presenti nel bel paese.
Come si fa a dare un risposta? Come si fa a spiegare una passione?
Ecco, a volte si può.

Lo scorso fine settimana è andato in scena il match valevole per il titolo pesi welter tra il campione Tyron Woodley e lo sfidante Kamaru Usman, match vinto da quest’ultimo per decisione unanime.
Alla fine dell’incontro il fighter nigeriano è apparso da subito molto emozionato per aver conquistato la tanto agognata cintura, obiettivo che gli costato innumerevoli sacrifici e lo ha spinto a migliorarsi giorno dopo giorno.
Nei tunnel che portavano agli spogliatoi Usman si è imbattuto nella madre del suo sfidante Tyron Woodley, e l’incontro fra i due è stato bellissimo e commovente.
Un forte abbraccio e tante lacrime da parte del campione che viene incoraggiato a tenere la testa alta e ad essere orgoglioso di quanto fatto proprio dalla madre del suo ‘nemico’.
Perché amiamo le MMA? Questo video rappresenta senz’altro uno dei motivi.

UFC 235: I retroscena della card di Las Vegas

La notte di UFC 235 è stata piena di temi: Woodley ha perso il titolo, esordio e vittoria controversa di Ben Askren contro un rigenerato Robbie Lalwer, Jon Jones sembra inarrestabile, Garbrandt ancora ko per la terza volta. La UFC ha rilasciato un video su alcuni retroscena della card. Particolarmente interessanti e di classe la reazione di Robbie Lawler subito dopo lo stop di Herb Dean e l’abbraccio commuovente tra Usman e la madre di Tyron Woodley.

Robbie Lawler in seguito ad un attimo di frustrazione è andato da Herb Dean, dicendogli:

“Succede, sei un cazzo di ottimo arbitro!”

La classe del vero fighter si vede anche in questo.

La madre di Woodley ha abbracciato un commosso Usman, dopo che il nigeriano aveva sconfitto e strappato la cintura al figlio, dicendogli:

“Va tutto bene. La serata era tua e non sua. Continua a lavorare perchè verranno ancora per te, ma tu dovrai saper rispondere”

Scene di estremo rispetto che ci fanno amare questo sport.

UFC 235: Usman domina Woodley

Kamaru Usman nella notte ha battuto il campione in carica Tyron Woodley, conquistando la cintura dei pesi Welter. Non si vedeva un Woodley così in difficoltà dall’incontro con Rory MacDonald e anche in questa occasione l’ormai ex campione della division è stato sovrastato.

Durante il Match non c’è stato un solo momento in cui Woodley è sembrato in controllo della situazione. Troppo calcolato e scontato il suo gameplan di restare spalle alla gabbia, che è fallito miseramente. Usman ha, come si suol dire “outwrestled” il suo avversario, sfiancandolo con i suoi body shot. Decisamente superiore nel cardio il fighter nigeriano non ha mai indietreggiato, portando una pressione continua sul campione in carica, che nel quinto round ha incassato una serie di colpi impressionanti.

Deludente Woodley che si è sempre proclamato il miglior Welter della storia ma adesso dovrà fare un bagno di umiltà per tornare in carreggiata. Vedremo quali scenari si apriranno nella divisione dei pesi Welter.

Joe Rogan parla di Askren vs Lawler

Un match particolarmente interessante nella card di UFC 235 sarà sicuramente Ben Askren vs Robbie Lawler. L’ex campione One e Bellator approdato in UFC molto tardi è pronto a dimostrare il suo valore nella promotion considerata più competitiva al Mondo. Allo stesso tempo Robbie Lawler torna nella gabbia e non sembra disposto a cedere il passo.

Joe Rogan ha analizzato il match tra i due durante il suo podcast:

“Questo è un grande match. Ben vuole far vedere che può competere coi migliori al Mondo e Robbie vuole dimostrare di non essere finito. Robbie è un selvaggio e mi piace anche che abbia preso un po’ di tempo di pausa dopo le guerre vere e proprie che ha affrontato. Tra la fight con Carlos Condit e con Rory MacDonald, mio Dio! Non c’è un singolo essere umano che possa uscirne illeso. Mi ricordo che alla fine di una fight aveva il labbro aperto e potevo vedere letteralmente i suoi denti tra le labbra mentre lo intervistavo. E non se ne fregava un cazzo! Un vero fighter. Mi ricordo che non faceva sparring durante il periodo della Strikeforce e mi diceva: ‘Non mi serve, so come combattere!’ ”

“Ben invece è un fighter estremamente intelligente e preparato. Non si è mai allontanato dal suo stile, sempre in contatto con il wrestling, anche allenando i ragazzi. Ed è in grado di prenderti come un gorilla e farti a pezzi a terra. Penso che quando istituiranno la divisione dei 165 lui ne farà parte perchè non vuole affrontare Woodley e quindi punterà a prendere lì la cintura.”

Anche Din Thomas dice la sua su Ben Askren:

“Io lo vedo all’opera anche quando si allena con Tyron. Quando siamo nei camp di Tyron lui non si tira mai indietro, non importa quale sia il suo stato di forma, riuscirà a tenere testa a Tyron per quanti round sarà necessario. Ed è sempre così. Estremamente costante, non molla mai, si allena sempre. Mi piace molto perchè, come hai detto, non si allontana da quello in cui è bravo.”

Non ci resta che aspettare il 2 marzo per vedere i due all’opera nella gabbia.

Whittaker manda un videomessaggio ai fan dall’ospedale

 

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Hey guys ! Still kicking. I’m sorry to all my friends, fans and family for not being able to get in there Sunday. Apparently if you get emergency surgeries you can’t be cleared to fight. Thanks for the overwhelming support from all my fans I am so blessed to know you guys have my back. A big thanks to my team mates @fabricioitte @alexprates07 @standstrongboxingcoachjustin @justinlang_ep @titusday77 and all the others from behind the scenes you guys were there from start to finish worrying and prioritizing my health above all. Lastly to @danawhite and @ufc for the immediate help and support throughout the process of testing and the emergency surgeries. I am blessed I found out when I did and avoided life long consequences. I’ll be back better than ever.

Un post condiviso da Robert Whittaker (@robwhittakermma) in data:

Robert Whittaker, campione dei pesi UFC, dopo la brutta nottata e l’intervento chirurgico all’intestino ha voluto tranquillizzare e ringraziare tutti i suoi fan con un videomessaggio sul suo profilo Instagram.

Nella didascalia i ringraziamenti a tutti coloro che gli sono stati vicino in un momento molto difficile:

“Hey ragazzi ! Sono ancora qui. Mi dispiace per tutti i miei amici, i miei fan e la mia famiglia per non essere riuscito a farcela domenica. Sembra proprio che se ti operano d’urgenza non puoi essere autorizzato a combattere. Grazie per l’enorme sostegno da parte di tutti i miei fan, sono così felice di sapere che voi ragazzi mi seguite sempre. Un grande ringraziamento ai miei compagni di squadra @fabricioitte @alexprates07 @standstrongboxingcoachjustin @justinlang_ep @titusday77 e tutti gli altri dietro le quinte, voi ragazzi siete stati lì dall’inizio alla fine a preoccuparvi e dare la priorità alla mia salute prima di tutto. Infine a @danawhite e @ufc per l’aiuto immediato e il supporto durante il processo di test e gli interventi di emergenza. Sono fortunato e l’ho scoperto, evitando conseguenze peggiori che mi sarei portato a vita. Tornerò più forte di prima.”

Joanna torna ad allenarsi, è contenta del ritorno di Rose Namajunas

L’ex campionessa UFC al limite delle 115 libbre, Joanna Jedrzejczyk, dopo il 2017 ha vissuto un periodo difficile, subito dopo aver difeso la cintura per cinque volte di seguito, tanto da essere considerata quasi imbattibile. Rose Namajunas avrebbe detronizzato la campionessa a UFC 217, prima di difenderla contro Joanna stessa nella rivincita immediata di UFC 223 nell’aprile 2018. Da allora l’americana non ha più combattuto.

Oggi sappiamo che Rose Namajunas è pronta per la seconda difesa del titolo in carriera, quando affronterà in Brasile per UFC 237 la padrona di casa Jessica Andrade, il prossimo 11 maggio. Questa è senz’altro una buona nuova per Joanna, che iniziava ad essere frustrata dall’assenza della sua ex avversaria.

Ero arrabbiata con Rose“, ha detto ai media Jedrzejczyk mercoledì scorso a Melbourne, in Australia (tramite Submission Radio). “Certo che è la campionessa, ma non è stata troppo impegnata. Non puoi aspettare. Devi difendere la cintura una volta all’anno e sono molto felice di aver sentito parlare di quest’incontro. Sicuramente, voglio andare in Brasile e assistere al match. Al 99 percento andrò in Brasile per vedere il match dal vivo“.

Questa divisione è la più leggera nella UFC, ma è sicuramente una delle più competitive. Non so chi sarà il prossimo. Voglio combattere per la cintura. Potrei avere un altro match prima, ma poi voglio combattere per una cintura“.

Se la Namajunas è stata piuttosto inattiva dopo il secondo match con la Jedrzejczyk, altrettanto non si può dire per la polacca. Dopo le prime due sconfitte in carriera nelle MMA, Jedrzejczyk avrebbe battuto poi Tecia Torres per decisione unanime a UFC on Fox 30. Dopodiché, la Jedrzejczyk ha ottenuto una sconfitta in un incontro valido per la cintura dei Flyweight contro la sua vecchia rivale nella Muay Thai, Valentina Shevchenko.

Sono orgogliosa di me stessa, ho fatto bene. Valentina non mi ha spaccato la faccia come fatto con l’ultima avversaria [Priscilla Cachoeira, ndr], ma sicuramente, se voglio gareggiare a 125 libbre ho bisogno di mettere su muscoli e costruire potenza di colpi. Non potevo farlo con Valentina Shevchenko perché stavo e sto ancora pensando di tornare a combattere nelle 115“.

L’ex campionessa ha rifiutato un’offerta per combattere a marzo e si sta riposando prima di tornare ad allenarsi da lunedì.

UFC 234: Countdown

Questo weekend si disputera alla Rod Laver Arena di Melbourne la card australiana di UFC 234. Nel main event il campione dei pesi medi, Robert Whittaker, difenderà la cintura contro Kelvin Gastelum. Il campione in carica è in una striscia di 8 vittorie consecutive da quando è passato dai welter ai medi. Grande fortuna ha avuto anche Gastelum nel passaggio di categoria, con vittorie prestigiose su Bisping e Jacare, quest’ultima gli è valsa la title shot.

Nel co-main event invece si sfidano il passato e il futuro con due striker di altissimo livello a confronto. La leggenda Anderson Silva affronterà Israel Adesanya in un match davvero molto atteso, anche se forse lo è più per il fascino dei nomi che per lo stato di forma attuale del brasiliano. Anderson Silva non combatte da quasi due anni e la sua vittoria, nell’ultimo incontro con Brunson, non è stata nemmeno delle più convincenti. Adesanya invece è in rampa di lancio e cerca davvero di entrare nel giro che conta in seguito alle vittorie su Tavares e Brunson.

Andiamo a vedere come si preparano i protagonisti della card australiana della UFC.

Whittaker si sente sollevato dal “non dover affrontare un mostro come Romero”

Sabato prossimo sera a Melbourne, Australia, a UFC 234 il campione dei pesi medi UFC Robert Whittaker affronterà la prima difesa ufficiale del titolo con Kelvin Gastelum. Facciamo un passo indietro e torniamo a UFC 213 che si è svolto nel luglio 2017. L’evento ha avuto come headline un match per il titolo ad interim tra Whittaker e Yoel Romero.

Dopo i primi due round in cui ha sofferto per uno strappo al legamento mediale, Whittaker avrebbe stretto i denti per i restanti 3 aggiudicandosi la vittoria per decisione unanime 48-47, diventando così il nuovo campione. Diventato nel frattempo campione indiscusso a causa dell’abbandono di Georges St-Pierre, Whittaker avrebbe dovuto difendere il titolo per la prima volta proprio con Romero, un anno dopo quel match.

Purtroppo Romero ha mancato il peso, vanificando di fatto il valore dell’incontro. Tutto ciò però non ha alterato lo spettacolo sull’ottagono, che è stato uno dei migliori in assoluto a cui abbiamo assistito lo scorso anno. In quest’ultima occasione, sempre sulla distanza dei cinque round Whittaker ha vinto senza dubbio i primi due round, per poi subire il ritorno del cubano a partire dalla terza ripresa.
Romero non sarebbe poi riuscito a vincere l’incontro, pur andandoci molto vicino.

Dopo questo ‘viaggio all’inferno’, Whittaker non pensa che sia il caso di preoccuparsi più di tanto per lo scotto, in termini fisici, che l’australiano ha dovuto pagare affrontando due match del genere:
I fan dovrebbero preoccuparsi, ma per altri motivi“, ha detto Whittaker all’open workout di UFC 234 (tramite MMA Fighting). “Penso che Yoel abbia dato il meglio di sé in quei 10 round e non è riuscito a battermi. Sono andato 10 volte incontro ad un mostro, nessun altro lo ha fatto“.

Whittaker però ci tiene a rimarcare di non voler sminuire il valore del suo prossimo avversario:
No, [Kelvin Gastelum] sicuramente non è un passo indietro. Rispetto le sue capacità. È un fighter pericoloso. Lui entrerà in gabbia affamato, senza nulla da perdere e questa è una delle combinazioni più pericolose. Quindi sì, gli sto dando il rispetto che merita. È un sollievo avere contro un avversario diverso da Yoel ma sai, siamo comunque qui“.

Fabricio Werdum salva due adolescenti da annegamento certo

Fabricio Werdum si è distinto durante la sua carriera per le sue grandi vittorie(contro Fedor per dirne una) e, a giusta causa, è considerato come uno dei migliori pesi massimi di sempre.
Il fighter brasiliano, poche ore fa, ha dimostrato di essere non solo un campione dentro la gabbia ma anche nella vita, salvando due ragazzi da certo annegamento sulle spiagge della California.

Una coppia di adolescenti si è trovata in difficoltà nuotando nell’oceano non essendo in grado di tornare a riva spinti dalla corrente.
A quel punto i servizi di emergenza sono stati prontamente chiamati, compresi i vigili del fuoco. C’era solo un bagnino però in servizio e Werdum riconoscendo che era che era in grado in grado di aiutarlo a portare in salvo uno dei due adolescenti, si è precipitato in acqua per fornire assistenza rischiando seriamente la propria vita.

Intervistato su quanto accaduto Fabricio ha dichiarato:

“Abbiamo visto la macchina dei pompieri fermata davanti a noi. Ho detto a mia moglie che stavo andando ad aiutare il bagnino, ma lei non era convinta vedendo era pericoloso. Ma quando ho guardato che c’erano due piccole teste in mare che urlavano “aiuto” a circa 70 metri di distanza, mi sono tolto il cappotto e ho corso.
Ho preso il giubbotto di salvataggio arancione e sono andato verso di loro. Ho detto al bagnino di afferrare la ragazza, che stava urlando molto, e ho preso il ragazzo, che era già zoppicante. Sono riuscito a prenderlo e abbiamo nuotato verso la spiaggia. Poi, arrivati lì, un vecchio mi ha aiutato. Le onde erano grandi. La ragazza è affondata circa tre volte. “

Ecco il filmato di quanto accaduto ripreso dal cellulare della moglie di Werdum

La top 10 dei match UFC nel 2018

Quest’anno in redazione abbiamo deciso di selezionare i migliori match disputati in UFC nell’anno appena trascorso. Ve li riproponiamo: può essere una buona occasione per recuperarli se non li aveste già visti oppure un ottimo modo per approcciarvi al mondo delle MMA, qualora foste dei neofiti. Abbiamo dovuto tenere almeno 5 match fuori dalla top 10 che potevano starci e ci rendiamo conto che le nostre opinioni siano soggettive e quindi non condivisibili, ma speriamo possiate apprezzare ugualmente lo sforzo.

10) Yair Rodriguez vs Korean Zombie
Incontro bello già di per sè, ma reso straordinario dall’inaspettato epilogo: un KO degno degli annali delle MMA, avvenuto a pochi secondi dalla sirena finale.

9) Barboza vs Hooker
Tre round di pura azione, tutti a viso aperto, con il brasiliano che porta a casa la posta grazie ad un colpo d’incontro ma dopo aver sofferto l’intraprendenza di Hooker, nel momento migliore della sua carriera.

8) D. Johnson vs Cejudo II
La caduta del re. Uno dei più sorprendenti upset dell’anno dopo un incontro memorabile, di lotta pura. In attesa della superfight tra Cejudo e TJ Dillashaw, potrebbe essere il canto del cigno della divisione Flyweight UFC.

7) Namajunas vs Jedrzejczyk II
La campionessa polacca prova a riprendersi la cintura sottrattale proprio da “Thug Rose” alcuni mesi prima. Un incontro che ha generato diverse polemiche nel giudizio finale, ma che nel complesso è stato un vero e proprio “inno alla battaglia” delle MMA femminili. Uno di quei match in cui vorresti vincessero entrambi i contendenti.

6) Nurmagomedov vs McGregor
L’evento clou del 2018 sul piano commerciale, ma anche un match godibilissimo nei contenuti tecnici, estremamente interessanti. E’ lo scontro tra due modi di essere, due modi di combattere, due mondi totalmente opposti, prima che tra due fighter. Saltate il post-fight a pie’ pari, quelle non sono MMA.

5) Magomedsharipov vs Bochniak
Zabit Magomedsharipov è ormai sul punto di diventare una stella della divisione piuma. Il 2018 è stato il suo anno magico e questo contro il guerriero Bochniak, una specie di Justin Gaethje versione piuma, è il suo match più esaltante. La parte del match in cui Bochniak incassa i pugni sul volto facendo le boccacce al daghestano è puro fomento e godimento.

4) Holloway vs Ortega
Un Holloway dominante, un Ortega stoico. Match incredibile, che ha avuto una genesi incerta per via delle notizie intermittenti sulle reali condizioni fisiche del campione hawaiiano. La quantità di colpi incassati da Brian Ortega quasi senza battere ciglio è fuori dal normale.

3) Ferguson vs Pettis
Il match in cui ti rammarichi che non si sia andati avanti fino all’ultima ripresa. Spettacolo fantastico andato in scena la stessa sera di Khabib vs Conor, con il rientrante Cucuy che domina la scena ma non il suo avversario, fermato soltanto da un infortunio. L’abbraccio tra i due a fine match è la sintesi perfetta dello spirito marziale.

2) Whittaker vs Romero II
Dirà Whittaker a fine match, con una certa malizia: “Era incredibile: io lo colpivo, lo colpivo con tutta la forza che avevo, ma lui continuava ad avanzare. E gliene ho dati tanti. Sembrava fatto di acciaio“. Non un incontro, non una lotta, semplicemente lo scontro tra due titani, due superuomini messi l’uno di fronte all’altro.

1) Gaethje vs Poirier
Justin Gaethje è come uno di quei grandi attori (tranne per il fatto che nella UFC si fa sul serio), che sono capaci di rendere ogni film che recitano un successo al botteghino. Quattro match in UFC, due sono Fight of the night, uno Performance of the night, uno le ha vinte entrambe. Dopo il match con Poirier, tenutosi nel periodo delle feste pasquali, entra nella sala stampa col volto tumefatto, masticando un pezzo di uovo al cioccolato, guarda i giornalisti e fa: “Che sono quelle facce tristi? Ho perso davanti al mio pubblico? Sapete, a me non importa vincere o perdere, ma si tratta di un fattore di intrattenimento. E io punto ad essere uno dei fighter più divertenti da vedere nella storia“. Ecco, questo è il manifesto del ‘Fulmine’ dell’Arizona: divertire, dando spettacolo al di là del risultato. E ci riesce bene Justin.

Cyborg non ci sta: “lo spostamento a Los Angeles è una cosa ridicola”

Quando la UFC ha deciso di spostare l’intera card di UFC 232 da Las Vegas a Los Angeles con soli sei giorni di preavviso, ha generato grossi problemi a tutti gli stakeholder dell’evento, dai fighter ai fan. Tra questi c’è ovviamente la campionessa dei pesi piuma femminili della promotion Cris Cyborg, pronta a difendere il suo titolo contro la campionessa dei pesi gallo Amanda Nunes nel com-main event.

Cyborg, autorizzata a combattere nel Nevada, ha dovuto sottoporsi ad ulteriori test medici per consentirle di ottenere la licenza della California State Athletic Commission, responsabile dell’evento di Los Angeles. Cris pensa che il dover sostenere questi accertamenti nel bel mezzo della settimana che porta al match, già caotica di per sè, sia una cosa ridicola: lo ha detto a chiare lettere nel suo video blog.

Dovevo combattere in Nevada e l’hanno spostata in California“, ha dichiarato Cyborg (tramite MMA Fighting). “Non ho la licenza per la California, ora sto sbrigando le altre faccende per combattere qui. Tutto questo è ridicolo. E’ la prima volta che mi capita e devo ancora farne altri, per ottenere questa licenza“.

Tra l’altro l’atleta brasiliana è venuta a sapere della decisione da parte della UFC di spostare la card dai media e non direttamente dall’organizzazione. Comprensibilmente, la cosa l’ha irritata non poco.

Questo è pazzesco, avrebbero dovuto contattare tutti. Siamo soci. Siamo soci. Non possiamo collaborare correttamente se non ti contattano prima. Ero in contatto con il mio manager e anche lui non lo sapeva. Stava comprando regali di Natale. Nessuno sapeva. Semplicemente non mi piace. Come puoi chiamare i media e non chiamare i tuoi fighter? E’ indispensabile per prepararti prima e gestire le cose in anticipo“.

Storie di MMA: Bisping e la chance titolata last minute

Recentemente Michael Bisping è stato ospite al Joe Rogan Experience ed ha condiviso con il padrone di casa del famoso podcast diverse opinioni e spunti sul mondo delle MMA, sugli steroidi, il trash talking e la sua lunga carriera. Particolare il Conte si è soffermato sul momento in cui è venuto a sapere di poter sfidare Luke Rockhold per il titolo dei pesi Medi UFC.

“Avevo preso parte alle riprese di XXX-Il ritorno di Xander Cage ed ero stato sul set per 3 mesi. Stavo tornando a casa e cercavo disperatamente dei walkie talkie per mio figlio. Mi sono reso conto che al giorno d’oggi è complesso trovare dei walkie talkie ed ho dovuto fare un cazzo di giro assurdo per trovarli per poi vedere mio figlio che non ci ha mai giocato perchè aveva il cellulare! Forse avrei dovuto pensarci prima”

“Appena arrivo a casa vedo su Twitter che Weidman ha dato forfait e allora chiamo Dana e gli dico: ‘Senti se la notizia è vera sai dove trovarmi’ e lui mi rispose: ‘Grandioso, mi piace molto ma c’è già Jacare che è la nostra prima scelta’, appena sento questa cosa lascio perdere. Per un momento avevo pensato di poter avere la title shot ma poi ho pensato: ‘Non esiste che Jacare rifiuti un’opportunità del genere’.”

“Vado a casa del mio amico Jason a vedere una partita di basket e bevo un po’. Non proprio da ubriacarmi, però mi faccio un paio di birre. Ovviamente se avessi saputo di dover combattere per il titolo avrei fatto una dieta ferrea per più di un mese. Il giorno dopo vado in palestra per un soft workout e il mio telefono impazzisce e si illumina come un albero di Natale: è Ariel Helwani. Mi chiama e mi dice: ‘Mike, Dana ha appena annunciato a Sport Center che combatterai per il titolo!’ ed io: ‘Che cazzo! Fottuto Dana! Che Dio lo benedica!’ ”

“La prima cosa che faccio ovviamente è precipitarmi nello spogliatoio e salgo sulla bilancia. Peso 215-216 libbre. Io di solito arrivo la settimana prima dell’incontro a 200 libbre. Lascio perdere i pesi, mi metto uno zaino addosso e comincio a correre per la città di Toronto, senza mai fermarmi, nemmeno ai semafori e rischiando di essere investito dai taxi. Mentre ogni tanto sono al telefono con Dana per negoziare i termini finisco in un posto isolato nel nulla. Chiamo il mio amico Jason Parillo, mio boxing coach, e mi sfogo. Tipico della mia carriera arrivare alla fight più importante senza preparazione, dopo aver girato un film e senza essermi allenato contro qualcuno che mi ha già battuto. E lui mi ha detto: ‘Stai tranquillo, perchè magari non la vincerai, ma devi rilassarti e vedrai che arriverai preparato.’ ”

“Quello che è successo è stato proprio che mi ero sempre sovraccaricato di allenamento per tutti i miei incontri e per la title fight no. Non sono mai arrivato così rilassato e questo è stato il segreto. Il ko è nato da un video di Rockhold, che avevamo visto con Jason dove lui faceva degli allenamenti con gli elastici e lasciava sempre questo mento molto alto e Jason mi disse: ‘Lì ci devi andare col gancio sinistro’ e così è stato”.

UFC 231: le pagelle

Siamo di fronte ad uno dei grandi classici, uno di quei match che vanno di diritto nel Gotha della UFC. E comunque in undercard c’erano: Claudia Gadelha, Nina Ansaroff, Jessica Eye. Per dire, ma che evento è stato? A saperlo ci saremmo comprati una…

Gunnar Nelson 8*: Quando il nostro buon Pedersoli si trovava davanti il Cowboy Oliveira, tutti più o meno eravamo concordi nel dire che il brasiliano si poteva battere portandolo sul terreno a lui meno congeniale: a terra. Ecco, Nelson fa quello che forse avrebbe potuto fare Carlo, se ne avesse avuto il tempo. Nel primo round e all’inizio del secondo se la gioca in piedi, resistendo al micidiale striking e ai colpi di Oliveira che arrivano da ogni posizione. Nel secondo, dopo aver chiuso la distanza e avendo portato a termine il takedown, raggiunge la “full mount” ed è l’inizio della fine. Chiude i giochi con una brutale gomitata, che serve bloody mary dalla fronte di Oliveira. Ossigeno puro, dopo la sconfitta con Ponzinibbio. Martello degli dei


Botta & risposta

Valentina Shevchenko 8+***: Match a senso unico, fa valere la superiore stazza fisica ma non solo: più colpi significativi, più precisione, più iniziativa, più variazioni. Si costruisce la vittoria senza mai strafare e contiene le ultime sfuriate della polacca nel “Championship round” con il piglio della campionessa ma senza mai perdere il rispetto nei confronti dell’avversaria. Se nei Gallo a fermarla c’era solo Amanda Nunes, in questa categoria può essere davvero inarrestabile. Dalla Russia con amore

Joanna Jedrzejczyk 5,5: La cosa che ha più senso, dopo questo match, è tornare a competere nei pesi Paglia. Poco incisiva in questa classe di peso e a questi livelli, ha fatto senz’altro un grande incontro ma non ha alzato l’asticella per meritarsi di diventare bi-campionessa. Provaci ancora Sam


Punching ball

Brian Ortega 7: Cerca, come da copione il takedown che poteva dargli più chance di vittoria. Quando però c’è da scambiare a viso aperto non si sottrae minimamente: parliamoci chiaro, non aveva la precisione, la cattiveria di Holloway, che a tratti sembra addirittura “torearlo”. Ma ha cuore come pochi e forse quell’atteggiamento, in UFC, ultimamente si è visto solo nei match di Justin Gaethje. Chiude quasi in bambola, ha dato tutto e anche qualcosa in più. Gladiatore

Max Holloway 9,5**: Colpisce con la precisione dell’uncinetto e la velocità di una UZI. Se poi ci mettiamo che Ortega (cintura nera di BJJ) non riesce mai a tenerlo a terra per più di pochi istanti in quattro round, allora diventa impossibile affrontarlo. E capisci che, nella UFC, per raggiungere la cintura non basta essere al massimo: devi alzare il livello più in là del limite. Chi scrive vorrebbe davvero vederlo, e a questo punto non è fantasia, affrontare Khabib. Over the top

* Bonus impressione artistica della serata +0,5
** Bonus sangue e arena +0,5
*** Bonus premio della critica +0,5

Robert Whittaker parla di Adesanya

Il campione dei pesi medi UFC, Robert Whittaker, in una recente intervista rilasciata a Submission Radio in occasione del tour promozionale per UFC 234, evento nel quale difenderà il titolo contro Kelvin Gastelum, si è soffermato a parlare di un fighter nella sua divisione in odore di title shot: Israel Adesanya.

“Il nostro primo incontro è stato abbastanza imbarazzante. Ci siamo stretti la mano, io ho accennato un imbarazzante abbraccio e gli ho augurato il meglio. Una cosa che colpisce tutti è il fatto che auguri sempre il meglio ai miei avversari. Ma alla fine io sono fatto così. Poi quando ci scontreremo io farò del mio meglio e lui del suo meglio.”

“Penso che lui sia un fighter emozionante da vedere. Abbiamo affrontato anche due avversari in comune: Bronson e Tavares. Israel è un fighter metodico, molto forte, un vero manuale dello striking e in più smonta pezzo per pezzo il suo avversario. Bello da vedere e mette su un ritmo che è difficile da sostenere.”

“Il mio obiettivo adesso è Kelvin Gastelum che è troppo duro come avversario per essere sottovalutato e se lo facessi mi asfalterebbe, ma sono sicuro che prima o poi ci affronteremo. Ne sono sicuro. Faremo una sfida Australia vs Nuova Zelanda.”

Nurmagomedov: Le donne non dovrebbero combattere

Dopo la sua vittoria a UFC 229, Khabib Nurmagomedov si sta godendo la sua nuova fama girando il mondo, visitando innumerevoli luoghi diversi.
Non è di certo un mistero che il fighter russo sia di religione mussulmana, convinto praticante e molto fedele alle sue idee e a quanto pare anche all’estremismo che la sua religione impone al gentil sesso.
Di recente è stato chiesto a Khabib se avesse consigli per le donne fighter. La risposta di Nurmagomedov non è di certo stata di apertura, anzi(via MMAIndia):

“Si mi piacciono le fighter ma solo quando combattono dentro le mura di casa. Pensassero a ‘finire’ il proprio marito per tutto il tempo che possono. Dovrebbero concentrarsi a ‘colpirlo’ fortemente.”